24H DI LE MANS, LA PORSCHE VINCE PER UN SOFFIO! DISASTRO PER LA TOYOTA

0
Marco Di Geronimo

Marco Di Geronimo

È Le Mans che sceglie il vincitore. Questo sostiene Alexander Wurz, uno che a Le Mans ci ha corso parecchio. E quest’anno il circuito della Sarthe deve essersi divertito molto, perché ha trasformato l’ultima edizione della 24 ore in un vero e proprio tiro al piccione.

La Porsche #2, pilotata da Timo Bernhard, Brendon Hartley ed Earl Bamber, ha vinto un’edizione mozzafiato della corsa più prestigiosa d’Europa. Infatti nel corso della notte hanno dato forfait tutte le sue concorrenti: le tre Toyota sono andate a farsi benedire (la #7, di Kobayashi, Conway e Sarrazin, addirittura quando era in testa) e perfino la Porsche #1 ha dovuto cedere mentre era in testa alla corsa. Tanto che in mattinata ha rischiato di vincere una LMP2!

La 24 ore di Le Mans è una corsa di resistenza che si disputa ormai da decenni. Negli ultimi anni sono ammesse a partecipare quattro categorie di vetture, che concorrono sia nella classifica generale che nelle rispettive classifiche separate. Le auto più veloci sono anche quelle più tecnologiche: le costosissime LMP1 (“P” sta per Prototipo), appannaggio di pochi costruttori (quest’anno solo due: Porsche e Toyota). Seguono le sorelle minori LMP2, e le vetture GT, divise in GTE Pro e GTE Am.

La vittoria è affar privato tra le LMP1. Ecco perché ha fatto scandalo (e simpatia) la leadership mattutina del Jackie Chan DC Racing – sì, il team era gestito dal noto attore giapponese. La Porsche #2 aveva subito problemi in precedenza ed era stata costretta ad attendere oltre un’ora nel proprio box, subendo riparazioni d’ogni genere.

La corsa era cominciata con un primo duello tra Toyota e Porsche, finito con due vetture giapponesi davanti a tutti. Dopo appena tre ore e mezza di gara, proprio la Porsche #2 (futura vincitrice) è relegata ai box da un problema ai freni. I cronisti la danno subito per dispersa, ma dopotutto nessuno si immaginava cosa sarebbe accaduto di lì a qualche ora.

A un quarto di gara la classifica conferma la Toyota #7 di Sarrazin, Kobayashi e Conway davanti a tutti e seguita dalla Porsche #1 di Lotterer, Jani e Tandy. Ha accorciato le distanze la terza classificata, la Toyota #8 con al volante Nakajima. La Porsche #2 ha accumulato 18 giri di ritardo.

L’ecatombe però si verifica durante la notte. Le Toyota si sono impossessate della testa della corsa, ma prima delle 23 la numero #8 è richiamata ai box. Sale in seconda piazza la Porsche #1, mentre rimane leader la Toyota #7. La gemella #9 eredita i galloni di seconda vettura ma rimane attardata rispetto al duo di testa.

Il dramma scocca all’una di notte: la Toyota #7 rallenta subito dopo aver passato traguardo e ingresso alla corsia dei box. Per l’ennesima volta la Casa giapponese getta al vento le prospettive di vittoria sulla gara endurance più famosa del mondo e cede lo scettro alla Porsche #1. Peggio ancora, il Fato si accanisce contro i nipponici e ferma anche la #9, lasciando in gara, indietro di una vita, la #8.

Ma a meno di quattro ore dalla fine, dopo aver dominato quel che restava della notte ed essere apparsa leader indisturbata e indiscussa della corsa, la Porsche #1 con alla guida André Lotterer subisce un problema alla pressione dell’olio ed è costretta ad abbandonare.

Eredita la testa della corsa una LMP2, una squadra di Serie B: è l’Oreca #28 di Jackie Chan, nelle mani di Laurent. La squadra prova a mantenere il comando della corsa a lungo, ma da dietro la Porsche #2 è allertata e chiamata a una furiosa rimonta. A poco più di un’ora dalla fine, Timo Bernhard si impossessa della leadership della gara e non la lascia più. È l’alba di una vittoria grandiosa, che nessuno si sarebbe mai potuto aspettare.

La Porsche segna il terzo sigillo consecutivo sulla gara della Sarthe, mentre la Toyota piange ancora dopo aver drammaticamente perso l’anno scorso all’ultimo giro una gara che era ormai sua. È la seconda vittoria in carriera per Bernhard e Bamber, mentre Hartley arriva al successo in terra francese per la prima volta. Laurent, Tung e Jarvis, l’eroico equipaggio della LMP2 di Jackie Chan, porta a casa un secondo posto in classifica assoluta che vale oro (quando mai una LMP2 ha calcato il podio di Le Mans?) e la vittoria di categoria. Nelle classifiche GT, vincono la Aston Martin #97 di Turner-Adam-Serra in GTE Pro e la JMW Motorsport #84 di Smith-Stevens-Vanthoor.

Nota di colore, la Rebellion Vaillante #13 di Piquet jr-Beche-Hansson, terza assoluta (e quindi sul podio) e seconda in categoria LMP2. Il team aveva schierato anche una seconda vettura (la #31, di Senna-Prost-Canal) che però ha chiuso in 17^ posizione.

Ancora una volta la gara più lunga e bella d’Europa ci regala grosse soddisfazioni e si rivela ricca di colpi di scena! E detto questo, auguriamoci che l’anno prossimo sia ancora così bella e sappia emozionare come ha appassionato questo weekend.

Condividi

Sull' Autore

Direi di scrivere soltanto questo: "Potentino, classe 1997. Mi sono laureato in giurisprudenza a Pisa".

Lascia un Commento