“Siamo qui anche per chiederci come sia stato possibile che la tragedia delle foibe e dell’esodo degli italiani dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia sia stata abbandonata all’oblio per così tanti anni?”. E’ la domanda che ha posto il presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Carmine Cicala nell’apertura del suo intervento prima di scoprire la targa commemorativa a ricordo delle vittime delle foibe, apposta sulla colonna d’ingresso del palazzo del Consiglio regionale della Basilicata.
“Fu soltanto con il crollo del muro di Berlino – ha proseguito Cicala – che il silenzio finalmente iniziò a diventare assordante. Da evidenziare, poi, anche i due gesti forti di altrettanti Presidenti della Repubblica che hanno aiutato, e non poco, a rompere questo muro della dimenticanza. Il 3 novembre 1991, l’allora Presidente della Repubblica Cossiga, in visita alla foiba di Basovizza, in ginocchio, chiese perdono per un silenzio durato quasi mezzo secolo. Stesso omaggio fu reso, l’11 febbraio 1993, dal Presidente Scalfaro.
Il prefetto di Potenza, Michele Campanaro, sollecitato dalla moderatrice, Nicoletta Altomonte, sul pericolo dell’indifferenza, del disinteresse, della noncuranza, della mancata conoscenza della storia e dei suoi eventi, così come da sempre evidenziato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha posto l’accento sull’impegno delle Istituzioni da spendere, quotidianamente, per abbattere le barriere dell’indifferenza. Importante per il Prefetto di Potenza l’opera di testimonianza portata avanti per anni dalla senatrice a vita Liliana Segre e altrettanto importante far sì che cerimonie come queste non siano solo momenti di semplice ritualità ma occasioni di riflessione profonda e di autentica presa di coscienza su pagine tristi della nostra storia.
“Le Istituzioni hanno il dovere di chiamare in causa gli studenti che sono il presente e il futuro di questo Paese. Abbiamo la necessità e il dovere di studiare per conoscere tutti gli eventi della storia, quelli belli e quelli brutti e di continuare a portare il nostro contributo nella lotta ad ogni forma di discriminazione, dobbiamo tutelare i diritti di tutti e far sì che non ci siano vendette, che non ci siano più conflitti e morti innocenti”. Lo ha detto Andrea Oriente, presidente della Consulta provinciale degli studenti di Potenza.
Un secondo momento della manifestazione, come preannunciato durante la cerimonia in occasione del “Giorno della memoria”, il 27 gennaio scorso, è stato dedicato allo scoprimento di una pietra d’inciampo, installata dinanzi al portone della sede regionale a perenne memoria delle vittime della Shoah. Un piccolo blocco quadrato con su scritto “Per non dimenticare”, proposto dalla Commissione regionale pari opportunità e accolto dal Consiglio regionale.
La cerimonia è stata preceduta dalle note de “Il Silenzio” eseguite dall’alunno del Liceo musicale “Walter Gropius”, Donato De Micheli.
“La Crpo – ha precisato la presidente Margherita Perretti – ha come obiettivo la realizzazione della parità e pari opportunità, da cui consegue il contrasto ad ogni forma di discriminazione. La pietra di inciampo è un piccolo blocco quadrato di pietra ricoperto di ottone, ideata dall’artista Gunter Demnig e posta per la prima volta nel 1992 a Colonia, con il nome e i dati anagrafici delle persone deportate. Come una carta di identità, un simbolo per far ricordare chi non c’è più, far riflettere sulle atrocità commesse e vigilare affinché ciò che è accaduto non si ripeta mai più. Quindi la memoria che serve da monito per tutti sui pericoli causati dall’odio, dal fanatismo, dall’intolleranza, dal razzismo e dal pregiudizio. E la pietra di inciampo all’ingresso del Consiglio regionale intende evidenziare il ruolo fondamentale ricoperto dall’Istituzione di garante della democrazia, della libertà, della dignità e del rispetto di ogni essere umano, insomma dei diritti fondamentali del vivere civile di una comunità”.
