nota politica di Rocco Rosa
Domani è una giornata politica importante e tale da determinare conseguenze notevoli sia per il Paese, sia per la nostra regione. Renzi ha rifiutato la strategia dell’attesa che lo avrebbe portato ad un lento logoramento e vuole giocare la sua partita: voto subito o dimissioni e congresso subito. Esattamente il contrario di quello che dalla sinistra del partito gli veniva chiesto: congresso a settembre e voto alla scadenza della Legislatura. E’ evidente che il segretario del partito, se è giunto alla conclusione di giocare fino in fondo la partita è perché sa di avere buone carte in mano, sia all’interno, per una verifica congressuale, sia all’esterno dell’appoggio di un pattuglione centrista capace di far raggiungere alla coalizione il 40, o più modestamente il 37 per cento di cui si sta ragionando. Da quello che si capisce , in caso di congresso subito, il segretario aprirebbe le porte ad un premier diverso, mossa necessaria per avere la tranquillità dei numeri: potrebbe essere Gentiloni o Franceschini, ma sicuramente un premier capace di giocare la partita dell’immagine in un elettorato moderato che troverebbe proprio in lui una nuova figura di riferimento. Ancora una volta a giocare la partita più interessante è Berlusconi , il quale più che rinnovare il patto del Nazareno, punta a determinare la composizione di un’area a lui più affine e tale che gli possa garantire un protagonismo da leader. In un sussulto di lungimiranza politica ha riconfinato Salvini al ruolo di destra antieuropea e si è ritagliato il ruolo di grande mediatore. A sinistra del Pd la situazione è ridiventata critica ed al limite della rottura, con un D’Alema ed Emiliano isolati e con una scelta difficile per Bersani che finora ha sempre sostenuto che dal partito non lo avrebbe cacciato nessuno. Suonano le sirene di un compromesso e Cuperlo parla di regole per il congresso ( ci vogliono regole per il partito oltre che per il congresso) mentre Speranza butta la rete di quale colore e quale missione dare al Pd, come forza di centrosinistra.
Le conseguenze di un voto subito, sarebbero in Basilicata molto importanti. Primo perché potrebbe essere lo stesso Marcello Pittella a candidarsi per il Parlamento, secondo perché , per chiudere la eventuale partita di un Pd unito , si aprirebbe la questione Matera che non può andare avanti senza una soluzione che assicuri governabilità alla città. Per Potenza le cose sono meno difficili, giacchè quella maggioranza che si ipotizza sullo scenario nazionale è in gran parte o in toto già in essere al Comune. Si tratta solo, e sembra che qualche consigliere regionale vicino a Pittella stia lavorando a questo: allargare la Giunta alla nuova formazione che va da Mollica a Taddei , passando per altre cariatidi che hanno fatto la storia e la cronaca di questo territorio.