Penetrare nel mondo dei cinque stelle in Basilicata non è cosa facile , nel senso che il dibattito vero è veicolato tra quanti sono iscritti alla piattaforma digitale e autorizzati a dialogare e votare. Il resto viene fatto dalle singole figure che si muovono nelle realtà territoriali e dagli eletti nelle istituzioni cui il ruolo pubblico assegna anche il compito di coinvolgere le realtà territorio rispetto ai temi e alle soluzioni. La dimensione del fenomeno di questo Movimento però è tale che la gente comune, quella che ha votato e che vota per scelta ,indipendentemente dalla partecipazione diretta alla piattaforma, vuole sapere e chiede di partecipare. Nasce così l’esigenza di promuovere appuntamenti allargati e aperti al popolo dei votanti e uno di questi si tiene a fine settimana a Matera, per fare il punto della situazione in vista delle regionali. L’attenzione degli osservatori è notevole perché da questo appuntamento e da quello nazionale previsto per fine luglio si capirà quale scelta il Movimento 5 stelle vorrà fare in vista dei due rinnovi di Consiglio regionali, in Abruzzo e in Basilicata, previsti per la fine dell’anno e in particolare, se andare da soli, se allargare la coalizione a forze affini o se andare con la destra di Salvini per una riproposizione dell’accordo a livello regionale. Accordo che non può avvenire dopo le elezioni giacchè, con l’attuale sistema ( e anche presumibilmente con le modifiche che saranno apportate dalla maggioranza) il candidato presidente che prende più voti si porta la maggioranza ( 12 su venti). Quindi si tratterà , in questo caso, di fare un accordo preliminare per andare insieme al voto, con liste diverse ma con un unico candidato Presidente. Soluzione oggi che vede molti consensi in alcuni leaders della destra lucana ( Gianni Rosa per esempio), ma molta perplessità in gran parte dei cinque stelle che non intendono tenere nel Sud un ruolo ancillare, perché qui, in questa parte del Paese, sono più forti e vogliono imporre la loro idea di cambiamento. Potrebbe da un accordo Lega- Cinquestelle uscire una soluzione che riconosca questo primato pentastellato sotto forma di una leadership affidata al Movimento di Grillo? Potrebbe , ma a costo, per Salvini, di una rottura con le altre forze di destra e una definitiva sepoltura dell’idea di una destra unita e vincente. Forza Italia non si starebbe, il gruppo dell’on.Latronico nemmeno e Il battitore libero Nicola Benedetto meno che mai. Del resto , a destra, sono ancora più disuniti che nel centrosinistra, giacchè ognuno immagina una coalizione alternativa al sistema , nella speranza che sia egli stesso a rappresentarla: Il giorno in cui si dovranno fare i nomi saranno cavoli amari. In ogni caso, se Matera serve a dare delle indicazioni da parte della base, le decisioni si prenderanno inevitabilmente a Roma, e sulla base della evoluzione politica del quadro nazionale. Oggi che il Movimento dei cinque stelle è arrivato al governo, la sua dirigenza si sta interrogando su come restarvi, su come non far venire meno la spinta della base che lo ha portato ad essere il primo partito italiano e che nel giro di tre mesi si è già dimagrito correndo appresso alle intemerate di Salvini. E’ su questo scenario che la sinistra dovrebbe ipotizzare un suo rientro in campo; ma, mentre Liberi e Uguali ci sta facendo un pensierino, il Pd è ancora imbalsamato nella propria indecisione. E paradossalmente, così continuando, si potrebbe anche pensare che l’ex rottamatore Pittella venga a sua volta rottamato da coloro che voleva rottamare . E non è fantapolitica! Nè uno scioglilingua. Rocco Rosa
foto in copertina : Mirella Liuzzi