UN’ALTRA SCANZANO E’ UNA UTOPIA
Ci sono le cronache scritte, fatte prese di posizioni, documenti e le cronache orali , fatte di racconti più o meno veritieri, oppure millanterie o gossip. Sulla storia del petrolio i “si dice” parlano di un Eni che, quando ha messo piede in Basilicata, ha detto più o meno questo: l’attività petrolifera è comunque un’attività pesante. Vi tocca il ristoro: che volete soldi o fabbriche ?. Soldi! hanno detto quelli all’altro lato del tavolo, “allo sviluppo ci pensiamo noi”. Poi ha chiesto ai Sindaci : di voi sono troppo vicini all’attività estrattiva. Se volete vi paghiamo il trasferimento di tutti i cittadini in luoghi più sicuri… Restiamo qui, hanno detto i Sindaci. La storia è andata avanti come tutti conosciamo perché abbiamo preso la strada dei soldi e non abbiamo manco la controprova che l’altra strada, dello sviluppo, poteva dare risultati migliori. Questo per dire che le responsabilità dell’Eni ci sono , ma ci sono anche le responsabilità di chi ha preso quelle decisioni e che oggi, voler analizzare solo l’ultimo tratto, cioè quello delle conseguenze e farle ricadere tutto su chi tiene il cerino acceso per ultimo, a me sembra demagogico. Esattamente come demagogico è attribuire alla Raggi la responsabilità di Roma cloaca maxima, quando sulla città tutti ci hanno fatto i loro bisogni, laddove capitava. La politica non ha il dono di essere di per sé oggettiva quando chi la interpreta non ha “dentro” il dono della oggettività. Se una volta si ringraziavano gli elettori ,ma poi si pensava a tutti i cittadini, anche a quelli che non li avevano votati, è perché c’era gente che conosceva la Costituzione a memoria e la applicava come fosse Vangelo. Oggi con la politica ridotta a corsa al potere, con le istituzioni di controllo indebolite, l’oggettività rischia di perdersi in un enorme calderone sociale dove tutto emerge e tutto si rimescola, dalle accuse personali, alle volgarità, alle bugie, alle spavalderie, al linciaggio organizzato, alle riserve mentali, alle tattiche personali, agli interessi di cordata e di gruppo. . In questo calderone ci sono, come in quello delle streghe nelle fiabe per bambini, tutte le erbe , tutti gli aromi, fuorchè quello della verità ridotta all’essenza, cioè accettata da tutti e valida per tutti. Come cercarla in questo brodo di subcultura politica che ci sta sommergendo? L’attualità ci riconduce come cittadini alla domanda fondamentale da rivolgere ai decisori: che volete? Cambiare strada o cambiare squadra. Tutti dicono: ”Cambiare squadra” e siccome lo dicono tutti insieme, amici e avversari, compagni ed ex compagni di strada, senza riconoscersi in alcune cose comuni: le cose fatte ma anche i ritardi, le inadempienze, la mancanza di unità nei momenti in cui serviva, allora c’è il sospetto che le intenzioni non cambieranno le situazioni perché il non riconoscimento e la non legittimazione dell’avversario prepara lo stesso gioco al massacro fatto di rancori, di odi, di vendette e di annullamento politico all’ultimo sangue. E questo mina l’unità di un popolo, ne indebolisce la capacità di azione e di reazione . Una Scanzano oggi non sarebbe possibile. Se questo è il nuovo che avanza, beata, per me, la vecchiaia che incalza. Rocco Rosa
