di Lucio Tufano
È il 1922, l’anno del Fascismo.
In Basilicata, la Cassa provinciale di credito agrario accorda premi per l’uccisione dei lupi, per un lupo lire quaranta, per una lupa lire trenta, per ogni lupacchio lire cinque. Il pagamento ad esibizione di un certificato del sindaco del comune nel cui territorio avviene l’uccisione e da cui risulti che l’uccisore ha presentato la pelle.
In molte città d’Italia, a Milano come a Roma, si perquisiscono quelle case dove regna l’oblio della morfina e della cocaina, dove fanciulle e ragazzi della borghesia sognano al semichiarore degli abat-jour.
S’intrecciano le danze fra la moda e l’eleganza delle signore e delle signorine in corsage appoggiati su gonne increspate, fiori, perle multicolori, nodi e nastri, abiti in seta neri, con galloni sul petto, sottili cinture alle maniche ad imbuto, colletti alti. Decorazioni, pitture, tappezzerie, mobili, trionfo di luci, decine di lampade elettriche, al Modern Hotel, fra marce militari, sonate per l’orecchio di magistrati, autorità, sindaci e prelati, bottiglie di champagne, buffet. Tutto per Potenza borghese, per una piccola nave, il Modern Hotel, che accoglie nelle sue stive, nei suoi salotti, nella sua prua, sul ponte e sulla tolda, un tratto di via Pretoria che va da Piazza Sedile al Palazzo Biscotti.
Benedizioni ed evviva, pasticcini e musiche sino alle quattro del mattino. Giacchette in reps broccato, gilet di cachemire bianco, cravatte di lino bianco, foulard neri sventolano dagli oblò in festa. Inchini, changé di dame, complici ammiccamenti, complotti organizzati, cugini e cugine, l’ingresso in società, frastuono e risatine, complimenti e baciamano, consacrano il delirio di chi è arrivato in questo trafelato spicchio di modernità.
Il Comitato per i bambini russi affamati organizza un concerto al Teatro Stabile con il violoncellista Alessandro Baryansky e con la pianista Sofia Franzusoff. Il patriottismo dei fratelli Giugliano raccoglie gli introiti di una serata artistica al “Cinema Moderno” per i potentini caduti in guerra.
«Ho esaminato lungamente la questione – dichiara l’on. D’Alessio in un’intervista al “Giornale di Basilicata” – il Fascismo è di quei fenomeni che non scaturiscono dal libero arbitrio di uno o di pochi iniziatori. Esso, invece, è il manifestarsi di una reazione lungamente rattenuta nella coscienza collettiva. Cerchiamo tutti, con uno sforzo di buona volontà, di rimuovere le cause di questa reazione e non ci sarà bisogno di preoccuparsi del Fascismo il quale troverà, nell’ambiente stesso, i limiti ed i correttivi della sua esuberanza».
A Giovanni Cerverizzo, dimessosi dal locale Fascio, subentra l’avv. Franco Catalani.
Ecco che nella mattina del 28 ottobre le squadre fasciste, militarmente inquadrate, gagliardetti e fiamme nere, al comando del capitano Chirichelli, il direttorio alla testa, sfilano per via Pretoria. Da Melfi altre squadre agli ordini dell’avv. Arduino Severini e da Palazzo s. Gervasio, Barile, Rionero. Alla stazione Inferiore, da Taranto, il delegato regionale, avv. Loreto e le squadre di Irsina, Calciano e Pisticci. Applausi interminabili: si elevano potenti alalà!, la fanfara intona “Giovinezza”. Seguono inni patriottici mentre il treno porta tutti a Napoli, dove si è programmato il grande raduno.
A Napoli, si susseguono lunghe acclamazioni. Al delegato regionale Mussolini in persona esprime il suo compiacimento per la notevole partecipazione dei fascisti di Basilicata.
La Marcia su Roma intanto si compie. Da tutta Italia sono confluiti i reparti fascisti, quando il treno, che reca Mussolini, alle ore 10,42 del 30 ottobre, arriva alla stazione Termini. Una marcia in vagone-letto? Al re, Mussolini si scusa per essersi presento ancora in camicia nera, reduce da una battaglia fortunatamente incruenta.
Tutto il popolo di Roma acclama il Re, alla presenza delle medaglie d’oro e dei ciechi di guerra. Nel corso del colloquio fra l’on, Mussolini ed il Re, in Piazza del Quirinale, continua ad affluire un’enorme folla, molte bandiere, un numero infinito di gagliardetti, una moltitudine di fascisti e nazionalisti in divisa …
Alle 12,05 l’on. Mussolini è uscito dal palazzo del Quirinale, in automobile, vivamente applaudito. D’improvviso e senza la consueta formalità di esporre il tappeto, al balcone del Palazzo, il Re è apparso solo a salutare ed a rispondere alla grandiosa e vibrante dimostrazione di popolo.
A Potenza tutto è tranquillo. La vita cittadina si svolge normalmente. La Prefettura e l’Ufficio postelegrafico sono presidiati da carabinieri e guardie regie.
La truppa è consegnata nelle caserme. Ma per alloggiare bene e pranzare meglio si va al Nuovo Hotel Restaurant Meridionale, nei pressi della Camera di Commercio, attiguo a tutti i pubblici uffici e non distante dalla Stazione di Potenza Inferiore. Una cucina squisita ed insuperabile.
Borghesi e camicie nere fumano le sigarette estere Nestor a 45 centesimi l’una, Excelsior A, Excelsior B, Excelsior C.
“Ce ne fregammo un dì della galera, ce ne fregammo della brutta morte” va cantando Cunnidd con voce da tenore e la gola rattoppata di cicatrici.
Il Covo degli Arditi è presidiato dagli squadristi, un sepolcro, un antro sacro, con oggetti d’arme, simboli di guerra e di morte e dove sembra rinchiusa, dietro i cancelli, l’utopia e la violenza.
Sullo scrittoio il revolver, pugnale ed elmetto: qui giace provetto, libro e moschetto, il balilla perfetto!
Una gran folla, informata dei buoni esiti dell’incontro, in divisa, decorata, pronta allo scatto, baionetta, pantaloni alla zuava, fiocchi neri del fez copricapo, fazzoletti al collo, manganelli alla coscia, vigile scorta della patria e del regime, sollecita, al grido di: Viva il Re!, viva i Savoia!, uno stretto ed immediato raccordo tra monarchia, fascismo e teatro.
Giornale di Basilicata 2/3 Settembre 1922 – Borghesi e camicie nere fumano le sigarette estere Nestor a 45 centesimi Funa, Excelsior A, Excelsior B, Excelsior C. Dove si alloggia bene e si pranza meglio? Al nuovo Hotel Restaurant Meridionale presso la Camera di Commercio. Attiguo a tutti i pubblici uffici. Il più vicino alla Stazione di Potenza Inferiore. Cucina squisita insuperabile.
Mussolini si compiace dei fascisti nostrani – Giornale di Basilicata 28/29 Ottobre 1922
Martedì mattina l
e nostre squadre fasciste militarmente inquadrate, con i loro gagliardetti e le fiamme nere, al comando del capitano Chirichelli, e con il Direttorio alla testa, sfilarono brillantemente per Via Pretoria, suscitando grande entusiasmo.
Con le squadre potentine, erano quelle di Melfi agli ordini dell’avv. Arduino Severini, e le altre di Palazzo San Gervasio, Barile e Rionero.
Alla stazione di Potenza Inferiore, all’arrivo del treno da Taranto recante il delEgato regionale avv. Loreto e le formidabili squadre di Irsina, Calciano e Pisticci, con fanfara e gagliardetti scoppiarono applausi interminabili e si elevarono potenti alala!, mentre la fanfara intonava Giovinezza.
Dopo che le squadre ebbero resi gli onori al Delegato regionale, il trombettiere di servizio dette il riposo e gli squadristi, gli altri fascisti presenti ed il numeroso pubblico cantarono inni patriottici. I viaggiatori applaudirono incessantemente. Le squadre partirono quindi per Napoli, salutate da grandi applausi. A Napoli le squadre di Basilicata hanno avuto, nel corteo e nella rivista, un posto speciale. Benito Mussolini ha espresso al delegato regionale il suo compiacimento. Durante lo sfilamento, i gagliardetti delle squadre di Basilicata sono stati farti segno a lunghe acclamazioni.
Giornale di Basilicata 29/30 Ottobre 1922 – Tutto il popolo di Roma acclama al Re, alla presenza delle medaglie d’oro e dei ciechi di guerra.
Mentre si svolgeva il colloquio fra l’on. Mussolini ed il Re, in Piazza del Quirinale ha continuato ad affluire una folla enorme, molte bandiere, infiniti gagliardetti, numerosissimi fascisti e nazionalisti in divisa … alle 12,50 l’on. Mussolini è uscito dal Quirinale, in automobile, vivamente applaudito. La folla ha continuato a sostare nella piazza, acclamando al Re, a Casa Savoia. L’on. Mussolini indossava la camicia nera con le decorazioni di guerra. Improvvisamente, e senza la consueta formalità dell’esposizione del tappeto al balcone di Palazzo Reale, il Re è apparso solo a rispondere alla grandiosa, vibrante dimostrazione del popolo.
Calma a Potenza – A Potenza tutto è calma, e la vita cittadina si svolge normalmente. La Prefettura e l’Ufficio postelegrafico, sono presidiati da carabinieri e guardie regie. La truppa è consegnata.
