LUIGI GILIO: “NULLA PIU'”

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Nulla più
(il silenzio di uno stupore)

Nulla più,
frammezza
il desiderio,
in questo silenzio, uno stupore!

fosse anche
una vecchia promessa,
che s’alza dal vento,
come la sottana di Laura

in un dopo pranzo 
di mille anni fa.

S’ode da lontano,
il suo frastuono,
pare collera di chi un tale screzio?

la mia luna che trama
si fa pelle d’oca
ti vedo, è un solo pensiero:

come Ulisse, rincorro le parole,
si fa vaga la piega di un ritorno,
per comparire equa, 
sfigura anche da contemporaneo,

che catalogo con l’arpa buona
il suono di un’aurora.

Nulla più!
che un piccolo contatto,
la musica si apre
al silenzio di un ultimo stupore.

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Luigi Gilio

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