Riprende con Paolo Albano, fondatore e presidente di Letti di Sera, il mio tour di interviste a presidenti e rappresentanti delle maggiori associazioni potentine.
E non potevo non riprendere proprio da lui data l’imminente terza edizione della Notte Bianca del Libro, bellissima e ricchissima kermesse collettiva dedicata al Libro, ideata, realizzata ed organizzata proprio dall’associazione potentina di cui Paolo è anche fondatore.
Paolo buongiorno. Com’è nata Letti di Sera?
Eravamo proprio qui, da Cibò.
Era l’estate del 2014 e Rocco Catalano, Peppone Calabrese ed io, parlavamo di Potenza e di come questa città sembrava avesse smarrito la sua anima.
Potenza sembrava non esser più in grado di mostrare la grande ricchezza che ha, una ricchezza fatta di persone, di movimenti, di associazioni che rappresentano un tesoro enorme dalle potenzialità ancora in buona parte inespresse.
E a quel punto?
Nacque la consapevolezza, la volontà di contribuire alla sua rifondazione, alla sua rinascita.
E per farla risorgere iniziammo a sollecitare una riflessione basata sulla “parola”, sul dialogo e sui libri…
Ami molto la parola “Parola” …
Si è vero.
Io sono in primis un credente: la Parola è all’origine del mondo, “il Verbo si è fatto carne”. Da qui si parte
Mi piace l’idea di ridare alla Parola il suo vero ed autentico significato in un momento storico e culturale in cui usiamo ed abusiamo dei termini, inflazionandoli e snaturandoli rispetto al loro reale significato, come ad esempio accade con “comunicazione”.
E dalla Parola che capisci se e come far nascere e sviluppare un dialogo, un confronto, una dialettica.
Ed è così centrale per me che, nel dicembre 2015, come Letti di Sera, organizzammo addirittura la Festa della Parola, creando eventi in luoghi fino a quel momento impensabili come le stazioni ferroviarie o i portoni degli antichi palazzi nobiliari potentini.
Ma Letti di Sera è cresciuta molto ed anche molto in fretta…
Si abbiamo realizzato in pochi anni tantissime belle cose di cui andiamo molto fieri ed orgogliosi.
Siamo alla terza edizione della Notte Bianca del Libro (in programma giovedì 3 agosto con l’anteprima il 2).
Abbiamo chiuso, con la pubblicazione del volume La Città svelata dai ragazzi, la quadrilogia dedicata appunto a quel “ri – racconto” di Potenza di cui ti parlavo prima (sul primo volume, La città svelata, Editrice Universo Sud, 2015, ho avuto il piacere di scrivere anche io contribuendo con il racconto “Il passeggino di Zi Peppino”, NdA).
Abbiamo realizzato la Festa della Parola e tantissimi appuntamenti itineranti.
E, a settembre, cureremo al Teatro Stabile, le anteprime nazionali dei nuovi libri di Giuseppe Lupo e Gaetano Cappelli.
Arriviamo alla terza edizione della Notte Bianca del Libro…
Consentimi in primis un ringraziamento al Comune di Potenza che ci sta fornendo un grande aiuto organizzativo e logistico.
Le scale mobili di Santa Lucia resteranno aperte fino alle 2.30 del mattino successivo per consentire alla gente di partecipare senza l’assillo degli spostamenti.
E ricordo inoltre le attività che la Libreria Senzanome realizzerà a Piazza Martiri Lucani a favore dei più piccoli e che consentirà, quindi, la partecipazione anche dei bambini a questo grande evento letterario.
Tantissimi scrittori ospiti…
Si e tutti di primissimo livello!
E son talmente tanti che abbiamo dovuto pensare e ripensare continuamente all’organizzazione.
La Notte Bianca del Libro si pone ai vertici qualitativi della vita e della scena culturale della nostra città. D’obbligo quindi una domanda forse retorica: che ruolo gioca o può giocare la cultura a Potenza?
Senza la cultura non è possibile pensare ad alcuna idea di sviluppo per tutti i territori a partire dal nostro Paese a finire alla nostra Basilicata. Senza la cultura non è possibile pensare e ad un nuovo ruolo di centralità di Potenza in un’ottica, però, di sinergia con i paesi limitrofi.
Ed infatti, sempre durante la Notte Bianca del Libro, rilanceremo l’idea della cosiddetta “città estesa” ossia la necessità di creare una rete con le associazioni e con i movimenti operanti nei paesi dell’hinterland potentino e non solo…
Quindi anche con Matera…
Certo! Quest’anno la locandina della Notte Bianca avrà anche il logo di Matera 2019 e ne siamo felici.
Tenere unita questa regione deve essere un obiettivo prioritario di tutti, riconoscendo a ciascuna delle due città il proprio ruolo nel rispetto delle proprie peculiarità. Ho tanti amici a Matera e non sopporto quelli che creano ed alimentano astio tra le due comunità…
Ok, ma concretamente cosa occorrerebbe e cosa si potrebbe fare secondo te in quest’ottica?
Quello che evidenzio è la mancanza di una progettualità ad hoc sul tema del rapporto tra Potenza e Matera. Occorre metter su un progetto che sia condiviso. Occorre sedersi tutti insieme attorno ad un tavolo e discuterne…
E l’iniziativa da chi dovrebbe partire? Dall’amministrazione comunale?
No. Nessun dubbio sul fatto che i promotori debbano essere soggetti culturali potentini e materani ad incontrarsi.
Letti di Sera è un soggetto culturale importante nella nostra città..
Si e tale rimarrà sempre. Anzi colgo l’occasione della tua domanda per precisare una cosa che ci sta molto a cuore: Letti di Sera è e rimarrà per sempre apartitica, senza alcuna intenzione o interesse a metter su una lista che possa candidarsi e concorrere a qualsivoglia competizione elettorale.
Abbiamo una “proposta politica alta” per questa città ma non intendiamo fare politica nel senso classico del termine… Insomma Letti di sera non è, dunque, apolitica
Ossia?
Vogliamo che nasca un modo nuovo di amministrare e vorremmo, passami il termine e mettilo tra virgolette, essere i “guardiani” di ciò che accade in città, escludendo e mettendo da parte ogni forma di competizione, concorrenza o rivalità con altre realtà associative potentine.
Paolo passiamo ad un altro tema controverso della nostra città: il centro storico.
Come lo salviamo?
Sono dell’idea che occorra partire dalle periferie per arrivare in centro.
Non a caso la Notte Bianca, anche quest’anno, partirà dalla periferia per antonomasia: Bucaletto.
E partirà da Bucaletto per due motivi.
In primis c’è la Caritas, un’organizzazione fondamentale per la nostra città.
E poi Bucaletto fu innanzitutto abitata da coloro che vivevano a Rione Addone e che il terremoto del 1980 “deportò” dal centro in periferia.
E infine, arrivati in centro, occorre “ri – raccontarlo”.
E accanto al “ri – racconto”, quali possibili misure si potrebbero mettere in campo?
Beh la legislazione sulla liberalizzazione del commercio è stata una grande sciocchezza in quanto ha sottratto ai Comuni la possibilità di pianificare l’attività commerciale del centro.
Ciò nonostante, il Comune potrebbe e dovrebbe comunque mettere in campo una “progettualità di bellezza”. Fare in modo che chiunque voglia aprire un’attività commerciale in centro usi, ad esempio, un determinato tipo di illuminazione o predisponga una particolare tipologia di ingresso. Il tutto per riaffermare in centro del gusto del bello.
Ma anche i commercianti devono fare la loro parte divenendo maggiormente attrattivi.
Occorre una vera politica commerciale. Ad esempio eliminerei i saldi e punterei ad altre azioni di fidelizzazione della clientela.
E poi riporterei gli uffici in centro. L’occasione del trasferimento del Comando Provinciale dei Carabinieri nella Caserma Lucania è una grande occasione di sinergia tra il Comune, la Regione e il Comando della Regione dei Carabinieri. Questa sinergia ci farà recuperare l’antico Convento di San Luca ora, per l’appunto, sede del Comando Provinciale dei Carabinieri. Se lì si trasferisse la sede del Rettorato dell’Università e, magari, la Facoltà di Lettere, se la Provincia richiamasse i suoi dipendenti al centro sarebbe un vero punto di svolta per la rinascita del nostro Centro storico.
E Potenza ha vocazione turistica secondo te?
Assolutamente si.
Ma occorre che Potenza sappia offrirsi e che sappia esser sempre più preparata all’accoglienza di quei turisti che già comunque iniziano a vedersi in città.
Meritoria in tal senso ad esempio è l’opera delle guide turistiche che concretamente realizzano quel “ri – raccontare” la città e le sue tante bellezze di cui parlavamo prima.
Ed è ottima e funzionale al discorso turistico la grande proliferazione di eventi culturali e di intrattenimento.
Per chiudere. Evento dell’anno 2016 per Paolo Albano.
Beh la seconda edizione della Notte Bianca.
Ma devo ricordare la grande presa della Città delle Cento Scale Festival, evento eccellente, enorme, straordinario.
Grazie Paolo.
Grazie a te.
Ed ora godiamoci questa terza edizione della Notte Bianca il 2 e 3 agosto.
E sempre, ovunque e dovunque, W il Libro!


