IL 2017 DEI MATERANI

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nino-carellaDiciamolo: il 2016 dei materani è stato piuttosto deludente. E forse è anche fisiologico, dopo un 2014 entusiasmante (anno della lunga corsa a nomina a Capitale Europea della Cultura e della conseguente vittoria) e un 2015 (anno delle elezioni amministrative) pregno di attese e aspettative.

E come spesso succede da queste parti, l’insoddisfazione della gente, razionale o irrazionale che sia, si riversa sulla politica, comunale e regionale. Non che i nostri rappresentanti abbiano fatto molto in questo anno per contraddirci: la Regione ha scippato a Matera il (prima contestato, poi adorato) Capodanno Rai, senza dare segnali di voler in qualche modo rimettere Matera nel ruolo guida del lento percorso di valorizzazione del proprio e dell’intero territorio regionale; il Comune, da parte sua alle prese con un’asfissiante crisi politica manifestatasi già all’indomani delle elezioni, tra alcune – poche – cose positive fatte spesso a completamento di processi già iniziati nella scorsa consiliatura (tra tutte: una più razionale regolamentazione del traffico, l’avvio della ZTL in centro, la risoluzione della vertenza nel nuovo mercato settimanale del PAIP2) ha dimostrato per il resto di non avere un chiaro disegno strategico per la città, di vivere praticamente alla giornata tra malumori interni e capricci prima ignorati, poi negati, ora addirittura apertamente sbeffeggiati e irrisi dal sindaco, che sembra aver scoperto il bluff, e dall’ultimo consiglio comunale (che ha approvato le linee guida per il bando rifiuti, senza alcuna interlocuzione preventiva con la città) pare intenzionato a rivelare apertamente l’inconsistenza delle minacce delle sue componenti più inquiete, andando avanti per la sua strada, qualunque essa sia, certo che nessuno gliela sbarrerà sul serio.

Eppure anche il 2016 passa in archivio, e fortunatamente il calendario umano è sufficientemente breve da poterlo cestinare e appenderne uno nuovo al chiodo. L’augurio di tutti, come ogni capo d’anno, è che i nuovi giorni portino novità positive e fruttuose, consapevoli che se la Terra sembra girare intorno al suo Sole del tutto incurante dei nostri sogni e delle nostre speranze.

Auguro quindi ai materani e ai lucani un anno semplicemente diverso. Un anno senza la cappa asfissiante della (cattiva) politica, quella fatta di chiacchiere, e di promesse vane. La promessa del futuro siamo noi: è la nostra città, sono i nostri borghi, i nostri prodotti curati da mani sapienti come poche, è la nostra energia creativa, è la nostra capacità di saper stare insieme valorizzando le differenze e superando le diffidenze.

E se un anno buono verrà, non sarà stato merito degli astri o della benevolenza del calendario. Sarà stato buono semplicemente perché ci avremo creduto.
In lui, ma soprattutto in noi.

Buon Anno!

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Sull' Autore

Ho impostato il navigatore in direzione aziendale ma, blaterando di democrazia e di sviluppo, ho svoltato a sinistra finendo dritto addosso a un blog: ed erano già passati quarant'anni.

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