
PIETRO SIMONETTI
Dopo 45 anni ,la Tito -Brienza viene completata . Anzi no: sarà aperto il il primo svincolo, per gli altri due ci saranno altri tagli di nastri in avvenire. Una strada che doveva collegare la Basentana alla Sinnica ,via val d’Agri ,dagli anni ottanta e novanta. Si tratta di una delle ultime grandi opere pubbliche programmate nello scorso secolo. Dopo il vuoto negli investimenti per nuove strade e decenni passati solo a portare avanti completamenti di quelle avviate, dopo progetti sbagliati, come la Ferrandina -Matera per la ferrovia (costo provvisorio 800 milioni per 22 km) da completare entro il 2026 ,dopo 4 decenni con le risorse del Pnrr, arriva in porto un’opera la cui utilità è evidente. Pochi ricordano le manifestazioni sindacali per rendere veloci i lavori della Tito-Brienza riferiti al primo lotto. Una di queste , procurò un processo per blocco stradale di una ventina di operai e condanne con il ritiro dei documenti per espatriare. Una contestuale lotta avvenne per il tentativo della Texaco di aprire pozzi di estrazione di Petrolio nel Comune di Brienza anche per coinvolgere altri Comuni Campani.
Operazione che fallì per le molte manifestazioni dei sindacati e delle forze locali. Oltre quattro decenni sono tanti per completare strade e tratte ferroviarie. Nonostante tutto, ivi compresi gli scontri tra Comuni sui percorsi, i costi ed i ciclici ritardi, ancora una volta tagli di nastri e rivendicazioni sul completamento, al limite dell’infantilismo. Dalle Fal, con comfort e Bus a gasolio ad altre manifestazioni di pura facciata. Per il resto nessuno ricorda il contributo del lavoro, nè quello di coloro che hanno perso la vita per realizzare la strada. Al tempo degli spot,dei tagli di nastri,il passato non conta.
Operazione che fallì per le molte manifestazioni dei sindacati e delle forze locali. Oltre quattro decenni sono tanti per completare strade e tratte ferroviarie. Nonostante tutto, ivi compresi gli scontri tra Comuni sui percorsi, i costi ed i ciclici ritardi, ancora una volta tagli di nastri e rivendicazioni sul completamento, al limite dell’infantilismo. Dalle Fal, con comfort e Bus a gasolio ad altre manifestazioni di pura facciata. Per il resto nessuno ricorda il contributo del lavoro, nè quello di coloro che hanno perso la vita per realizzare la strada. Al tempo degli spot,dei tagli di nastri,il passato non conta.