SE LA DISCONTINUITA’ E’ SOLO TOGLIERE PITTELLA

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L’ottimo Piero Lacorazza commenta un mio post dicendo a mezza bocca che sono un po’ di parte. Può darsi. L’amicizia a volte mi porta a scegliere un aggettivo più delicato al posto di un altro più duro, ma non più di tanto, perchè , prima dell’amicizia viene il rispetto di sè stessi, della propria credibilità, dell’amore per il giornalismo che ha sempre informato il mio cammino. Rispetto alla politica penso di essere uno che analizza le cose per quelle che sono e per come le vedo io, e la mia idea che il voto disgiunto serve a liquidare l’esperienza del centrosinistra  non è legata al destino di questa o quella persona, atteso il fatto che ognuno è artefice del proprio, di destino. Se anche avessimo Lacorazza a Presidente, col voto disgiunto, il risultato sarebbe lo stesso, perché non è il nome che condiziona l’elettorato scettico di sinistra, quello che se n’è andato verso i cinque stelle o quello che è rimasto aspettando il miracolo che non avviene, ma la Politica che non c’è più e che si va declinando in tatticismi, inciuci o arroganze e esclusioni.  Ci sono frasi magiche che sembrano anticipare l’apparizione del Verbo: discontinuità. Antonello Molinari la pronuncia spesso, ma dovrebbe anche spiegarla nel dettaglio: rinnovamento degli uomini o semplicemente cambio del Governatore. Perché pensare solo a cambiare il governatore per mantenere un partito che ,tutto intero, si è adagiato su privilegi di casta, usando discrezionalità, praticando favoritismi e inciuciando in situazioni politiche ( Potenza, Matera) che avrebbero  richiesto  posizioni  nette e non accordi di potere, è come voler dire che, eliminando dalla carta Lauria , la Basilicata è salva. Da un altro versante si vuole che Pittella lasci il campo, ma non si vuole la democrazia delle primarie, come proposta da Mollica: primarie di coalizione e non di partito nella quale alla tessera  di iscrizione al pd  vale esattamente quanto una dichiarazione di intenti di un cittadino qualsiasi a supportare il centrosinistra. Eppure se proprio Pittella è l’ostacolo che molti intravedono, dovrebbe essere facile motivare i propri simpatizzanti a scegliere un nome alternativo. Infine, si parla di politiche nuove, ma nessuno, ad eccezione di Lacorazza per la verità, si premura di spiegare agli elettori  in cosa consiste: no al petrolio? No alla esternalizzazione dei servizi pubblici?  Una Regione che faccia solo leggi e faccia amministrare gli enti locali? La SEL che si comportI come una società pubblico-privata in maniera da investire e portare i soldi alle casse della Regione, anzichè stare lì a guardare che i privati ingrassino col vento nelle pale? La messa al bando di imprese che lavorano i reflui in regione ?  la rivisitazione del piano per il mezzogiorno e la scelta di nuove priorità infrastrutturali? La rivisitazione del precariato pubblico che solo in basilicata anziché fare un passo avanti ne ha fatto due indietro? E via dicendo: Si mettano dieci punti a base programmatica delle primarie, e poi si facciano tutti gli accordi  per portare questo o quello che non sia Pittella. Ma limitarsi ogni giorno a dire  quello che non non va , senza trovare alternative credibili e condivisibili, è un atto di disimpegno intellettuale che gli elettori del centrosinistra non apprezzano.rocco rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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