Quattrocentocinquanta giorni lavorativi, a partire dal 23 agosto 2016, data ufficiale di consegna dell’opera. Facendo due conti nell’estate del 2018 il Ponte di Montereale sarà di nuovo transitabile e tornerà ad essere un gran bell’omaggio alla buona architettura e alla buona ingegneria italiana, che non abusava del cemento e faceva le opere nella loro essenzialità e fu
nzionalità. E quel ponte , luogo di innamoramenti, di drammi umani, di passioni sportive, punto di inizio di ogni manifestazione sindacale e della sfilata dei turchi, per Potenza è simbolo di bellezza, di memoria e di cultura. Tra le cose buone pensate c’è il consolidamento strutturale del ponte con qualche accorgimento tecnico che lo rende ancora più funzionale, dalle barriere laterali di protezione alla sottointelaiatura di travi che lo rendono più adatto ad opere di manutenzione ordinaria. Insomma una belle cosa pensata e progettata dalla precedente Amministrazione alcuni anni fa che vale la spesa fatta, e cioè 2,5 milioni di progetto, due milioni di appalto. 
Ecco su quel mezzo milione di risparmio si potrebbe pensare a qualche cosa che rende più funzionale la fruizione del parco, a cominciare da una stradina che parta dalla fine del ponte ( in direzione destra di Montereale, e scende nelle pineta , sotto la piscina di monte reale per collegarsi a via delle Querce. Si eliminerebbe il transito delle auto portando il parco alla sola fruizione da parte degli
sportivi e delle famiglie. Un investimento aggiuntivo servirebbe poi per attivare, come era nel progetto iniziale di tanti anni, una riforestazione della pineta, sostituendo ai vecchi pini colture arboree autoctone, quali querce, tigli, frassini e tutte quelle piante i cui nomi sono rimasti solo nelle vie che circondano Montereale. Sono queste le cose che la comunità cittadina vuole: un ripristino di funzionalità, un recupero di bellezza, un rilancio della memoria di una città che è stata sempre nel cuore dei cittadini, fino a quando questo cuore non ha cominciato a sanguinare per la sciatteria, la trascuratezza, il menefreghismo di molti amministratori. Quel ponte, e lo dico in primis all’assessore Sergio Potenza, va seguito passo passo, e su quello bisogna lavorare per ricollegare la città al suo centro. Non lasciamo le cose a metà: quella strada porta al parco ed il paprco va ricondotta alla sua naturale funzione, che non è quella di due sponde verdi ai lati di una strada. Rocco Rosa