“FARE SISTEMA”, LA PAROLA MAGICA CHE SPESSO COPRE IL VUOTO DELLE IDEE

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federico valicenti

Seminari, convegni incontri, raduni, assemblee, focus, tutti i relatori, quasi sempre “forestieri” sono bravi e capaci di offrire a noi indigeni la panacea dei mali della nostra Basilicata.

Vai a Matera e senti dire dovete “Fare sistema”.

Vai a Potenza e senti dire dovete “Fare sistema”.

Vai a Maratea e senti dire dovete “Fare sistema”.

Vai nel Metapontino e senti dire dovete “Fare sistema”.

In ogni convegno, in ogni riunione tutti oramai usano questa parolina. Sembra quasi una formula magica in grado di risolvere tutto e rapidamente! L’importante è dire “Fare sistema” e si risolvono rapidamente tutti i problemi, cosi il turismo lucano ritrova subito una sua collocazione nei competitor internazionali. E come se finora avessimo vissuto di rendita sulle bellezze paesaggistiche e ambientali, quelle passate naturalmente, sulle future potrebbero nascere molte disapprovazioni. Fate come il Trentino, tuona un relatore, no prendete l’esempio di Rimini arringa l’altro, perché Siena no!? E le Langhe dove le mettiamo? Mentre per le aree interne ci portano l’esperienza dell’Abruzzo, forse più a portata di mano. Ma fare sistema non significa copiare gli altri, non significa usare le relazioni per controllare l’operato degli altri, non significa mettersi assieme per avere contributi pubblici, ma l’obbiettivo del fare sistema dovrebbe essere quello di creare collaborazione all’interno per poter competere all’esterno. Non tutti sono capaci di fare sistema ma tutti vorrebbero fare sistema, non per potersi mettere sul mercato ma per acquisire qualche privilegio locale. Non è semplice far capire che l’attore che entra nel sistema turistico deve prima di tutto essere unico e originale, cioè deve avere una sua capacità di narrazione e magnificarsi di un brand collettivo. In modo che all’esterno si possano evidenziare l’unicità del sistema di cui fa parte che entra in competizione con gli altri sistemi. Se si possiedono queste due capacità interpretative allora si entra in un sistema vincente perché originale, dove si instaura un forte legame con il territorio di appartenenza, adottando strategie di marketing e di comunicazione vincenti, “agire localmente, pensare globalmente”, abbandonando l’autoreferenzialità per entrare nel mondo delle richieste che il turista pone. Il fruitore/turista è cambiato, è diventato molto più esigente perché si informa, studia e non si accontenta più di trovare una risposta parziale ma esige un servizio efficace ed efficiente nella sua globalità. Quindi non più quegli stantii Club di Prodotto o Consorzi di Promozione Turistica, non più una semplice aggregazione di soggetti o di imprese, ma ogni operatore, ogni singolo attore deve essere il protagonista del “Fare sistema”, deve potersi allineare con tutti o parte di esso per giungere a risultati strategici comu

 

ni.

E nel nostro caso specifico io mi chiedo e chiedo ai lettori se gli operatori di amministrazioni pubbliche, imprenditori, associazioni di categorie, proloco, e tutti gli altri soggetti che partecipano a questi convegni incontri, raduni, assemblee, focus, per “Fare sistema” hanno una visione unitaria e condivisa!?

Penso proprio di no! Non siamo in presenza di alcuna logica di fare sistema. Anzi.

Cosi, nonostante il fruitore/turista diventa sempre più esigente, nonostante la richiesta è sempre più caratterizzata su un modello esperenziale, quindi da una forte richiesta di personalizzazione del servizio,

nonostante un  massiccio utilizzo delle nuove tecnologie, gli operatori del turismo lucano continuano ad apportare qualche limitato correttivo al loro modo di fare turismo, copiando gli altri. Si rendono inefficaci sino ad arrivare all’autodistruzione del proprio, seppur modesto, mercato, anche se permeato di sane  aspettative ma anche colmo di rigide chiusure mentali, conservazione dell’esistente, immobilismo refrattario ad ogni innovazione, scarsa cultura d’impresa. 

Che fare?

Rimettere al centro del discorso il turista in carne ed ossa!

Creare un Sistema Turistico Locale degno di rappresentare davvero gli attori reali dei territori, attraverso l’eccellenza del racconto dei paesaggi, della narrazione della cultura, della proposta enogastronomica non banale e scontata, avvalendosi di tutto quello che il mercato cerca e la Basilicata offre.

Un Sistema Turistico Locale è quindi una rete integrata e organizzata di aziende, enti, organizzazioni, persone capaci di cooperare tra loro mantenendo la propria autonomia per giungere a risultati o finalità comuni. Questo insieme di valori condivisi aumentano le possibilità di successo per tutti i singoli partecipanti perché insieme si ha una visione globale dell’agire locale in modo di affrontare con un sistema l’ipercompetitivo mercato, che senza questa strategia può risolversi in una sconfitta che genera perdite per tutti. Ogni attore del settore turistico, ogni azienda, appartiene al Sistema Turistico Locale, quindi ad un sistema economico articolato e globale. Questa doppia collocazione dà una grande importanza all’identità del singolo operatore e di appartenenza al territorio nel rapporto con il Sistema Turistico Locale.

Per vincere la sfida della competitività è obbligatorio, sinceramente e con determinazione “Fare sistema”, un vero e reale Sistema Turistico Locale, senza condizionamenti. Solo in presenza di questa chiara e trasparente consapevolezza, di questa doppia appartenenza è possibile vincere le sfide del turismo in Basilicata, in modo autentico e non di facciata soprattutto assumendosi tutte le responsabilità di far parte di un sistema.

Dimenticavo….. qualcuno dirà che non ho menzionato i Parchi Nazionali della Basilicata!!

Di rimando potrei chiedere “ vi risulta  ci siano imprese del turismo nei Parchi lucani?”

 

FEDERICO VALICENTI

 

 

 

 

 

 

 

 

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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