DONNE: ENERGIE DA LIBERARE, NON PRIVILEGI DA OFFRIRE

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GIOVANNA CUOCOGIOVANNA CUOCO*

Ho scelto non a cuor leggero di aderire alla giornata di lotta prevista, in Italia e in altri 40 paesi nel mondo, per il prossimo 8 marzo Giornata Internazionale della Donna, dalla Rete Non Una di Meno.
Ho scelto non a cuor leggero, dicevo, perché non condivido completamente i punti emersi nell’assemblea di Bologna del 2/3 febbraio 2017: li leggo e li rileggo e trovo passaggi per me oscuri nei quali non mi riconosco affatto.

Ma… 

Ma è necessario e prioritario in un momento di grave recrudescenza della violenza di genere comunque declinata (dalla relazione personale all’oggettivo squilibrio nella relazione lavorativa sia in termini di accesso al mondo del lavoro che in termini di applicazione dei diritti ad esso collegati), “fare fronte comune” nel profondo e consapevole rispetto delle diversità di pensiero e di metodi di approccio al tema. Credo che l’origine di questa disuguaglianza e il perpetrarsi della stessa sia funzionale al sistema di potere esistente che ci vede “elementi deboli”  e dobbiamo, ora più che mai, individuare il metodo e gli strumenti per scalzare i “sacerdoti” del potere dalle loro posizioni.

Sono convinta, infatti, che ora, da oggi, sia necessario riprendere la grande marcia dei diritti delle donne e che non siano più sostenibili posizioni di svantaggio e di violenza legate alla diversità di genere in qualsiasi ambito di vita. Diritti, non privilegi, ricominciamo a riappropriarci dei termini.

Le donne chiedono l’applicazione dei diritti per i quali si è compiuto negli anni un preciso percorso di civiltà. Diritti che oggi un sistema economico mondiale, incapace di applicarli in nome di un modello di crescita economica non più sostenibile anche in termini di “costi della risorsa umana”,  vuole farli passare per privilegi: questo ritengo sia una involuzione e non certo una evoluzione.

Siamo arrivati al paradosso per il quale invece di lottare per riconoscere a tutti i diritti conquistati, e frutto di un preciso percorso civile, si cerca di convince  le persone che questi non sono diritti ma privilegi, e come tali non sono sostenibili,  con la conseguenza di dividere  l’intera umanità  in chi può e chi non potrà mai e creando una frattura sociale sempre più evidente, sempre più profonda, sempre più pericolosa.  Ciò che è vero per l’uomo è ancora più stringente per la donna alla quale è affidato,  in quanto  portatrice del “metodo donna”,  l’obiettivo sfidante di implementare il binomio sviluppo-benessere, e sostituirlo una volta per tutte, al binomio sviluppo-crescita, recuperando la relazione profonda e sana con ogni tipo di risorsa.

Il metodo di lavoro è quello della solidarietà che si attua nel tentativo di trovare, insieme, un metodo condiviso per costruire relazioni solide e feconde con obiettivi condivisi prima, e poi base di una vera e propria alleanza intorno a strategie e azioni, che portino a risultati duraturi e “visionari”.
Il primo passo è arrivare alla consapevolezza che essa diventi un vero e proprio “patto politico”.

Ogni volta che parlo di “potere femminile” vengo tacciata di non sapere di che parlo…ed è il più gentile tra i complimenti. Potere femminile non è solo la rivendicazione acritica e non finalizzata, ma l’esercizio della consapevolezza di poter contribuire realmente esercitando i nostri talenti. 

Sono convinta ci sia un limite di genere al governo delle collettività. L’assenza delle donne influenza la condizione di inefficienza delle strutture di governo pubbliche ed esiste una relazione diretta tra condizione di scarsa efficienza del pubblico e governo maschile. La collettività ha un estremo bisogno delle competenze femminili nella gestione degli interessi pubblici e sono convinta che il lento declino della Basilicata sia ascrivibile anche alla poca presenza delle donne al governo della collettività e degli interessi pubblici.

È ora di liberare le competenze femminili e trasferirle al governo della collettività.

È ora di attribuire al termine “femminile” un’accezione di qualità: potere femminile è potere che assicura la qualità, l’efficienza e l’efficacia dell’intervento. Sappiamo tutte che la sfida è di grande rilevanza e non si consuma oggi tra noi, non si consuma l’8 marzo 2017. La sfida è costruire il NOI perché questa smania narcisistica dell’IO sta corrodendo non solo le strutture psicofisiche degli individui, ma anche gli spazi della pubblica riflessione e delle azioni di genere. 

È con questo spirito che aderisco alla Giornata di Lotta del prossimo 8 marzo consapevole che sia un punto di partenza e non di arrivo e che le azioni si misurano nel fare quotidiano.

*Giovanna Cuoco, avvocata, ricercatrice economica, consulente Pubbliche Amministrazioni. Attualmente consulente MIUR per l’attuazione del PON RICERCA 2014 2020 e consulente Formez PA per l’attuazione del PSR Basilicata 2014 2020. Innamorata di Mozart, della letteratura inglese moderna e di rose antiche. Ideatrice del progetto di fondazione del Nuovo Umanesimo dell’associazione Rosaerubrae. Socia della neonata associazione Siamo Fiori con le spine.

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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