Più che aspettare il comunicato stampa di come è andata la direzione regionale del pd, vedremo nei prossimi giorni se ci sono segnali di novità, perché è dai comportamenti che si potrà capire se la musica è cambiata e se tutti suonano all’unisono. Dalla riunione a porte chiuse non è filtrato molto, ma quanto basta per capire che il tentativo di alcuni di trovare un colpevole più colpevole degli altri non è riuscito , della serie scagli la prima pietra chi non ha mai sbagliato. Però la voglia di dare una scossa al castello lauriota c’è stata e neanche troppo sotto traccia, quasi a far capire che da qui a Novembre i giochi sono tutt’altro che fatti.
Così mentre Polese esulTa sulla ritrovata unità, certificata da un voto all’unanimità sulla sua relazione, la Purtusiello corre a scrivere su fb che il loro voto a favore è stato determinato oltre che dal senso di responsabilità e di appartenenza, dalla dichiarazione di non automatismo sul Pittella Bis e da alcuni punti di avanzamento che insieme a Vito Santarsiero abbiamo costruito e che Mario Polese ha accolto nella sua replica.
1 segreteria regionale collegiale,
2 discussione sull’abolizione del listino come priorità assoluta nei prossimi 15 giorni,
3 nessun obbligo sullo svolgimento delle primarie, tema che sarà meglio definito al tavolo del centro sinistra,
4 apertura immediata del tavolo del centro sx a partire da Liberi e Uguali,
5 ritiro del Pd dalla Giunta De Luca.
E già questa impostazione sul non automatismo per il Pittella Bis è segno di inadeguatezza rispetto al disastro che si è consumato: pensare che cambiando una faccia o spostandosi di posto, gli elettori possano tornare a frotte , è una pia illusione ed è segno di una dirigenza che ancora continua a ragionare all’insegna del verbo “avere” , incapace di chiedersi che cosa sta succedendo rispetto al modo di “essere”, partito o classe dirigente. All’ultimo militante appare chiaro che una dirigenza che nei prossimi mesi cerca di trovare la quadra per le posizioni personali, lavorando alla spartizione del sottogoverno oppure all’acquisizione di postazioni, è una squadra che si prepara alla sconfitta, semplicemente perché il passo che la società lucana ha fatto è quello di rinunciare a rincorrere questo o quello, per la soluzione di problemi personali, di famiglia, di azienda, ed ha deciso di ignorare completamente una offerta politica . Se dunque non ci si concentra sui veri problemi , che non sono quelli di spartizione delle spoglie di potere prima che questo sia travolto, bensì le politiche per creare lavoro e stabilità, quelle per l’efficientamento dei servizi, quelle per una nuova pagina del petrolio come fattore di sviluppo generale, si perde tempo e speranza di recuperare un ruolo politico di guida della società lucana. Ed è stato anche superato il fatto che qui, in una regione piccola, dove tutti si conoscono, il potere ha maggiore presa sulle persone: quel potere che ha conosciuto i padri nei decenni scorsi oggi non conosce i figli e sono stati questi a portare i genitori ed i nonni all’urna della protesta. Il piccolo ingranaggio che ha messo in soffitta la macchina elettorale è proprio questo: che intorno ai giovani, disoccupati, inascoltati, collocati nella precarietà indefinita, si è creata una vera solidarietà sociale che ha tracimato come un fiume alluvionato. E chi oggi si consola sperando nelle differenze che passano tra una elezione politica e una amministrativa, si sta mettendo la fascia davanti agli occhi per continuare a ballare, come se nulla fosse accaduto, fino al prossimo dirupo. E, diciamolo con onestà, tutto questo è anche colpa di una rivoluzione che è partita destando la stessa speranza e la stessa voglia di farcela che abbiamo visto in questo mese, ma poi si è andata spegnendo in una navigazione sottocosta, tutta intenta a superare uno scoglio alla volta, tra manovre di abilità e abrasioni alla barca. Si è capaci di uscire da questo avventurismo recuperando uno spirito di equipaggio? rocco rosa
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