SANTONI, ACQUASANTIERI E “SANTIRIAVULI”

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LUCIO TUFANO

LUCIO TUFANO

La divinazione, sorella della paura, figlia primogenita dell’idolatria e della superstizione fa parlare le pietre, le stelle, i metalli, strappa lamenti ai papaveri, misura la febbre al filorodomanti, versa I’olio nei catini. Ventri­loqui gastromanti osservano al lume di candela i vetri d’acqua, i gelòscopi interpretano il riso sardonico sguaiato, i geomanti tracciano circoli e linee, gli halomanti carpiscono i segreti del sale, gl’ippomanti il nitrito dei cavalli, i lampadomanti i riverberi, i lecanomanti indugiano sulle pietre dure, i dé­moni dell’oro e dell’argento emettono il sibilo dei serpenti dal fondo dei recipienti, i libano manti cospargono gli incensi, i litomanti battono nei ciottoli la voce degli dei, i lunatici sono assorti ai quarti di luna, i miomanti usano il piffero di Hamelin, i molibodomanti fanno piangere il piombo.CREDENZE STREGONERIE
I morti ai necromanti, i latrati agli ololigemanti, le unghie agli oni­chomanti e i fenomeni dell’aria ai peratoscopi, l’orzo, il grano, il fior di fari­na agli alevromanti che congetturano il futuro nella cottura delle focacce, gli amniomanti prediligono la membrana dei neonati, i botonomanti vergano il dubbio sulle foglie di fico, salvia ed eriche, gli elettriomanti leggono dietro le beccate del “gallo gailinaceo incantato”.
C’è chi tira i presagi dal legno, dai panni, dai capelli, dalle mani, dai rumori. Con i bastoni si pratica la rabdomanzia. I pegomanti affondano vasi nelle sorgenti e hanno grande confidenza con i numeri gli aritmomanti.
untitledSegno del serpente, il comando del maiale, il messaggio delle mete­ore, rapparizione degli spettri, l’influsso dei pianeti, presagiscono piogge di sangue, di ferro, di pietre roventi così come il fuoco, lo zolfo ed il bitume sommersero Sodoma e Gomorra. La paura ha acuito l’ingegno, aguzza le menti, attrezza ripari, sovrasta gli usci, incombe sulle case, corre sul filo del telegrafo, sale dal fiume, precipita dal monte: la paura amministra sen­za distinzione uomini e vermi. V’è dunque una vocazione messianica delle masse, l’attesa di essere salvati dalle afflizioni e dalle angosce.
Perciò vi sono congegni, diagrammi che registrano, radar e rabdoman­ti, orecchi di Dioniso, megalomani ed ipocondriaci che avvertono, segnala­no. L’irrazionalità popolare, codificata come tale dalla scienza ufficiale che si oppone ad essa, è una diversa ed altra forma di razionalità, istinto e sensibilità medianica contro la “ratio”, la scienza e il potere. Questi i tersatan_antichristo_by_luciforusart-d4lh1qv­mini antitetici di un conflitto dialettico: la paura dello scienziato è mediata, pondera la ragione e la strutturazione dei sistemi di difesa. V’è poi l’altro volto della ragione e della scienza, la “premonizione”, che percepisce im­mediatamente le variabili e le costanti di un pericolo emergente. La paura sottoproletaria è istintiva, immediata, opera per impulsi e senza strumenta­zione tecnica per cogliere immediatamente altrettante variabili e costanti del pericolo. Avverte e non prevede.
Ma l’istantaneità dell’avvenimento ha un suo processo valutato dagli scienziati e dalla civiltà tecnologica come grottesco e teatrale. Le moltitu­dini della paura – solitudine popolata – generazioni della terra sola nell’im­menso spazio, hanno trovato rifugio dentro le grotte, nei cunicoli sotterra­nei, per sottrarsi allo spavento che v’è stato, che ci sarà, il pudore di non poter sostenere il cospetto di Dio. Corpi in agitazione, contenitori folli e calmi delle vite già vissute, in cui alberga lo spirito degli eremiti, dei grandi politici, dei generali, d’astronomi tolemaici. Metamorfosi della medianità, metempsicosi della professionalità, miracolo delle reincarnazioni, remi ne­scienza di ruoli svolti altrove, in tempi e luoghi remoti: argonauti, capitani, condottieri di popolo.
E questo il passaggio dai gradi alti della cultura e del potere di preve­dere, di presentire, agli istinti oracolistici degli infimi che rappresentano ed enunciano I’oscuro dominio dell’inferno sul mondo: ineluttabile dominio che si espande con cautela. Assuex-medico-alternativomono la figura rassicurante ed innocente di testimoni sollecitatori e ipersensibili delle stranezze e dei pericoli insiti nella naturalnaturata e nella nostra dimensione, con gambe, piedi e scarpe sulla strada, nella stanza e la testa oltre le sfere, la rarefatta sensazione del tempo.
Osmosi tra diavoli vaganti e mendicanti, colleganza.eclisseQuesta presenza che si può evocare, che si sprigiona dai crepacci, dalle solfatare, pervade gli ingressi notturni dei camposanti, scacciata da­gli eden, è precipitata sulla terra ammorbandola del suo potere di disfaci­mento. La carne, la carnalità, le sue putrefazioni e il carnescialesco, il lu­dibrio dell’animalità dall’ispido pelo, legioni di fumo e di caligine, visceri e sensi che hanno sicuro rapporto con l’inferno, assiduo contatto con le forze occulte, démoni e demonòloghi, principio e potenza del male, rappresenta­no la salvezza, il mondo al quale si rivolgono le popolazioni. I reami di Gu­zarata, gli abitatori di Formosa, di Calicut e gli isolani di Amboina, sacrifi­cavano vittime innocenti al diavolo. Possanza che con tali facoltà si con­fronta e misura e viene raffrontata alla divinità.
Si ritiene che il diavolo “inabiliti gli uomini al generare, supponga parti aliene, coisca mediante il mezzo delle streghe e generi figlioli col traspor­tare la virtù seminale nell’utero muliebre, estratta da qualunque atto vene­reo”. In questo groviglio d’incubo e terrore, di paura del male e di voluttà masochiste, di libidine del sesso, egli ha il potere di approntare il soddisfa­cimento, il piacere raggiunto dall’eccitazione, promuova e suggerisca lo sterminio degli uomini e degli esseri viventi e segga imperante sopra gli e­lementi, scateni nell’aria procelle, fulmini, grandine, alluvioni, terremoti, di­sastri e cataclismi, ecciti negli oceani gli uragani e nei mari le tempeste, orribili inondazioni e naufragi, faccia servire il fuoco come ministro degli incendi, nei Vulcani e nelle esalazioni pestifere, elevandosi in aria, cagioni le maligne epidemie, morbi e peste.1-vincere-paura-gatti-neri-altri-animali-halloween-e1477299581407
“Sopra la terra finalmente gli fanno e­sercitare il dominio più assoluto, che immaginare si possa: quà, di poter cagionare sterilità, carestie, abbracciare seminati, spiantare alberi e selve, suscitare infermità mortali, sterminare bestiami, produrre tremuoti con lo sterminio di città, popoli e regni interi; là, di essere l’autore e l’arbitro delle guerre, de’ duelli, delle discordie e degli omicidi”. “A ben discorrere questi tali lo costituiscono come principe del mondo tutto nel far male, servendosi all’uopo, non solo delle opere di altri demoni subalterni, ma benanche del ministero di uomini e donne con giuramenti devoti, come sono il gran numero delle streghe e fattucchiere, di stregoni negromanti e maghi. Il numero dei demoni è si grande, secondo il sentimento di questi, che non solo sono gli inquilini della superficie della terra, ma di tutta “aria che circonda quest’orbe terraqueo sino al convesso della Luna”.
                Vi sono facce costernate, vi sono petti cosparsi di santini, di abitini, vi sono tatuaggi di madonne trafitte sulle braccia, vi sono catene di ro­sario e stigmate sulle mani, sui piedi, vi sono numismatiche e medaglie, galli croci e mani che compongono lo strano raccordo tra religiosità ed e­resia, sacro e profano, tra nefandi riti osceni e la devota dedizione dei lu­mini, segni di croce e preghiere frettolose, legami tra richieste asceti che di aiuto e lo scongiuro, ma anche convinta credenza nella efficacia di formule e di gesti.img_5392_600
Procedure di santiriavuli del mistero glorioso, tra l’inganno e il malefizio, le ostie consacrate e le messe sconsacrate, l’olio santo ed il vi­no, le immagini sacre e gli spergiuri, riti mistici, istinto e mansuetudine, febbrile voluttà di miracoli, soggezione di donne e d’uomini destinatari d’amore e d’odio in tempi e nei luoghi delle strutture arcaiche, della impo­tenza contro le morti occulte. Esseoesse ascetico, mistico raccoglimento, apportarsi continuo a Dio e a Cristo come pratica extraliturgica e scongiuro contro i dolori e la fattura che colgono improvvisi, le affezioni maligne, ma anche paganità faunesca, sogghigno e beffa crudele, orgia, come i maghi contadini che, anche se vecchi, suggestionano le donne.
Quello di Valsinni, negli anni trenta, aveva una giovane donna che conviveva con lui, quello di Albano fruiva della devozione di una ragazza ventenne. Zio Giuseppe proponeva alle contadine di farsi fare la “radiogra­fia” alle parti più intime e molte donne andavano da lui per farsi radiografare. Per indovinare alle donne quanti anni avrebbero vissuto metteva loro una carta sul petto e una mano tra le cosce.
Anche Domenico Traiano di S. Gregorio era ben famoso tra le donne di Bella insieme a Carlo Galante di Ricigliano. Insomma questi piccoli Raspu­tin santoni e libidinosi, tra religiosità e perversione erano personaggi di la­scino e di plagio.
Allora si mettevano cani e gatti sotto i guanciali dei moribondi per aiutarli nel trapasso, o si credeva che nella notte di Natale, nel momento in cui suonava la campana maggiore, le streghe iniziassero i loro sortilegi, e i bambini che nascevano avessero poi, in tutte le notti di Natale della loro esistenza, peli, denti e ululato di lupi.
Lucio Tufano
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Sull' Autore

LUCIO TUFANO: BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE “Per il centenario di Potenza capoluogo (1806-2006)” – Edizioni Spartaco 2008. S. Maria C. V. (Ce). Lucio Tufano, “Dal regale teatro di campagna”. Edit. Baratto Libri. Roma 1987. Lucio Tufano, “Le dissolute ragnatele del sapore”, art. da “Il Quotidiano”. Lucio Tufano, “Carnevale, Carnevalone e Carnevalicchio”, art. da “Il Quotidiano”. Lucio Tufano, “I segnalatori. I poteri della paura”. AA. VV., Calice Editore; “La forza della tradizione”, art. da “La Nuova Basilicata” del 27.5.199; “A spasso per il tempo”, art. da “La Nuova Basilicata” del 29.5.1999; “Speciale sfilata dei Turchi (a cura di), art. da “Città domani” del 27.5.1990; “Potenza come un bazar” art. da “La Nuova Basilicata” del 26.5.2000; “Ai turchi serve marketing” art. da “La Nuova Basilicata” del 1.6.2000; “Gli spots ricchi e quelli poveri della civiltà artigiana”, art. da “Controsenso” del 10 giugno 2008; “I brevettari”, art. da Il Quotidiano di Basilicata; “Sarachedda e l’epopea degli stracci”, art. da “La Gazzetta del Mezzogiorno” del 20.2.1996; “La ribalta dei vicoli e dei sottani”, art. da “La Gazzetta del Mezzogiorno”. Lucio Tufano, "Il Kanapone" – Calice editore, Rionero in Vulture. Lucio Tufano "Lo Sconfittoriale" – Calice editore, Rionero in Vulture.

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