EZIOLOGIA DI UNA MORTE ANNUNCIATA

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MARIA TERESA D'AIUTO

MARIA TERESA D’AIUTO

Ho letto che si pensa di dedicare una strada della città all’onorevole E. Colombo.
Non sono sicura di avere capito se i cittadini non sono tutti d’accordo perchè se è così, che io sappia, sarebbe la prima volta che essi vengono chiamati ad esprimersi con sì o un no.
C’è dell’altro da intepretare?
Attendo di leggere diffusamente e di capire meglio.
Tuttavia questo nostro concittadino, onorevole di stanza a Roma, faceva un certo effetto vederlo in città, sotto casa sua, in un vicolo di via Pretoria.
D’aspetto curato, autorevole nel suo incedere, gentile nello sguardo, non si negava a chi volesse salutarlo, dimostrando affabilità e senso democratico.
Una volta accompagnai un’amica (avevamo venti anni all’incirca) in casa del politico. Ogni mercoledì, mi pare, riceveva su appuntamento i molti cittadini che gli si rivolgevano per avere un lavoro.
Bisognava andare molte volte a colloquio. Mi diceva l’amica che la madre si faceva ricevere una settimana sì ed una no. Sinché il lavoro, Teresa, purtroppo deceduta molti anni fa, la mia amica, lo ebbe.
In banca. A Torino.
Io studiavo e desideravo proseguire per quella via e non pensai a questa visita in casa dell’onorevole, perchè seduta in una comoda poltrona di fattura antica, chiacchierai con Teresa per tutto il tempo.
La consapevolezza della politica, dei nostri politici, si cominciava a porre come interrogativo nel tempo osservando “usi e costumi” della città di Potenza con più attenzione.
Finché la certezza di aver avuto un rappresentante assolutamente negativo per il progresso della città in cui ho vissuto la mia adolescenza e durante l’attività lavorativa si è radicata.
E si capisce il perché.
Se si usava da sempre il sistema clientelare, vogliamo anche dire per bontà e comprensione che fu colpevole inconsapevole, ma non possiamo definirlo aperto, amorevole, lungimirante verso una regione che avrebbe dovuto anteporre, per esservi nato, ad altre questioni, come la sistemazione di amici o comunque di persone che condividevano lo stesso modus operandi, nelle stanze dotate di poltrone “eterne”, a Roma.
Ci sono moltissime persone qui, in questa città, forse il 90%,l’80% 70% ? che gli devono molto per avere ricevuto dei “piaceri”, ma nessuno di essi pensa che la loro città sarebbe potuta essere migliore.
Eppure i suoi alti incarichi gli avrebbero permesso di fare della lucania una regione di eccellenza.
Deputato all’assemblea costituente; Parlamentare europeo (ci ricorda qualcuno dallo stesso interesse); Sindaco di Potenza; Ministro dell’industria e Artigianato; Dicasteri Tesoro, Finanze, Bilancio, Esteri.
Non gli è piaciuta una regione evoluta, fondata, non dico nel giusto sociale, ma quanto meno su un minimo di aria di modernità che egli annusava nei suoi continui spostamenti extra moenia.
O non ci ha pensato, distratto da eventi spiacevoli per i quali il suo partito dovette chiedere scusa alla Nazione.
Almeno l’aeroporto e almeno la stazione a Matera… A questo avrebbe potuto pensare!
Si dedichi pure una strada a lui. Ha fatto parte della nostra comunità, ha rivestito cariche importanti, con un peccato.

Cara Prof,

non sono d’accordo con la sua tesi, ma siccome ho impostato questo sito come una palestra aperta ai contributi di chi ha argomenti da portare con convinzione ed educazione, ritengo che anche io  possa spiegare brevemente il motivo del  disaccordo. Che non è di parte perchè non sono mai stato un COlombeo. Ero nella corente diBase con persone come Martinazzoli, Galloni, Granelli ,Zaccagnini ed altri che non ne sono stati all’altezza. E dunque vedere  Colombo solamente per la parte clientelare, mi sembra alquanto riduttivo rispetto all’enorme contributo dato rispetto alle grandi questioni, dal Mezzogiorno all’Europa, dalle grandi infrastrutture (dighe, autostrade) ai finanziamenti in spesa corrente fatti arrivare sul territorio e che poi giorno dopo giorno, legge dopo legge, accorpamento dopo accorpamento, sono stati fatti rientrare allo Stato centrale. E anche il cosidetto clientelismo va rivisto alla luce della storia. Allora, come oggi, era un modo di aiutare i tanti giovani che cercavano lavoro. Ed era l’epoca in cui le banche del Nord cercavano ragionieri, o le industrie del Nord cercavano ingegneri, mentre tutti gli altri, dai prof. agli avvocati, facevano i concorsi e si sistemavano alla dirigenza dello Stato. Colombo era un come monarca,ma non faceva distinzioni tra bianchi e rossi: erano tutti giovani da sistemare , fame di lavoro da colmare. Poi al Monarca sono succeduti i Conti, i marchesi,e via via scendendo. E questi sono stati capaci di far considerare comportamenti edificanti, da statista, anche quelli che Lei addebita a Colombo, creando le filiere, alterando le procedure, gestendo i concorsi in modo che il merito fosse l’ultimo criterio da prendere in considerazione. Se quello era clientelismo, quello che c’è stato dopo come lo chiama Lei?  Che gli si intitoli una via a tanti anni dalla sua morte, è solo la riprova che coloro che sono venuti dopo di lui, erano meno alti di statura e meno dotati di memoria, pronti a dimenticare chi li aveva fatti crescere e portati all’agone politico. E qui taccio, non prima di aver riflettuto che il titolo dato all’intervento della prof.ssa D’Aiuto, è pertinente, nel senso che gratidudine e memoria in questa territorio hanno una morte annunciata. Rocco Rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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