JUVE IN AUTOSTRADA VERSO I QUARTI DI CHAMPIONS

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ROCCO SABATELLA

ROCCO SABATELLA

 Possono bastare le cifre del possesso palla per fare l’esatta fotografia della vittoria della Juve sul campo del Porto. Ben 77 per cento e in pratica per quasi ottanta minuti pallone sempre nei piedi dei bianconeri.  Solo due reti di differenza non rendono giustizia del predominio assoluto dei bianconeri che hanno passato tutta la serata  nella metà campo della squadra portoghese. Quello che è successo in Portogallo conferma, ove mai ce ne fosse bisogno, come il calcio sia uno sport che riserva sempre grandi emozioni e molte volte possono rasentare anche il paradosso. Tra venerdì scorso e vigilia della gara di andata della Champions gran casino in casa Juve per la lite furibonda tra Allegri e Bonucci nella partita stravinta con il Palermo per una questione riguardante le sostituzioni e inevitabili provvedimenti presi dalla società nei confronti di Bonucci multato e soprattutto escluso dalla squadra che avrebbe dovuto affrontare il Porto. E ieri sera che cosa succede? Che la Juve stradomina, crea tanto ma non riesce a venire a capo della resistenza ad oltranza dei portoghesi rintanati nella propria metà campo: e allora la svolta arriva dalla panchina con i cambi decisi da Allegri che risultano decisivi perché Pjaca  e Dani Alves non fanno in tempo ad entrare in campo che segnano le due reti della vittoria che in pratica spianano la strada verso i quarti di finale. Come se lo svolgimento della partita di ieri sera sia stato immaginato e scritto da uno sceneggiatore per girare un film. Qualcuno, alla notizia dell’ esclusione di Bonucci, aveva paventato qualche rischio che sarebbe potuto arrivare per la squadra bianconera. Ripetuto fino alla noia che chi si macchia di atti di indisciplina va sempre e comunque punito in qualsiasi situazione, c’è da rimarcare che la Juve non avrebbe rischiato niente in difesa perché al posto di uno dei primi cinque difensori al mondo, appunto Bonucci, non avrebbero giocato due difensori qualunque, ma Chiellini e Barzagli che, insieme a Bonucci, occupano gli altri posti di questa speciale classifica dei più forti giocatori di difesa che calcano i campi in questo momento. E che anche a  Oporto hanno dimostrato, ove mai ce ne fosse bisogno, tutto il loro infinito valore. Tornando alla partita non ci trova d’accordo la tesi che i bianconeri siano stati favoriti dall’espulsione dell’ex giocatore dell’Inter  Telles. Anche in unici contro undici, la musica non sarebbe cambiata e al massimo l’unica conseguenza che si sarebbe potuta verificare avrebbe  riguardato la diminuizione della percentuale del possesso palla. Ma, probabilmente, senza l’espulsione il Porto non si sarebbe chiuso nella propria metà campo per chiudere tutti i varchi e questo avrebbe consentito alla squadra di Allegri di trovare maggiori possibilità per svolgere la sua manovra con più spazi a disposizione ed entrare nell’area di rigore avversaria con più facilità. La Juve è invece stata molto paziente, ha continuato imperterrita a fare girare il pallone nell’attesa di trovare l’occasione giusta per colpire. Una grande prova di maturità e la certezza che la nuova disposizione tattica è stata sdoganata alla grande anche in Europa. Poi, se la Juve ha dovuto aspettare cosi tanto tempo per sbloccare il risultato, questo può essere ascritto anche alla non felice giornata di qualche elemento, per esempio Cuadrado e Mandzukic, che con le loro caratteristiche dovevano essere in grado il primo di aprire la difesa del Porto e il secondo favorire maggiormente le incursioni sulla corsia di sinistra dell’ex della gara Alex Sandro. La vittoria arrivata dalla panchina dimostra la grande qualità dell’organico bianconero ed anche la bontà del lavoro di Allegri proteso sempre di più a trovare le alternative giuste che possano entrare in campo con la stessa efficacia e lo stesso rendimento di quelli che in questo momento sono considerati, a ragione, i più affidabili ad interpretare la filosofia di squadra super offensiva. Ha detto bene Allegri che bisogna ancora lavorare per affinare certe situazioni che riguardano, in situazioni analoghe a quelle di ieri sera, il miglior funzionamento del gioco in verticale per sfruttare compiutamente le bocche di fuoco di cui dispone la Juve. Ed è un lavoro, quello del tecnico, proiettato anche a sfruttare tutta la rosa a disposizione per gli impegni ravvicinati che attendono la sua squadra. Con lo scopo di non disperdere troppe energie e di dividerle in maniera intelligente fra tutti i componenti della rosa. Giusto per ricordare la Juve torna in campo sabato per affrontare allo Stadium l’Empoli e poi martedì sera l’andata delle semifinali di Coppa Italia, sempre allo Stadium contro il Napoli. Insomma si annuncia un periodo molto intenso nei prossimi tre mesi con la Juve che non nasconde il proposito di arrivare fino in fondo in tutte e tre lei manifestazioni in cui è impegnata: conquistare il sesto scudetto consecutivo, mettere in bacheca la Coppa Italia e sarebbe il terzo anno di seguito e cullare, insieme ai tifosi, il grandissimo sogno di arrivare a maggio a Cardiff per la finale di Champions. Sogno che è anche suffragato da reali e concrete possibilità. Dopo aver visto le gare di andata degli ottavi di finale della Champions, si può affermare con certezza e con dati concreti alla mano che ormai la Juve è sullo stesso piano delle superpotenze europee e che il sorteggio per i quarti di finale non è più uno spauracchio. L’autostima e la consapevolezza delle proprie qualità, schizzate in alto già l’anno scorso in occasione del doppio confronto con il Bayern Monaco, consentono alla Juve di guardare ai prossimi tre mesi con estrema fiducia. La Juve continua a vincere sul campo ed è quello che fa più contenti i tifosi. Ma non si possono non esaltare i meriti stratosferici della dirigenza tutta che ha il merito di non tralasciare nessun dettaglio per portare sempre più in alto la Juve. Come l’episodio Bonucci insegna. Come si dice non tutti i mali vengono per nuocere. Probabilmente l’affair tra il difensore e Allegri avrà anche il potere di cementare ancora di più il gruppo e di tenere alta la tensione, come vuole Allegri, in ogni momento.  Per concludere non possiamo non menzionare la prodezza di Simone Zaza che è sempre un giocatore della Juve in prestito al Valencia dopo la non felice esperienza in Premier.  Suo uno dei due gol con i quali i l Valencia ha superato il Real Madrid: una girata, spalle alla porta, che ha mandato il pallone all’incrocio dei pali e che ha fatto esplodere il Mestalla. Un bel momento per il lucano che forse ha trovato l’ambiente giusto per riesplodere e una buona notizia per la Juve in ottica possibilità che il prestito si possa trasformare in acquisto definitivo da parte degli spagnoli. 

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Rocco Sabatella...

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