F1, GP CANADA: DISASTRO FERRARI, HAMILTON VINCE E INSEGUE

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Marco Di Geronimo

Marco Di Geronimo

Gara tremenda per le Ferrari che erano chiamate a consolidare il vantaggio e portare a casa un altro sigillo. Dopo il successo insperato a Monaco, per Maranello era una pura formalità. Invece ha trionfato Lewis Hamilton, che è riuscito nell’impresa di scalare tredici punti in una sola corsa.

Montréal riapre i giochi dopo un lungo assolo rosso: l’inizio stagione aveva preannunciato ai tifosi italiani una riscossa inaspettata. E invece la Mercedes c’è ancora e porta a casa una doppietta che le regala la testa della classifica costruttori. Davanti a tutti c’è ancora Sebastian Vettel, ma il suo rivale si fa più ingombrante negli specchietti della classifica generale.

Il #44 ha siglato la sua pole position numero 65, lo stesso numero di Ayrton Senna. E la famiglia del suo idolo gli ha regalato un casco del pilota brasiliano. Un regalo che lo ha motivato molto, oltre ad averlo commosso. Il pilota britannico ha trovato così la grinta di reagire al buono spunto di Vettel e ha mantenuto la testa della corsa senza problemi, mentre dietro di lui scorreva il diluvio.

Vettel ha avuto problemi fin da subito. Dopo aver insidiato la leadership di Hamilton, si è trovato Max Verstappen a fianco ed è andato nel pallone, risucchiato anche da Valtterri Bottas. Dietro di lui anche Raikkonen subiva una sverniciata da Daniel Ricciardo, mentre un contatto metteva fuori gioco sia Felipe Massa sia Carlos Sainz jr. Dopo un’incursione della safety car, Verstappen ha alzato bandiera bianca al giro 11.

Per il Cavallino Rampante si è trattato di costruire una gara in rimonta dopo che il contatto con Verstappen in partenza l’aveva costretto a risalire fin dalla 20^ e ultima posizione. Il tedesco ha accusato anche un problema al fondo piatto e questo GP del Canada si è rivelato un calvario, mentre tutti si aspettavano performance all’altezza della scorsa doppietta.

Anche Raikkonen ha accusato problemi al fondo piatto a inizio gara, e se a fine corsa è arrivato con un vantaggio di soli 2” dalla Renault di Nico Hulkenberg è dovuto a un ulteriore problema di affidabilità. L’impressione è che la Scuderia di Maranello abbia sbagliato qualcosa nella messa a punto in questo Gran premio, vista la fragilità di ambo le vetture. La velocità però c’è ancora e si spera bene per i prossimi appuntamenti della stagione europea.

Fenomenale invece il weekend delle due Force India, che chiudono al 5° e 6° posto dopo aver lambito il podio per tutte le fasi finali della gara. È probabile che la medaglia di legno di Vettel sia merito di Perez: il messicano sembrava più lento del compagno di squadra Esteban Ocon, che però non è riuscito a sorpassarlo. Quando la SF70H è riuscita a sbarazzarsi di Ocon, è stato uno scherzo trangugiarsi anche l’#11. A fine corsa il duello tra le due macchine rosa si è riacceso, al punto che Sergio è riuscito a battere il team-mate di soli 2 decimi e rotti.

Note amarissime (ancora) per la McLaren, con Fernando Alonso costretto al ritiro a meno di due giri dalla fine – quando era miracolosamente in zona punti. Alcune testate sensazionalistiche annunciano che il team abbandonerà la Honda a fine stagione, e anche se il rumour è poco più che una supposizione giornalistica, il nervosismo è sempre più palpabile. Lo stesso Alonso ormai è al punto di rottura e l’interrogativo sembra non essere se se ne andrà, ma dove andrà per il 2018.

Se Montréal segna una svolta in ottica campionato, questo è impossibile da dire. La pista canadese è atipica e poco indicativa dei valori in campo, ma di certo due dati li abbiamo ottenuti. Primo: la Mercedes è tutto tranne che una vettura lenta, e la SF70H dovrà dimostrare di crescere bene per reggerle il passo. Secondo: Lewis Hamilton sembra essere sempre più in palla…

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Sull' Autore

Direi di scrivere soltanto questo: "Potentino, classe 1997. Mi sono laureato in giurisprudenza a Pisa".

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