La positiva conclusione della vertenza autonomistica portata avanti, tra lo scetticismo di molti, dalle Regioni Lombardia e Veneto in prima battuta, e dall’Emilia romagna, in seconda, ha destato grandi interrogativi sul perchè la questione sia stata lasciata al solo confronto con il Governo e non sia diventata una questione di tutti. La vicenda è seria perchè, dentro gli accordi, c’è anche un punto che consente alle tre regioni di tenersi parte delle entrate fiscali, oltre che gestire in autonomia alcune materie prima in concorrenza legislativa con lo Stato. C’è un principio sbagliato, secondo il quale chi produce ricchezza si tiene una parte di essa. Sbagliato perchè esso deve essere accompagnato da due altri principii che rendono sostenibile un discorso di redistribuzione: e cioè il sacrificio che regioni fanno nella produzione della ricchezza ( petrolio, acqua) e la fregatura che le stesse ricevono dal fatto che quelle entrate petrolifere finiscono col contabilizzarsi a Milano e non a Potenza. Questo per dire che è sacrosanta l’iniziativa di chi sollecita una azione del governo regionale o dei governi regionali del sud sulla necessità di fare chiarezza sulla questione. Oggi lo ha fatto il consigliere del Pd ,Piero Lacorazza, che in verità è da tempo che lavora sulla questione ( da noi stessa evidenziata più volte su queste colonne come uno dei fatti principali di cui il Consiglio regionale avrebbe dovuto occuparsi). Per il consigliere del Pd “non si tratta di una disputa tra indipendentisti o secessionisti e patriottici, ma una sfida del buon governo e della buona politica. Sfida che non può prescindere da una buona tenuta dei conti da parte dell’Ente Regione. Puoi avere maggiore peso, maggiore potere – ha ribadito l’esponente del Pd – se hai i conti in ordine e su questo la regione Basilicata deve fare ancora molti passi in avanti visto che negli anni scorsi abbiamo avuto rendiconti bocciati dalla Corte dei Conti. Occorre un cambio di passo nella gestione delle risorse pubbliche e mettere in campo politiche per una migliore efficienza ed efficacia della macchina amministrativa”.Lacorazza, poi, si è soffermato sulle materie per le quali chiedere maggiore autonomia: sanità, tutela dell’ambiente ed ecosistema, istruzione e governance istituzionale. “Vincere la sfida dell’autonomia – ha aggiunto – significa ottenere dallo Stato più risorse per gestire più materie. Nel campo della sanità, ad esempio, nei prossimi anni sarà possibile assumere 300 unità tra medici, infermieri ed oss. Attraverso intese con lo Stato si potrà correggere l’impatto che ha avuto la ‘Buona scuola’ sul nostro territorio facendo partire tanti insegnanti lucani, sarà possibile rafforzare i controlli ambientali e semplificare la macchina amministrativa oltre che liberare risorse dal patto di stabilità. Ad ottobre 2019 scade l’accordo con Eni e occorrerà rinegoziarlo. Per quanto riguarda la governance istituzionale –ha spiegato Lacorazza – ottenere maggiore autonomia non significa centralizzare le competenze in capo alla Regione ma avere una visione capace di riorganizzare il sistema della governance con le Province e i Comuni”.