IL PD MATERANO SI E’ PERSO.CHI L’HA VISTO?

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NINO CARELLA

C’è un prima e un dopo che segna il deciso cambio di rotta del PD materano, e che ne segna la sua entrata in un letargo comatoso: è la lungamente ricercata e infine ottenuta entrata nel governissimo.

Prima di allora c’era stato un (quasi riuscito) tentativo di riavvicinare il Partito ai cittadini, mettendo in campo un’efficace opposizione che infatti aveva fatto traballare parecchio il primo governo De Ruggieri, fino a farlo (quasi) cadere. Che ha retto solo per l’inaspettata abilità politica del sindaco, costringendo il PD ad entrare comunque nel governo, ma con una lista di richieste assai più ridotta, e conseguentemente con meno possibilità di incidere sull’azione.

E in verità anche i primi atti del governissimo materano sembravano risentire positivamente dell’efficacia dell’esperienza di governo della quale indiscutibilmente il Partito Democratico è portatore. In poche settimane si è rimessa in moto la Fondazione Matera2019 e si è messo in sicurezza il percorso (ormai diventato assai breve) verso il 2019 con un commissariamento di fatto che è sembrato poter mettere in cantiere almeno il minimo sindacale per presentarsi degnamente al prestigioso appuntamento.

Da allora il governissimo in verità non ne ha imbroccata una, facendo quasi rimpiangere i tempi in cui la massima accusa era di tenere tutto fermo: oggi ci si muove, facendo danni potenzialmente incalcolabili.

L’ultimo caso dell’assessore al Turismo Poli Bortone che sponsorizzando una discutibile iniziativa, ha fatto levare gli scudi a tutte le guide turistiche autorizzate della città. Il tutto dopo la unilaterale decisione di raddoppiare la tassa di soggiorno dal 2018, senza aver nemmeno esposto come sarebbero stati adoperati i maggiori fondi raccolti. E ancora nulla si sa del promesso bando di assegnazione degli spazi nei Sassi, di recente promessi in dote a meritevoli iniziative culturali, dopo la polemica su pizzerie e b&b, sui quali in compenso il sindaco De Ruggieri continua incurante a sparare a zero, come fossero il cancro della città, quando è ormai pacifico che danno reddito e lavoro a centinaia di persone. In una sua ultima uscita sui giornali, risponde ai rilievi della giornalista Paola Pellai, ammettendo che Matera è protagonista di un “turismo randagio” che “avvilisce e INFETTA la dignità del luogo”. Come fosse un recensore di Tripadvisor, e non il sindaco della città. Ma comunque.

Nulla è cambiato sul fronte degli eventi e degli attrattori della città: come al solito ci si è ridotti alla fine di novembre per approvare il calendario degli eventi natalizi, finanziati con apposito bando. Che però aveva una particolarità: caso forse unico al mondo era in parte retroattivo, andando cioè a finanziare anche eventi già svolti nell’anno 2017. Ancora nessuno mi ha spiegato il senso di assegnare soldi per eventi già realizzati, e (meritoriamente) creati senza poter contare su risorse pubbliche, inesistenti al momento della loro ideazione. Si potrebbe pensar male, ma si sa chepensar male è peccato mortale.

E’ poi di pochi giorni fa l’annuncio del consigliere Pietro Iacovone – unico nel PD materano – di meditare di lasciare la maggioranza, in polemica con la decisione della giunta di assumere personale in Comune ricorrendo non ad un nuovo concorso, ma pescando da liste di concorsi già espletati da altri enti. Cosa legittima, ma politicamente discutibile, e che certamente il Partito Democratico avrebbe duramente contestato, se fosse stato all’opposizione. Come infatti contestò in passato, quando era all’opposizione, per un caso analogo: quello dell’assunzione dei vigili urbani. Qui le dure parole di Muscaridola all’epoca. Che oggi invece non solo tace sulla questione, ma con i suoi rappresentanti nel governo, contribuisce di fatto alla identica decisione che appena un anno fa condannava senza appello. E’ la politica, bellezza, si dirà. Ma per me, la bellezza della politica è un’altra cosa.

Soprattutto a segnare il coma profondo del PD materano è l’encefalogramma piatto della sua attività. A giugno, all’alba del contestato ingresso in maggioranza, fu promesso un incontro pubblico a breve (si parlò di settembre/ottobre) per valutare i risultati del governissimo e decidere se continuare a sostenerlo. Ma siamo a dicembre e l’incontro non c’è stato. Né pubblico, né privato. Anzi, da quanto mi risulta, gli organi direttivi cittadini non vengono riuniti da mesi. Un ritmo ben diverso quando, dall’opposizione, erano convocati anche una volta a settimana.

Politicamente, poi, resta incomprensibile la decisione della maggioranza che sostiene il segretario in carica Cosimo Muscaridola, di appoggiare nel prossimo congresso regionale, il candidato Polese, creato come Eva da una costola del Presidente della Regione Pittella, che fino all’altro ieri era non dico l’avversario interno, ma quantomeno la sponda più lontana dalla visione cifarellian-muscaridoliana. Ben lo sa l’ex sindaco Salvatore Adduce, che delle manovre pittelliane è stata la vittima più illustre (anche se oggi invece capeggia una lista a sostegno di Polese). La decisione degli “orlandiani” materani di far comunella con Polese-Pittella ha infatti spaccato la loro stessa area, stando che ieri molti esponenti regionali ne hanno preso seccamente le distanze.

Insomma, da promessa diga all’avanzata del pittellismo in città, inteso soprattutto come metodo di gestione delle Istituzioni e dei rapporti all’interno e all’esterno del partito, a sostenitore dell’ormai ex gladiatore, il passo è stato repentino e breve, soprattutto pensando a quanto (poco) è stato fatto dai Pittella per Matera in questi anni, a cominciare dalle scorse elezioni, passando poi tra scippi di Capodanni Rai – festeggiati allegramente e spudoratamente sui social – agli inesistenti investimenti sul turismo e sulle infrastrutture, a vantaggio di improbabili attrattori in aree a basso consumo turistico, ma ad alto rendimento elettorale. 

Probabilmente si è solo messo in conto che sputare controvento è un’operazione alla lunga fastidiosa, e si è deciso di smetterla di mettersi ostinatamente di traverso, seguendo la corrente.

Ma cosa resta di un partito che, dalle ceneri delle elezioni, aveva promesso di recuperare terreno nel senso della partecipazione, della condivisione e della trasparenza, e si ritrova oggi a saltare di palo in frasca tra caminetti e accordi di palazzo?

Una politica che ci si era ripromessi di lasciarsi alle spalle, e che invece si è tornati testardamente a ripercorrere.

 

 

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Sull' Autore

Ho impostato il navigatore in direzione aziendale ma, blaterando di democrazia e di sviluppo, ho svoltato a sinistra finendo dritto addosso a un blog: ed erano già passati quarant'anni.

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