di ROCCO PESARINI
Riprende la mia serie di interviste a presidenti e rappresentanti del mondo associativo e del volontariato di Potenza.
E riprende da quella grandissima persona, nonché eccezionale amico che risponde al nome di Michele Cusato, presidente dell’associazione Famiglie Fuori Gioco che, sin dalla sua fondazione nel 2010 su iniziativa del dott. Urga, si occupa e si preoccupa di garantire assistenza alle persone – ed alle famiglie di queste – toccate dal grave problema della ludopatia, ossia la dipendenza patologica dal gioco d’azzardo che miete sempre più vittime in un periodo storico, economico e sociale dove il miraggio di facile vincite in denaro appare essere, per alcuni, l’unica via d’uscita.
“Siamo nati – dice Michele – sul modello del Club Alcolisti in Trattamento che, attraverso l’applicazione del Metodo Hudolin e l’esempio dei Gruppi A.M.A. (Auto Mutuo Aiuto), vede un processo nel quale la persona afflitta dalla patologia, si rivolge a noi, o direttamente o per il tramite del S.E.R.D.
A quel punto, i nostri esperti – sociologi, psicologi, assistenti sociali con specifica formazione sulle nuove dipendenze – iniziano quel lento e delicato percorso di recupero ed assistenza non solo della persona afflitta dalla ludopatia ma anche della sua famiglia….”
Infatti la ludopatia è una forma di dipendenza subdola, capace di estendere i suoi effetti nefasti all’intera famiglia…..
Esatto. E’ una dipendenza che parte dalla singola persona direttamente interessata dalla dipendenza ma che, entro brevissimo tempo, coinvolge l’aspetto emotivo ed economico della sua intera famiglia.
Come finanziate le vostre attività Michè?
Noi “costiamo” 1.700 euro all’anno. Costiamo nel senso di spese di fitto ed utenze della nostra sede (al Serpentone, N.d.r.). A questa spesa fissa contribuisce “chi può” con il versamento di € 10 al mese..
E chi non può?
E chi non può non dà nulla ovviamente. I nostri servizi sono gratuiti e ci tengo a precisare che non abbiamo mai preso un singolo euro di fondi pubblici per le nostra attività.
Mi parlavi dell’evoluzione di queste vostre attività
Si. Accanto all’attività di cura ed assistenza, stiamo ora molto puntando sul discorso della prevenzione attraverso la diffusione della conoscenza della dipendenza. Stiamo andando nelle scuole, ci stiamo recando nelle piazze con il nostro banchetto per veicolare che il problema c’è ed è grave ma che esiste, anche, il modo per uscirne.
Nel 2014 la Regione Basilicata si è dotata di uno strumento normativo ad hoc: la L.R. n. 30 sul gioco d’azzardo
Si. La legge è stata particolarmente innovativa, introducendo l’organo dell’Osservatorio sul gioco d’azzardo, prevedendo precise norme in materia di distanze, nonché sancendo l’obbligo di corsi per il personale delle sale giochi ma…
Ma?
L’Osservatorio che sta funzionando abbastanza bene. E’ stato predisposto e finanziato un apposito progetto afferente sia l’aspetto della cura che della prevenzione della dipendenza….
In merito mi parlavi di un tuo specifico timore…
Esatto. Il timore è quello che le associazioni direttamente coinvolte nella tematica rimangano fuori dai bandi redatti per l’attuazione di questo progetto
Ma accanto a questo fondato timore però e al netto dell’Osservatorio, com’è lo stato di attuazione della legge 30?
Pessimo. I Comuni di Potenza e Matera avrebbero dovuto fare da Capofila, veicolando presso gli altri comuni della regione l’applicazione e l’osservanza della legge regionale.
E invece?
E invece, proprio il Comune di Potenza – per rimanere a noi – non ha fatto nulla di tutto ciò!
Cosa avrebbe dovuto fare e non ha fatto?
Avrebbe dovuto controllare il rispetto delle distanze di “sicurezza” soprattutto nell’apertura delle nuove sale gioco..e non l’ha fatto.
Avrebbe dovuto garantire l’applicazione del divieto di pubblicità sancito dalla legge 30… e non l’ha fatto.
In poche parole è mancato tutto o quasi il controllo relativo alle prescrizione contenute nella legge regionale del 2014.
Beh ricordo chiaramente l’incontro pubblico che avemmo nel luglio 2017 al Pretoria Caffè, alla presenza del Sindaco, dal quale poi nacque l’istanza congiunta, rivolta al Comune di Potenza, di diverse associazioni potentine per l’organizzazione di un’apposita Conferenza di Servizi che affrontasse in maniera organica le problematiche legate all’applicazione della legge regionale n. 30…
Quarta e Quinta Commissione in seduta congiunta hanno deliberato in materia, chiedendo espressamente che il Sindaco intervenisse sul rispetto degli orari di apertura e chiusura delle sale giochi.
L’amministrazione comunale poi, in risposta a quell’istanza congiunta che hai ricordato, ha fissato un incontro con le associazioni firmatarie precisando però, in quella sede, che la Conferenza di Servizi non poteva essere organizzata con la presenza delle associazioni.
Ok… e quindi che impegni ha assunto in quella sede il Comune di Potenza?
Si è impegnata genericamente a verificare l’osservanza delle prescrizioni della legge regionale n. 30.
Ma, ad oggi, non abbiamo notizie circa gli eventuali provvedimenti concreti adottati in tal senso.
Il tutto mentre la gente continua ad ammalarsi, a rovinarsi la vita ed aumentano le famiglie in estrema difficoltà economica ed affettiva.
Un quadro sconfortante…
Già… Ma non molliamo di un centimetro e teniamo sempre più alta la guardia
Prossimi passi Mike?
Un incontro pubblico il prossimo 27 aprile al Teatro Stabile con la presenza, quale relatore, del dott. Filippo Torrigiani, consulente della Commissione Parlamentare Antimafia).
Un incontro dove affronteremo due temi sempre più imprescindibilmente legati, ossia gioco d’azzardo e mafia.
Allora ci vediamo il 27 aprile Mike
Ci conto… augurandomi che qualcosa abbia iniziato a muoversi già per quella data.
Ogni riferimento a persone, cose, fatti e istituzioni è perfettamente voluto! (N.d.A)