Un altro lucano sbarca o per meglio dire torna in serie A. E’ Luigi De Canio che è stato chiamato al capezzale dell’Udinese e che prende il posto dell’esonerato Colantuono a cui sono stati fatali gli ultimi risultati deludenti, 6 punti in 11 gare e che hanno indotto il patron dei friulani Pozzo al cambio della guida tecnica. Per il tecnico materano si tratta anche del ritorno a Udine dopo 15 anni. Era, infatti, luglio del 1999 quando i Pozzo a sorpresa non confermarono Guidolin che pure li aveva portati in Europa e affidarono la panchina a Gigi De Canio. Per lui, nell’arco di quasi due campionati, il bilancio di 57 partite con 22 vittorie, 23 sconfitte e 12 pareggi. Con esonero subito il 18 marzo 2001. E proprio la conoscenza dell’ambiente, il buon rapporto con la famiglia Pozzo e la sua esperienza sono stati gli elementi principali che hanno fatto pendere la bilancia in favore del cinquantottenne tecnico lucano. Che adesso avrà difronte alcuni obiettivi importanti. In primis quello di ridare tranquillità e serenità al gruppo, poi di invertire la tendenza dei risultati negativi e di raggiungere al più presto la salvezza. Visto che, grazie alla rimonta da parte di Carpi e Frosinone e alla crisi del Palermo, la lotta per conservare la serie A si è fatta davvero incandescente. E l’Udinese a quota trenta punti vi è dentro fino ai capelli. Ma perché si è arrivati alla scelta di De Canio e soprattutto, si chiedono i tifosi friulani, ha il tecnico lucano le capacità giuste per centrare gli obiettivi? Partiamo dal dire che il tecnico materano appartiene alla schiera di quegli allenatori che sono in grado di prendere con successo una squadra in corsa perché è un realista, è ottimo gestore della psicologia del gruppo che viene chiamato a dirigere e non ultimo è anche in grado di saper mettere in campo la squadra in maniera efficace senza stravolgere determinati equilibri. Con questo non vogliamo dire che De Canio non sia un allenatore in grado di poter fare il suo lavoro egregiamente quando ha la possibilità di portare avanti le sue idee dall’inizio della stagione, come ha già dimostrato nella sua lunga carriera anche ai massimi livelli. La caratteristica di sapersi adattare al momento è quello che serve all’Udinese. Senza, ovviamente, derogare da quelli che sono i suoi principi tattici e la sua filosofia di gioco. Ma riuscendo a fare leva sugli stimoli e cercando di sfruttare al meglio le potenzialità di ogni singolo giocatore. Certo non bisogna aspettarsi da De Canio un atteggiamento spavaldo e privo di prudenza. E del resto non potrà che essere cosi perché i dirigenti della società bianconera si sono resi conto che qualche problema il gruppo di Colantuono doveva averlo e per questo che hanno chiamato al capezzale l’allenatore lucano che, secondo loro, può essere per la sua esperienza e per le sue idee la medicina giusta per curare l’ammalato. De Canio non avrà sicuramente un compito facile perché dovrà far capire ai giocatori che guida da oggi che nelle ultime nove giornate bisognerà munirsi di un atteggiamento mentale completamente diverso. Nel senso che forse in questa stagione è stato messo su dai Pozzo padre e figlio un organico con grandi capacità tecniche individuali che forse hanno avuto la presunzione o l’incoscienza di poter giocare alla pari con qualsiasi avversario. Quando forse sarebbe stato meglio, in tante occasioni, avere l’umiltà di pensare meno ad esprimersi con il fioretto e puntare invece a sfoderare la sciabola. Oppure avere preso coscienza che forse Di Natale non avrebbe potuto togliere tante castagne dal fuoco come accaduto negli anni scorsi perché gli anni passano anche per il giocatore napoletano miglior realizzatore della storia del club friulano. E questa sopravvalutazione delle possibilità di Di Natale di essere ancora determinante anche nella stagione in corso ha sicuramente fatto compiere qualche errore alla società nell’allestimento dell’organico. Ma De Canio conosce molto bene Di Natale e state certi che troverà il modo per sfruttare ancora le sue capacità di goleador. Una sfida affascinante per l’allenatore materano che affida a questi due mesi a Udine anche la speranza di poter rilanciare la sua immagine nel calcio che conta.
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