Baratto Teatrale è il primo di una lunga serie di progetti piccoli e grandi che hanno ad obiettivo la creazione ed il consolidamento di una comunità di cittadini, quelli del quartiere Cocuzzo di Potenza. Piccole performances teatrali contro storie del Serpentone: in questo consiste il baratto che Gommalacca Teatro e i suoi allievi hanno portato ieri in scena nelle strade, nei bar, nei locali commerciali del quartiere. Le storie servono per costruire una tela, una rete di bisogni espressi ed inespressi dei cittadini. Su questa tela si innestano le idee di chi vede il quartiere con occhi altri, esterni, con l’obiettivo finale di rendere quel luogo più proprio, più amato, perchè costruito insieme un pezzetto al giorno.
Ieri sera sono andati in scena Eduardo De Filippo e Stefano Benni: gli arcinoti brani della letterina di Natale e dei rapporti difficili fra zi’ Pasqualino e Nennillo, tratti da “Natale in casa Cupiello”; il sogno della protagonista de “Le voci di dentro”; e la poesia “Le piccole cose che amo di te” di Benni, diario essenziale ed esilarante di una progressiva intolleranza coniugale. E prima e dopo il teatro, sono arrivate le storie: storie di piccole disillusioni, di coraggio imprenditoriale, di voglia di affermazione e di riscatto. Pensionati alla fermata di un autobus, clienti di una parrucchiera, di un bar, passanti:
si è recitato sui marciapiedi, in mezzo al traffico, durante il lavoro. Un esperimento, certo: ma utile per comprenderne la portata, e i possibili sviluppi.
Il progetto globale si chiama “Sulla Nave”: la Nave, croce e delizia di tutti gli abitanti del quartiere, un luogo la cui imponenza e invadenza visiva è inversamente proporzionale alla sua utilità. Metri e metri cubi di pesantissimo cemento armato che non servono a nulla. Il giardino posto sulla sommità è così anomalo nella forma da essere usato quasi con timore reverenziale, qualcuno ci porta il cane, ma gli abitanti non lo usano nemmeno per farci una passeggiata, o per portarci la fidanzata, messo com’è sotto gli occhi di tutte le finestre del quartiere. E’ alla rifunzionalizzazione di quella Nave, che punta il progetto: una operazione dal basso, partecipata, collettiva, che restituisca orgoglio e senso di comunità.
Tutti sono invitati a partecipare: da oggi in poi in maniera crescente le strade, i locali, i pochi luoghi di ritrovo de
l quartiere Cocuzzo saranno teatro (è il caso di dirlo) di iniziative tese a incontrare le persone e a farle incontrare fra loro. Perchè, come abbiamo scritto già decine di volte, sono le persone l’anima dei luoghi, e son le persone, alla fine, a fare la differenza e a rendere un posto degno di essere vissuto. Combattere contro il senso di abbandono, di emarginazione, di isolamento dal resto della città: questa è la trama sui cui il progetto Sulla Nave proverà a disegnare nuove funzioni per luoghi finora inutilizzati o abbandonati.
