Un ragionamento pacato su quello che è successo a Potenza, fortunatamente senza conseguenze drammatiche, porta a dire che problemi di sicurezza ci sono e non bisogna sottovalutarli. Così come non bisogna ridurli ad un problema solo, quello cioè derivante dalla presenza dei migranti e dalla conseguente eventuale pericolosità sociale. Il fenomeno ha aspetti negativi sui quali mobilitarsi e aspetti positivi che dovranno pur essere valutati in qualche misura. Sono almeno dieci anni che viviamo con accanto i migranti: li abbiamo visti nelle stalle pulire i cavalli, nei campi raccogliere pomodori , ma anche purtroppo davanti ai supermercati cercare l’elemosina e lungo alcune strade a prostituirsi. Abbiamo pure visto chi ci ha guadagnato e chi addirittura si è ingrassato nello sfruttare questa occasione dell’accoglienza: alberghi dismessi e riaperti per l’occasione , fitto di strutture, cooperative nate come funghi, ma anche caporali e sfruttatori interessati a riprendersi tutti i soldi che il lavoro di queste persone portava loro nelle tasche e organizzazioni che partono dal concetto di carità per arrivare a quello del profitto vestito da carità.. A Palazzo S.G. poi, abbiamo visto persone sfruttate fino all’osso al punto che ci si domanda se queste persone, nell’incapacità di mandare un euro alle loro famiglie di origine, siano posti di fronte alla scelta di tornarsene oppure di arrangiarsi in maniera diversa. Stiamo anche vedendo alcune iniziative tese a dare a questa forza lavoro una cornice di convivenza civile attraverso l’impiego gratuito in lavori di pubblica utilità: e non c’è migliore antidoto alla deriva dei comportamenti umani di quello di farli sentire anche utili e accettati.
Per il resto tutto deve essere svolto nella consapevolezza che la sicurezza è un valore al quale nessuno intende rinunciare, e quindi tutto deve essere fatto e pensato anche nella conoscenza di questi risvolti e degli effetti che una così massiccia presenza di giovani comporta. L’accoglienza negli alberghi e nei centri non è integrazione e se intorno a queste persone girano i soldi dell’Europa, questi debbono entrare nel circuito economico dalla porta principale, che è quello della ricognizione dei lavori che servono e che gli italiani non fanno più. La basilicata sta andando in quella direzione e dobbiamo consentire che questo esperimento non si spenga prima di raggiungere il risultato o prima di potere verificare nei fatti se il risultato di una integrazione nei paesi lucani può essere messo come possibile. Per non spegnere questa esile candela bisogna stare attenti a non soffiare sul fuoco dell’insofferenza e del rifiuto dello straniero, ma lavorare con serietà alla prevenzione dei rischi che ci sono e alla ricerca di soluzioni nuove che ancora non arrivano. Più controllo, più polizia, più regole, più iniziative per evitare che migliaia di giovani stiano a bivaccare davanti agli alberghi dove mangiano e dormono in una insoddisfazione evidente della comunità che non ne avverte la positività , ma anche dei migranti stessi che, arrivati per essere provvisori in Italia, si trovano a dover temere che questa del mangiare e dormire sia tutto quello cui possono aspirare. Una soluzione all’italiana che non piace a nessuno e che così com’è non può portare che divisioni e degrado. Forse ci salverà la Merkel. Speriamo
L’ACCOGLIENZA NON C’ENTRA. E’ UN PROBLEMA DI REGOLE
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