Il consigliere di Fratelli d’Italia, Gianni Rosa, dovrebbe rallegrarsi del fatto che Cgil, Cisl e Uil hanno perso la loro funzione di rappresentanza , non foss’altro perché, questa perdita è tutt’uno con l’incapacità di raccogliere consensi e di assolvere allo scopo , mai dichiarato ma sempre praticato, di portare voti ai partiti di riferimento. Oggi non portano una cippa, come si dice, e quelli che si sono cimentati ai diversi livelli non hanno fatto né molta strada né bella figura. I tre Sindacati. a livello generale, sono in crisi da decenni, ma l’hanno nascosta dietro la lotta a Berlusconi, il solo collante che poteva tenerli uniti. Se avesse attaccato lui l’art.18 ci sarebbero state le piazze convocate in permanenza. Renzi invece lo ha fatto e anche loro, i sindacati, si sono inoltrati nei meandri della politica, con il “forse” della Cisl, il no della Cigl, e il “parliamo d’altro” della Uil. La solita manfrina cui la politica ci ha abituati. Il fatto nuovo è che questa inconsistenza è venuta fuori da quando i Sindacati hanno perso l’appuntamento con il problema dei giovani e dell’occupazione, ripiegandosi nella difesa di quelli che il lavoro lo avevano. E’ successo che hanno perso molti di quelli che il lavoro lo avevano e non hanno ricavato una sola adesione da quelli che il lavoro lo cercavano. Insomma una presenza statica in un mondo che cambia e che reclama nuovi protagonisti sociali. Alcune distorsioni del sistema( ad esempio il prelevamento salvo disdetta della quota sindacale, la presenza in alcune istituzioni e in molti consigli di Amministrazione, hanno reso i sindacati confederali delle sorte di macchine burocratiche, tutte attente a guardarsi dentro e incapaci di rinnovare profondamente il senso del loro ruolo. Il potere è arrivato anche lì, con le sue logiche, le sue distorsioni, i suoi meccanismi, i suoi privilegi, a cominciare dalla doppia pensione di chi fa contemporaneamente due mestieri in uno ( il sindacalista e il dipendente in aspettativa). Così , sulla base di vecchi rituali secondo cui i Sindacati dovevano teoricamente mettere il naso dovunque ( ricordiamo le polemiche sul pansindacalismo) hanno finito col rendere così generica e superficiale la loro presenza dal convincere anche i più perseveranti a rendersi conto che oggi, questi sindacati, sono incapaci di muoversi nella modernità, non studiano i temi nuovi, non ne conoscono i problemi e sono riottosi a rinnovarsi, mantenendo a denti stretti ognuno un aggancio con il vertice sindacale o politico. In Basilicata poi, il consigliere Rosa ha ragione, il Sindacalismo si muove non tanto in funzione dei partiti quanto in funzione dei singoli politici di riferimento, orientandosi a seconda delle alleanze, dei rapporti e delle ambizioni personali. Ed è uno spettacolo deprimente vedere che alzano la voce oppure sussurrano a seconda della parte che debbono recitare. Ma la cosa più deprimente è quando fanno finta di fare l’opposizione dopo che hanno sotto sotto concordato certi passaggi e digerito certi provvedimenti. Il riferimento alla questione dei precari , cui pure una legge assicurava un percorso di stabilizzazione e che invece van da tutt’altra parte, non è affatto casuale. Ed è avvilente constatare che, dopo aver fatto una battaglia nazionale per la stabilizzazione, oggi si voltano dall’altra parte quando quella legge viene aggirata. R.R.