Quando arriveremo a parlare cifre alla mano del reddito di cittadinanza, per come la stampa nazionale riporta il pensiero di Di Maio, si scoprirà che questa misura in Basilicata è presente dal 2002, in varie forme che si chiamavano cittadinanza solidale, Copes e poi reddito minimo di inserimento. Soldi delle royalties che si sono riversati nel settore del sociale in forma cospicua, fino a raggiungere i 50 milioni di euro investiti nel settore. La prima misura fu voluta da un grande dirigente, morto prematuramente, che si chiama Adriano Abiusi. Instancabile nel lavoro e nell’ascolto aveva fatto del coinvolgimento delle forze sociali il punto di forza di quel provvedimento che riguardava l’aiuto alle famiglie in difficoltà attraverso la formazione a nuovi lavori, compresi quelli di pubblica utilità. In seguito , sempre con l’accordo sindacale, furono introdotte delle priorità che attenevano a particolari condizioni di indigenza, per poi essere riportato, col governo Pittella all’impostazione iniziale, che era centrato sul lavoro, sulla reinclusione e il reinserimento. Ora , siccome i soldi non bastano, e la graduatoria è lunga, c’è da credere che , quando arriverà il reddito di cittadinanza, esso gioco forza si dovrà espandere verso chi quella misura non è riuscito ad averla, cioè un allargamento della platea, più che un aumento del sussidio. Se poi questo è superiore a quanto oggi percepiscono, allora si potrà parlare di differenza da percepire. Questo per dire che sul piano sociale la Regione ha fatto buone cose di cui bisogna prendere atto, l’ultima delle quali è riversare tutto il bacino dei lavoratori licenziati e che avevano finito la cassa integrazione presso il Consorzio di bonifica. Sono 570 che, grazie al Reddito minimo di inserimento, oggi iniziano una nuova esperienza professionale da operatori idraulico-forestali. Per le 102 giornate di lavoro Cau (Contributo agricolo unificato) previste nel 2018 sono in programma attività finalizzate alla tutela del patrimonio forestale pubblico, al contenimento del rischio idrogeologico e alla messa in sicurezza dei territori. Nello specifico, gli addetti idraulico-forestali si occuperanno della manutenzione idraulica della viabilità delle due province lucane, oltre a quella dei circa cento comuni coinvolti nell’ iniziativa, e in maniera più limitata di sistemazione del verde pubblico e decoro urbano. “La Basilicata – ha detto l’assessore Cifarelli – grazie alla proficua concertazione con i sindacati, ha avviato un percorso unico in Italia nel panorama delle politiche attive per il lavoro. C’è, è vero, un aspetto da sviluppare: ed è che non basta mettere in mano ad ognuno di questi lavoratori pala e piccone ma renderli capaci di utilizzare mezzi, attrezzi moderni per costruirne professionalità in grado di mettersi sul mercato. Il progetto deve legarsi non alla manualità, ma all’innovazione del lavoro. Rocco Rosa
QUESTO MITICO REDDITO DI CITTADINANZA, CHE DA NOI GIA’ ESISTE
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