“PADRONE E SOTTO”, L’ETERNO GIOCO DELLA VITA

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Nicoletta Altomonte

 

Il potere colto nella sua  accezione negativa e che, come tale, si intrufola nei meandri della politica, della giustizia e dell’informazione. Una sorta di mania di onnipotenza che si impossessa dell’uomo e lo rende cinico, senza remore e rimorsi, pronto a imporre e a imporsi, a minacciare anche quando non minaccia, a ridicolizzare, a spaventare. E’ questa forza, oscura e insidiante,. al centro dell’ultimo romanzo di Dino Rosa, lucano di 43 anni, e autore di “Cercando la vita” (insignito, nel 2011, del premio Basilicata, nella sezione dedicata agli autori lucani) e di “Nessuno da salutare”.

Padrone e Sotto”, questo il titolo scelto per la sua ultima fatica letteraria: un titolo azzeccato che strizza l’occhio al lettore e lo incuriosisce. Un’etichetta ben costruita con cui è stato sigillato il libro che, prendendo spunto da storie di cronaca, viaggia al di sopra della realtà e narra del rapporto di forza che relega i più deboli in quella categoria che il gioco di carte e di vino  “Sotto”. In effetti, si parla di vicende esistite che, nei tempi addietro, erano il risultato della società castale nel senso classico della parola e che, oggi, si materializzano in una concezione verticistica con uomini ingordi capaci di calpestare regole e annullare limiti

Il romanzo prende forma in Basilicata, terra di origine di Dino Rosa. Regione amata, come da lui stesso più volte sottolineato, ma guardata anche con uno sguardo critico e a volte impietoso, come quando non riesce a trattenere le giovani intelligenze o quando non vengono attuati i meccanismi giusti per risollevarsi da una marginalità economico-territoriale o, ancor di più, quando, dice Rosa, “non si dismettono gli abiti di un luogo arretrato, fuori dal tempo a cui il ‘Levismo’ ci ha assimilato”.

Un “Padrone e Sotto” che all’occhio frettoloso e poco incline a scavare tra le righe potrebbe apparire fortemente legato al Sud, ma così non è. Quei signori seduti al tavolo tra carte da gioco e vino che la mano dell’artista londinese Levy Billy Attley ha così ben tratteggiato nel disegno di copertina non rappresentano rapporti di forza che nascono e vivono solo al Sud. Quegli uomini intenti a scimmiottare il rapporto tra capo e subalterno con un desiderio forte nella testa, quello di invertire l’ordine dei fattori sociali e di dare il comando a chi, nella vita reale, non lo ha mai avuto, potrebbero appartenere a qualsiasi società del Paese, a qualsiasi provincia dove vivono sfruttatori e sfruttati, vinti e vincitori, dominatori e dominati, padroni e sotto. 

Meritevole di attenzione l’impegno dell’autore nel creare un universo narrativo dove tra la realtà e l’immaginazione passa una linea sottile e dove non è sempre semplice distinguere l’una dall’altra. Questa volontà di mescolare e sovrapporre le carte in un continuo alternarsi tra verità e finzione richiede un’attenzione alta e alimenta nel lettore una forte curiosità. Altrettanto degno di nota è il tentativo dell’autore di ridestare quella consapevolezza e sensibilità che, sole, consentono di riporre al centro di un destino e di una vita l’amore, quell’amore che diventa generatore di senso.

La storia di amore che vive nel romanzo non è la solita trovata per attrarre lettori. No, Dino Rosa narra, qui, ma lo ha già fatto negli altri due romanzi, l’amore in senso alto e lato, non solo inteso come relazione di coppia, ma come forza che riesce a cambiare le cose, come molla che orienta il vissuto e fa interrogare e fornire risposte anche se a volte dolorose. Rosa ci ricorda che quando la ragione è in difficoltà e non è più in grado di offrirci risposte, il cuore può esserci di aiuto. Lo fa attraverso Roberta, la protagonista femminile, che trova nell’amore la forza per denunciare un sistema che la stava “inglobando” e stritolando.

Attraverso vite apparentemente allegre, facili o problematiche, l’autore racconta di un amore capace di rendere ciascuno consapevole delle proprie risorse, forte abbastanza per abbandonare ogni vittimismo e deresponsabilizzazione. Un amore che mette nelle condizioni di padroneggiare un futuro dove non c’è posto per la tirannia del potere oscuro ma solo per le scelte coraggiose.

La narrazione è piacevolmente intrisa di descrizioni di luoghi, così ben dipinti che sembra di vederli dal vivo. Lo stile narrativo fresco e lineare riesce ad essere diverso per ogni protagonista e convincente, anche quando affronta ricordi legati ad anni non vicini all’autore, quelli della seconda guerra mondiale e quelli del terremoto in Basilicata degli anni ‘80, in una storia che racchiude tante altre storie.

le foto sono di Giuseppe Di Tommaso

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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