Da un po’ di tempo a questa parte il Parlamento, in entrambi i rami, si è messo a fare leggi di principio, che sono quelle che intorno ad una problematica richiamano in maniera generica tutti gli attori a fare la propria parte, dimenticando che leggi senza sanzioni qui in Italia non sono leggi, ma carta straccia. Ora sulla sicurezza nelle città il legislatore, il Governo prima e ora il parlamento, hanno rinverdito la tradizione pattizia che ormai entra dovunque e ipotizzato un patto per la sicurezza tra Governo ( Prefettura) e Sindaci per tenere sotto controllo e migliorare quelle parti di territorio urbano periferiche e nelle quali il degrado si espande alla velocità delle erbacce in un terreno incolto. Essendo una legge di principio dice che si può fare di tutto per migliorare un ambiente, dalla sicurezza vera e propria alla tenuta delle cose pubbliche, alla intesa con i cittadini per la cura degli spazi comuni, ad una vera e propria compartecipazione della comunità alla salvaguardia dei beni comuni. Un bel malloppo che avrebbe innanzitutto senso se ci fossero i soldi: se cioè si potesse contare su una strategia di manutenzione straordinaria degli immobili fatiscenti, di rimessa in pristino delle zone a verde, di tutela e ma
nutenzione di tutto quello che è sociale. Se invece, come sembra, si danno ai Sindaci pochi o nessun soldo e li si sprona genericamente a raggiungere gli obiettivi previsti dal legislatore allora è come portare da Napoli una pizza a Milano col motorino, giusto per confermare di una bella pubblicità che gira in television
e. Tra l’altro , ed è questo il secondo punto, molte di quelle cose già ci sono nei regolamenti di polizia municipale e sono troppi i Sindaci che ne ignorano l’esistenza. Se verranno ampliati i loro poteri , nel nome della sussidiarietà, bisognerebbe anche rendere cogenti alcuni atti, altrimenti senza soldi e con scarsa volontà, non si va da nessuna parte. Ci sono regolamenti che prevedono in capo ai privati la buona tenuta dei giardini, la tinteggiatura delle pareti esterne, la tinteggiatura delle recinzioni, l’obbligo di non sporcare i muri, di non fissare paletti, di non impadronirsi di aree pubbliche senza la relativa concessione, di ripristinare le insegne divelte, di rimuovere i cartelli abusivi, di raccogliere le deiezioni degli animali a passeggio. Insomm
a il Comune può , solo che non vuole o non se ne frega. E allora è inutile alzare l’asticella dei comportamenti civici se la gente non vuole saltare. Forse sarebbe più opportuno che il prefetto richiamasse i Sindaci a far osservare quei regolamenti di convivenza sociale che sembrano essere l’ultimo pensiero di un Comandante dei Vigili. Senza esempi non c’è educazione civica.E senza vigilanza e impegno non si forma una coscienza civica.
SINDACO SCERIFFO CERCASI
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