Al 30 giugno 2017 le startup innovative iscritte nella sezione dedicata del Registro delle Imprese sono 7.394, ben 514 in più rispetto alle 6.880 dello scorso 31 marzo (+7,5%). In questo trimestre, dunque, le nuove imprese innovative varcano per la prima volta la soglia delle 7.000 unità.
Il dato appare particolarmente significativo se si considera che, come già descritto nella precedente edizione di questo rapporto, negli ultimi mesi circa 800 società hanno perso lo status di startup innovativa per il venir meno del requisito anagrafico previsto dalla legge.
Anche per effetto di una nuova modalità di costituzione digitale e gratuita, che sta contribuendo a rafforzare i trend delle nuove iscrizioni, buona parte delle startup analizzate in questo rapporto sono di recente o recentissima creazione. Nello specifico, più della metà delle startup in esame non era stata ancora avviata nel 2015, anno cui si riferiscono gli ultimi dati di bilancio disponibili. Presentando i dati sui bilanci 2016, la prossima edizione di questo rapporto offrirà una panoramica più aggiornata sugli indicatori economici e finanziari delle startup innovative iscritte.
Tuttavia, si rilevano interessanti segnali di un rafforzamento dimensionale del fenomeno, quanto meno sul fronte degli addetti: 9.365 all’ultima rilevazione, un incremento complessivo di 696 unità rispetto a fine 2016, che si traduce in un numero medio per impresa in visibile aumento (da 3,25 a 3,6). Gran parte della forza lavoro coinvolta nelle startup italiane è rappresentata dai soci: a fine giugno se ne contavano quasi 30mila (29.651), in media oltre 4 a startup. Considerato che i dati sugli addetti vengono rilevati con un ritardo di tre mesi, è possibile assumere che al 30 giugno la somma di soci lavoratori e addetti abbia già toccato quota 40mila.
Con riferimento alla distribuzione geografica del fenomeno, la Lombardia si conferma essere il principale hub delle startup italiane, con 1.694 imprese iscritte in sezione speciale (22,9% del totale nazionale): l’area metropolitana di Milano da sola ne conta 1.160, più di quante ne siano localizzate nella seconda regione per popolazione di startup, l’Emilia-Romagna (808, 10,9% del totale). Al terzo posto troviamo il Lazio con 719 (9,7%), in gran parte localizzate a Roma (625 startup, 8,5%); seguono il Veneto con 637 (8,6%) e la Campania con 547 (7,4%). LA BASILICATA, CON 56 START UP E’ TERZ’ULTIMA, davanti a Molise e Val d’Aosta
La regione con la più elevata incidenza di startup innovative in rapporto alle società di capitali presenti è il Trentino-Alto Adige (1,07%), seguita dalle Marche (0,86%), e, appaiate, da Emilia-Romagna e Friuli Venezia-Giulia (0,72%). La prima provincia per incidenza è Trieste, con 142 startup ogni 10mila società di capitali, che proprio in questo trimestre ha superato Trento (ferma a 136).
Queste e altre evidenze sono contenute nell’ ultima edizione del rapporto, relativa al secondo trimestre del 2017 e pubblicata sul sito startup.registroimprese.it
Tavola 4 – Dati strutturali: Startup
Distribuzione e densità regionale – Classifica delle regioni
Classifica Valore assoluto % rapporto sul totale nazionale startup % rapporto sul totale societa’ di capitale della regione Regione
1 LOMBARDIA 1694 22,91 0,51
2 EMILIA-ROMAGNA 808 10,93 0,72 3 LAZIO 719 9,72 0,26
4 VENETO 637 8,62 0,53
5 CAMPANIA 547 7,40 0,34
6 PIEMONTE 407 5,50 0,54
7 SICILIA 368 4,98 0,38
8 MARCHE 343 4,64 0,86
9 TOSCANA 336 4,54 0,32
10 PUGLIA 290 3,92 0,35
11 TRENTINO-ALTO ADIGE 214 2,89 1,07
12 ABRUZZO 177 2,39 0,50
13 FRIULI-VENEZIA GIULIA 173 2,34 0,72
14 CALABRIA 173 2,34 0,49
15 SARDEGNA 152 2,06 0,43
16 LIGURIA 134 1,81 0,41
17 UMBRIA 124 1,68 0,57
18 BASILICATA 56 0,76 0,50
19 MOLISE 27 0,37 0,38
20 VALLE D’AOSTA 15 0,20 0,70