AL SUD SI DICE CHE “SENZA SOLDI NON SI CANTANO MESSE”

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Nei giorni scorsi abbiamo riportato un interessante articolo di Giannola, presidente della Svimez, in cui faceva il punto della politica per il Mezzogiorno, parlando di questa famosa clausola del 34 per cento che è stata introdotta un anno fa, con il decreto Mezzogiorno, e che sanciva il principio della ripartizione delle risorse in base alla dimensione demografica dei territori. Mentre prima , con la vituperata Cassa per il mezzogiorno, la ripartizione era del 40 per cento ( tenendo conto anche della dimensione territoriale nel settore delle infrastrutture ) , la continua sottrazione di risorse fatta dal Governo Berlusconi  e poi da quelli di  Monti e Letta aveva finito col portare l’erogazione al Sud al 23 per cento, fino appunto all’allarme che gli economisti hanno lanciato, come danno complessivo per il Paese, e che ha portato il Governo Gentiloni a prendere quelle decisioni.Abbiamo  viaggiato per anni con una media di investimento al Sud che era di venti punti sotto rispetto all’obiettivo dichiarato di una politica per il riequilibrio del Paese, e solo l’anno scorso, finalmente, le comunità meridionale ha potuto prendere atto di una norma che cercava di attutire il profondo divario Nord-sud. Senonchè ad oggi ancora non se n’è fatto niente, perchè la norma , per entrare in funzione, attende che sia emanata una direttiva annuale del Presidente del Consiglio dei ministri che indichi le spese in conto capitale ai quali applicare la quota riservata al Mezzogiorno. Un adempimento senza scadenza prefissata che a sua volta richiede che “…i diversi ministeri trasmettano al Ministro per la coesione territoriale e il Mezzogiorno ed al Ministro dell’ economia e delle finanze l’elenco di tutti i programmi di spesa per opere pubbliche ricompresi nel Documento di programmazione pluriennae. Oltre ad essere, quindi, ben lontani da un’effettiva operatività della norma, il rischio che si rinvii indefinitamente la sua operatività è aggravato dal fatto che non viene previsto alcun meccanismo sanzionatorio per l’eventuale inadempienza perpetuando così la prassi nella quale il mancato rispetto del criterio è stata la norma e non l’eccezione.

Perchè ricordiamo queste cose? Perchè  al Mezzogiorno tutti hanno rivolto appelli per un voto consapevole e decisivo, ma pochi si sono ricordati di prendere impegni. Il primo è questo: rendiamo operativo quello che il Governo Gentiloni ha deciso e che ancora non si attua: diamo all’Anas, alle Ferrovie, alle grandi industrie partecipate, oltre che ai Ministeri di mantenere in bilancio questa ripartizione come obbligo di legge, perchè senza soldi non si cantano messe.  Non voglio turbare questa giornata di riflessione e di decisione, ma sarebbe doveroso, prima del voto, fare mente locale su chi, in questa campagna elettorale, ha parlato di questo tema e su chi ha taciuto. E a questi ultimi, che vincano o che perdano,  bisogna far comprendere che  non si può coltivare la rabbia della gente del Sud per motivi elettorali e poi dimenticare da dove nasce quella rabbia, e cioè dai mancati investimenti in infrastrutture, in lavoro e in cultura. Rispetto alle cose ottenute bisogna andare avanti e non tornare indietro. Altrimenti sarà un tradimento imperdonabile.  Senza cose concrete e senza impegni precisi da prendere già da subito, le chiacchiere stanno a zero . Rocco Rosa

 

 

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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