Il Cerignola ci crede e il Taranto non si da per vinto: sono le due compagini che , avendo allestito due squadre che sembravano corazzate, ora si interrogano sul futuro di questo campionato che non li vede ai primi due posti.
Delle due società il Cerignola è in costante ascesa, in soli due anni è passato dalla promozione pugliese in serie D col proposito di fare il salto in lega pro, mentre il Taranto, tranne la deludente parentesi in C dell’anno scorso, sono più di dieci anni che è impantanato in serie D. Bisogna risalire all’anno 1994-95 per vederlo in festeggiamenti per la promozione.
Il Taranto per blasone, tifoseria e bacino di tifosi è una realtà che nulla ha a che vedere col campionato di serie D ma problemi ambientali, tifoseria molto esigente e reattiva o problemi gestionali non riesce a collocarsi nella fascia delle grandi città che hanno una squadra all’altezza dell’economia e della densità demografica.
Anche quest’anno ha costruito una corazzata con Cozza allenatore, Pera, Crucitti, Ancora, Alesikc e tanti altri, tant’è che gli esperti la davano per la squadra da battere anche se gli stessi non hanno considerato la diserzione dallo Iacovone del pubblico: la seconda gamba della squadra.
Dopo un avvio inaspettatamente a stento e con molte prestazioni negative il pubblico ha vinto la sua battaglia costringendo la proprietà a cedere il 100% del pacchetto azionario al nuovo presidente Massimo Giove, già presidente di fatto da alcune settimane (e da ieri sera anche formalmente).
Più di un mese fa l’allenatore Cazzaro’ ha sostituito l’esonerato Cozza, dopo qualche settimana Massimo Giove sostituisce il Presidente Zelatore e con essi arrivano anche i risultati, cinque vittorie consecutive e tre nuovi rinforzi: Diakate’, Rosania e Capua, quest’ultimo per la prima volta in serie D dopo avere giocato sempre tra i professionisti. Ora il neopresidente aspetta che ritornino anche i tifosi per ricompattare il tutto e per tenere accesa la luce de
lla speranza.
L’ altra delusa dell’avvio del campionato è il Cerignola il quale spinto dall’entusiasmo proprio della matricola ha costruito anch’esso una compagine di tutto rispetto, per competere alla promozione e per mantenere le promesse, Nicola Grieco, ha dovuto aprire il suo portafogli per ingaggiare tutti calciatori di primo livello: Iannini, Gambino, Longo e Montaldi; una vera artiglieria.
Due inciampi importanti: la sconfitta a Potenza e quella casalinga contro l’Altamura sono bastati al presidente Grieco per esonerare due allenatori un direttore sportivo e sei calciatori, di cui i quattro prima citati; e siamo solo all’undicesima giornata.
Anche Nicola Grieco come Simone Giove non ha gettato la spugna anzi rilancera’ aspettando dicembre per scieglere il meglio e per recuperare i sei punti che li separano dalla capolista Potenza.
- Salvatore Caiata
Il Potenza ha avuto un inizio che nessun esperto avrebbe mai previsto: 32 punti in undici partite e forse questo avvio ad alta velocità è stato forse il principale motivo di preoccupazioni per le due squadre pugliesi che hanno dovuto cambiare in corsa le loro strategie iniziali per non lasciate nulla di intentato.




