ZAIA E MARONI, MANCAVA BERLUSCONI, PER LA PAGLIACCIATA DEL REFERENDUM

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E‘ arrivato anche Berlusconi a dare una mano a Zaia e Maroni, ma, come usa il Cavaliere, la mano più che aiutare la situazione l’aggrava. Perchè 1) chiamando Berlusconi a tifare per il referendum mettono in chiaro la propria debolezza di non riuscire a portare neanche un terzo degli elettori, 2)  perchè, dicendo bERLUSCONI  che il referendum lo dovrebbero fare tutte le Regioni, di fatto ne sconfessa l’iniziativa giacchè  riporta l’allineamento sul terreno di partenza. Un risultato comunque l’ha ottenuto . Ed è che le Televisioni si sono messe a parlarne, non solo quelle del Cavaliere ma anche quelle della Rai. Le quali però , anzichè dire le cose come sono, che cioè si sono spesi milioni e milioni per una cosa per cui bastava scrivere una lettera al Governo, come ha fatto Bonaccini, hanno fatto finta che il referendum sia una cosa seria e ne parlano da stamattina come se dopvessero magnificare un evento. Passi per i giornali del Nord che col Dio Danè fanno i conti e quindi si tengono buone le due Regioni, ma dai mezzi pubblici ci si aspetta: a) che si dica in che cosa constite una nuova delega di competenza ( e non autonomia), b) che chi parla di tenersi i soldi delle entrate fiscali statali sta praticando o incitando alla secessione, c) che se le entrate debbono essere commisurate a quello che produce una regione, la stessa cosa vale anche per il petrolio. Così che noi saremmo miliardari…a nostra insaputa. R.R.

 

 

 

l’EMILIA ROMAGNA OTTIENE DI TRATTARE CON LO STATO IL PERCORSO PER UNA MAGGIORE AUTONOMIA LEGISLATIVA IN ALCUNI SETTORI. L’AVER VOLUTO CONFONDERE LE ACQUE,CHIEDENDO AUTONOMIA E PARLANDO DI SECESSIONE, COSTA AL CONTRIBUENTE 75 MILIONI. LA CORTE DEI CONTI INDAGHI SU QUESTA COSTOSA SOLLETICAZIONE DELLA PANCIA LEGHISTA

 

 Maggiore autonomia per l’Emilia-Romagna, un obiettivo sempre più concreto e, da oggi, condiviso anche dal Governo. Il presidente del Consiglio dei ministri, Paolo Gentiloni, e il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, hanno infatti firmato questa mattina a Palazzo Chigi una DIchiarazione di intenti che formalizza l’avvio del percorso: “”A seguito della risoluzione adottata il 3 ottobre dal Consiglio Regionale dell’Emilia-Romagna, al fine di ottenere forme e condizioni particolari di autonomia- si legge nel documento- il Governo e la Giunta regionale intendono dare corso a tale proposito””. “”Le materie interessate- si prosegue nell’atto- saranno oggetto di ogni necessaria valutazione, da compiere anche in forma bilaterale, in modo da perseguire un esito positivo sia per la Regione sia per l’ordinamento repubblicano sia, soprattutto, nell’interesse del Paese””.La firma di oggi arriva appunto dopo il pronunciamento dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna che lo scorso 3 ottobre, dopo aver discusso il Documento della Giunta regionale sul riconoscimento di una maggiore autonomia all’Emilia-Romagna, aveva approvato una risoluzione che dava mandato al presidente Bonaccini di avviare il negoziato con il Governo. La Giunta regionale ha infatti deciso di ricorrere alla Costituzione, che all’articolo 116, comma III, consente l’attribuzione alle Regioni a statuto ordinario di “”ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia”” attraverso una legge dello Stato approvata a maggioranza assoluta, sulla base di un’intesa fra il Governo e la Regione interessata.La Regione Emilia-Romagna punta ad ottenere maggiore autonomia legislativa e amministrativa per poter gestire direttamente, e con risorse certe, materie fondamentali per l’ulteriore crescita sociale ed economica dei propri territori, oltre che per la semplificazione delle procedure amministrative e dei meccanismi decisionali, in quattro aree strategiche: lavoro, istruzione tecnica e professionale; internazionalizzazione delle imprese, ricerca scientifica e tecnologica, sostegno all’innovazione; sanità; territorio e rigenerazione urbana, ambiente e infrastrutture.-

“”Il mio al presidente Gentiloni non è certo un ringraziamento formale- afferma il presidente Bonaccini-. La dichiarazione di intenti che abbiamo firmato è per noi motivo di grande orgoglio e dimostra la volontà del Governo di prendere sul serio la nostra richiesta, di volerla approfondire con l’obiettivo, più che mai condiviso, di rendere il progetto di maggiore autonomia per l’Emilia-Romagna una reale opportunità di sviluppo e di crescita per la nostra regione e per l’intero Paese, nell’ambito dell’unità nazionale e dell’alveo costituzionale, fondamenta che non possono mai essere messe in discussione. Credo sia giusto premiare le Regioni virtuose, con i conti in ordine e un alto tasso di efficienza nei servizi forniti, in primo luogo ai cittadini, e le ulteriori competenze che chiediamo ci permetteranno di investire e fare ancora meglio in ambiti come lavoro e formazione, impresa, ricerca e innovazione, tutela della salute, territorio e ambiente. Dopo il lavoro che abbiamo fatto con le parti sociali, i territori, le università e le associazioni al tavolo del Patto per il Lavoro e con le forze politiche in Assemblea legislativa, ora vogliamo fare lo stesso con il Governo, e allo stesso modo vogliamo fare presto e bene. Come già successo in altri ambiti- chiude Bonaccini-, potremmo aprire la strada a livello nazionale e farlo, stavolta, su ciò che finora non è mai stato fatto in Italia: il riconoscimento di maggiore autonomia a una Regione, attraverso la Costituzione””. Giuseppe Digilio

 

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