DI NAVI, DI PONTI E DI PASSAGGI

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IDA LEONE

(la foto di copertina é di Max Di Stasio)

Il Serpentone (rione Cocuzzo) é un quartiere simbolo di una cittá cresciuta disordinatamente e senza una pianificazione urbanistica degna di questo nome. É impossibile non vederlo, da qualunque parte si arrivi: Big Snake é lí, incombente, saldo sulla cresta della collina. Le cittá, peró, come i quartieri, sono fatte di mattoni e idee, di palazzi e persone. E sono queste ultime, a fare la differenza. Come? Con l’impegno quotidiano, e vivendo giorno per giorno da anni i problemi, le storie, incontrando ogni giorno le facce. Portando quotidianamente il resto della cittá al Serpentone, e non viceversa. Nasce cosí un progetto che intende consolidare la costruzione di una comunità – che al momento si percepisce solo parzialmente come tale – cucendo con un filo uno ad uno tutti gli abitanti del quartiere.

Un modo possibile é moltiplicare le occasioni di incontro dal vivo fra il gruppo che gravita intorno all’U-Platz di Gommalacca Teatro – allievi dei corsi di teatro, comunitá teatrale e culturale, collaboratori vari – e gli abitanti del quartiere. Uno scambio fra persone, fra teatro e storie: ad esempio storie del Serpentone, dei suoi abitanti, di com’ era prima e di com’è adesso; storie di sogni, realizzati, spezzati, interrotti; storie di rapporti fra il quartiere e la città, fra i condomini, fra gli abitanti; storie di amore, di tolleranza, di piccole guerre. Si costruisce cosí giorno dopo giorno la narrazione potente di un quartiere, cucita di bocca in bocca, portata di condominio in condominio, unendo i suoi abitanti e facendoli percepire parte di uno stesso organismo.

Un altro modo possibile é quello di connettere il Serpentone con il resto della cittá, del paese, del mondo, costruendo una comunità allargata: questo risultato si può raggiungere utilizzando il web, che consente a chiunque, ovunque sia, di accedere ad un sito e lasciare traccia del proprio passaggio. La traccia, in questo caso, è un contributo ad una discussione multilivello che ha per oggetto il quartiere e le sue peculiarità, e il modo per migliorarne l’abitabilità, ed in genere la qualità della vita dei suoi residenti. É giá on line una piattaforma web pensata apposta per costruire una discussione intorno ad alcuni temi che riguardano il quartiere. Più commenti, più idee, più tessitura di rete, più possibilità che i progetti si realizzino. Un effetto moltiplicatore che attira nuovi iscritti, aumenta la massa critica, aumenta le idee, i contatti, le proposte. In capo ad un tempo medio (un anno, o due) l’obiettivo é disporre di una banca dati di progetti piccoli e grandi, alcuni realizzati, altri realizzabili, altri irrealizzabili che ma che possono essere di ispirazione per progetti diversi, più fattibili.

Uno dei possibili temi di discussione, on line e off line, sarà di sicuro la Nave. Come utilizzarla, cosa farne, come renderla un pezzo importante e vivo del quartiere, aperto a tutti, e non un monolite incombente sulle vite e sulle serenità degli abitanti del Serpentone.  Sarà oggetto di discussione il “sopra”, il ponte della Nave, quel giardino pensile labirintico e inusuale; e sarà oggetto di discussione il “ventre”, la stiva della Nave: un ampio spazio che finora non ha trovato alcuna altra funzione sensata se non farne un deposito comunale. I vincoli strutturali (le pareti in spesso cemento armato, la suddivisione bizzarra degli spazi, la mancanza di uscite utilizzabili come uscite di sicurezza, la mancanza di servizi igienici, la scarsa illuminazione, l’aerazione insufficiente) sono tali per cui pare non sia possibile farci molto altro: ma qui entra in gioco la rete allargata della piattaforma web. Se è vero che solo 6 persone separano ciascuno di noi da qualunque altra persona nel mondo, una sfida lanciata in rete su “cosa fare della stiva della Nave” potrebbe, rimbalzando fuori dalla città e forse dalla nazione, trovare qualcuno disposto a raccoglierla, e dare una idea per l’utilizzo della stiva che tenga conto dei suddetti limiti.

E siccome tutto si tiene, come dicono i francesi, il ponte della Nave richiama il ponte simbolo della cittá, quel ponte Musmeci che a sua volta si prepara ad una sfida epocale. Quartiere chiama quartiere in un gioco di impegno che deve necessariamente vedere coinvolti tutti: le istituzioni, dal primo all’ultimo dei cittadini, i Comuni vicini e la sorella Capitale europea della Cultura 2019. Un “passaggio a Sud” denso di sfide e durissimo lavoro.

Non è affatto un esito certo.
Ma vale la pena tentare.

Vale sempre la pena tentare.

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Sull' Autore

Ida Leone

Esperta di Fondo Sociale Europeo e delle politiche della formazione e del lavoro. Mi interesso anche di fenomeni di innovazione sociale e civic hacking: open data, wikicrazia, economia della condivisione, creazione ed animazione di community di cittadini. Sono membro del gruppo di lavoro che ha portato Matera a Capitale europea della cultura per il 2019. Sono orgogliosamente cittadina di Potenza e della Basilicata, e lavoro e scrivo per migliorare il pezzetto di mondo intorno a me.

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