37 MILA POLTRONE IN MENO NELLE SOCIETA’ PARTECIPATE

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 Paolo Pagliaro

 In molti casi hanno più amministratori che dipendenti e la loro principale attività consiste nel garantire una prebenda a politici in disarmo o un posto di lavoro agli amici degli amici. In altri casi sono aziende serie e profittevoli, che tali rimarrebbero anche se dal loro azionariato uscissero i comuni. Sono le cosiddette società partecipate, circa novemila, che la riforma Madia vorrebbe ridurre a seimila nell’ambito di un ambizioso progetto di revisione della spesa. Il piano è scattato in questi giorni, perché il 30 settembre è scaduto il tempo a disposizione di Comuni, Regioni e ciò che resta delle Province per rendere noto l’elenco delle partecipazioni che saranno cedute, liquidate o fuse.

Si è così saputo che il Comune di Roma esce dall’aeroporto di Fiumicino, Torino lascia quello di Caselle, Napoli vende la partecipazione in Capodichino, lo stesso fanno con i rispettivi aeroporti anche Verona e Treviso. Molti sindaci hanno deciso di uscire dall’azionariato di fiere e autostrade ma anche di scuole vela, onoranze funebri o stabilimenti termali. Il solo Comune di Roma liquiderà 18 delle 31 partecipazioni che rientrano nel perimetro della legge Madia.

La legge impone il taglio delle partecipazioni nelle aziende con meno di 500mila euro di fatturato, oppure con più amministratori che dipendenti, e in quelle che hanno chiuso in perdita quattro degli ultimi cinque bilanci. Da potare c’è parecchio, visto che 1.609 società controllate dagli enti locali hanno meno di 10 dipendenti, e in tre casi su quattro hanno un valore della produzione sotto i 100mila euro all’anno.

Mentre i posti di lavoro saranno salvaguardati, sfumeranno invece indennità e gettoni di presenza per circa 37 mila posti nei consigli d’amministrazione, occupati da 26mila persone grazie ai doppi incarichi. Non è la rivoluzione, ma per le abitudini italiane è qualcosa che le assomiglia.

(© 9Colonne)-

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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