I LITTORIALI DEL LAVORO E I VENTI DI GUERRA

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LUCIO TUFANO

 

Erano i giorni delle canzoni più care alle nostre mamme, “oggi che magnifica giornata”, “torna piccina mia”, “… la mia bella donna se n’è andata”, “Vivere”, cantata da Beniamino Gigli alla radio del 1938-39, con la voce di Carlo Buti, “… Fiorin fiorello l’amore è bello” e “Faccetta nera …”, “Parlami d’amore Mariù”, era l’estate d’Italia, l’estate di una città, la nostra estate, una di quelle note dell’italietta, sicuri della vita e delle sue sorprese, di quell’atmosfera di vittoria per l’impero acquisito, in via Pretoria il negozio dei prodotti e dei frutti esotici che arrivavano dall’Africa conquistata da poco, aveva grappoli di banane alle pareti, noci di cocco ed ananas.

Il 12 marzo del 1938 i tedeschi erano entrati in Austria per annetterla al REICH, ed il 14 marzo Hitler ha anche annunciato l’ingresso della sua patria nella Nazione Tedesca.

Da Fürer e cancelliere, Hitler si è recato a Braunau, la sua città natale, a togliere di persona il confine, tronfio, appagato, osannato, divinizzato …

Già si usano le calze di nylon e si canta “Saran belli gli occhi neri, saran belli gli occhi blu, ma le gambe, ma le gambe, a me piacciono di più …”, una canzone di Alfredo Bracchi e Giovanni D’Anzi. Ci sono state pure le leggi razziste, si usa il “voi” al posto del “lei”, e il settimanale “Lei” deve cambiare la testata in “Annabella”, non si chiama più “insalata russa” bensì “insalata tricolore” e al passo dell’oca tedesco adottiamo il passo romano. Una canzone cantata a squarciagola è “Giovinezza”: «… primavera di bellezza / nella vita e nell’asprezza, il tuo canto squilla e và».

Potenza è una cittadina in buona parte moderna, le palazzine INCIS fanno bella mostra. Vi abitano gli impiegati dello Stato con le loro famiglie; una città dell’italietta, provinciale e con l’illusione del primato di Roma Littoria e dell’impero e, del 1938 anche della razza. Da ragazzi impariamo a maneggiare il moschetto, e veniamo allevati nel culto della patria, dell’atletica e della GIL. Per l’educazione paramilitare s’indossano le divise da “figlio della lupa” e da “balilla”.

Già nell’anno 1939, la guerra era nelle previsioni. L’Italia pur dichiarando la sua “non belligeranza”, già si prepara con il razionamento del carbone, con prove di oscuramento di sera nelle città, con il divieto di usare ferro e cemento armato nelle costruzioni private. Ma, è anche la gioviale e romantica epoca dei telefoni bianchi, di Isa Pola, dei film di Amedeo Nazzari, Fosco Giacchetti, Rossano Brazzi, Alida Valli, Leonardo Cortese, Andrea Checchi.

I giorni passano in una certa tranquillità, anche se le notizie di guerra rendono assillante ed apprensiva la vita di giorno in giorno. Assidue le domande della gente, s’infittiscono le conversazioni nei caffè, negli uffici, nei pubblici locali, nei treni e negli incontri di città, per le vie, tra gli inquilini dei palazzi, tra i vicini di vicolo e di contrada … Il trio Lescano canta: “Marameo perché sei morto, pan e vin non ti mancava, l’insalata era nell’orto e una casa avevi tu! Marameo … Marameo …

Intanto agli inizi di settembre, dopo l’occupazione della Cecoslovacchia, di Praga, del Lussemburgo e di Bruxelles, i tedeschi invadono la Polonia.

La caduta di Varsavia è segnata non soltanto nell’accorata melodia di Fryderyh Chopin, quanto nelle cronache di Lubino. Gli obiettivi nazisti, sono la eliminazione del deprecato “corridoio dei sudeti” e la conquista completa della Polonia meridionale, dove l’alta Slesia e la regione sub-carpatica, la Galizia, hanno poderosi giacimenti ed offrono carbone, nafta, petrolio e minerali pregiati.

I successi delle truppe di Hitler hanno indotto Mussolini ad anticipare “l’ora delle decisioni irrevocabili”. Con l’occupazione di Parigi, viene firmato l’armistizio il 24 giugno con la Francia.

Da noi, nella piccola città, si vive, in apparenza, un soggiorno tranquillo e disciplinato dalle consegne del Duce al segretario Federale: non frequentare di giorno e specie di notte i così detti locali di lusso del centro, ristoranti, teatri, ecc.; andare il più possibile a piedi e se necessario usare una vettura utilitaria, meglio ancora la moto; nelle cerimonie ufficiali niente tubi da stufa sulla testa, ma la semplice camicia nera della Rivoluzione; non modificare le proprie abitudini e il proprio sistema di vita, in nessun modo; fare rigorosamente il proprio orario di ufficio ed ascoltare il massimo numero di persone, con la più grande pazienza e umanità; frequentare i rioni operai e andare non solo moralmente ma “fisicamente” fra il popolo specie in tempi di difficoltà. Nel mese di giugno i ragazzi del III Liceo “Orazio Flacco” si cimentano con gli esami di maturità. Sono i giovani di allora, quelli che subiranno gli eventi, da Antonio Rinzullo, Elio Morlino, i fratelli Rufino, Mario Graziadei, Sante Chiantini, Vincenzo Verrastro, Pasquale Ridola, Michele Crisci, Franco De Mascelliis, Guido Marino, Preside Raffaele De Lorenzio, Alfredo Lichinchi, Greco e latino, Edoardo Pedio, Italiano, Nicola , Latino e Italiano, Emilio Gallicchio, Cultura militare …

L’Italia che dovrà “rompere le reni alla Grecia”, il 28 ottobre 1940 attraversa i confini d’Albania per invadere la Grecia. Dapprima non s’incontrano forti resistenze, ma poi una controffensiva avversaria fa retrocedere le truppe italiane. Nel marzo 1941, la leggendaria quota 731, battuta dal fuoco e dalle artiglierie nemiche, al generale Ugo Cavallaro comandante delle forze italiane in Albania, ispira la creazione di un sacrario ai caduti.

È il quinto anno dell’Impero, XIX dell’Era fascista: il gruppo dei Fascisti Universitari della città, si accinge alla realizzazione dei Prelittoriali Maschili del Lavoro[1], che si tengono dal 1° al 15 febbraio 1941. «Anche quest’anno – scrive l’avvocato Guido Montesano, vice segretario federale – mentre la nostra Patria è impegnata contro le demoplutocrazie, si svolgeranno i Littoriali del lavoro, che mostreranno al mondo come non solo i giovani degli atenei, ma anche quelli dei campi e delle officine si preparino coscienziosamente per le conquiste e le vittorie della pace e per affiancare l’opera dei combattenti. Da parte sua l’Eccellenza, il Segretario del PNF desidera che “la manifestazione raccolga il più vasto numero di giovani lavoratori e che i GUF, cui è affidata la organizzazione, possa penetrare tra i lavoratori”. Dispone pertanto che tutto il PNF e le Organizzazioni del Regime prendano immediati accordi con i Segretari dei Fasci ed i camerati del GUF …»

I Prelittoriali del Lavoro si svolgono a Potenza con gare agricole, industriali, commerciali, artigiane e con quelle che riguardano i settori del credito, delle assicurazioni, dei servizi tributari, con due prove, quella di cultura fascista, orale sulla conoscenza della vita politica del Paese e dell’Impero, in specie dell’ordinamento del lavoro, e una prova tecnica nelle capacità lavorative dei concorrenti. Questa consiste in prove esecutive particolari sul mestiere prescelto.

Al teatro Comunale “Francesco Stabile”, pavesato di bandiere, di labari, di effigi, gremito di camicie nere, di organizzati della GIL, di reparti d’Arma e di popolo, si svolge il rito guerriero dei distintivi d’onore ai militari feriti o mutilati. Prestano il loro servizio d’onore, gli ufficiali della Scuola di Artiglieria, e sul palcoscenico sono presenti anche le famiglie dei caduti.

«Perché sia salvo l’onore dell’Italia – grida il Presidente dell’Associazione Mutilati – il nostro popolo ha indossato il grigio-verde per i campi di battaglia il 10 giugno, spingendosi nelle sperdute lande sovietiche e nell’arsa terra africana!». Il generale Guzzoni appunta sul petto di un mutilato il distintivo d’onore. 

Gli apparecchi radio Marelli emettono comunicati di guerra e le canzoni di quegli anni, inframmezzati dal solerte cinguettio dell’usignolo dell’Eiar. Musiche che creavano stati d’animo ed atmosfere romantiche come Il valzer dell’imperatore, Vertigine, Fascino, Gilda, Voglio vivere così, Serenata a Vallechiara … oggi riportate nelle prestigiose colonne sonore dei films.

La nostra esistenza di ragazzi è afflitta da libri e quaderni, assillata dalle raccomandazioni a studiare dippiù e a svolgere con puntuale impegno i compiti. La maestra Gina Molinari ci riunisce di pomeriggio nella sua casa per il doposcuola, mentre di solito, verso sera, pone una grossa cipolla a cuocere lentamente nella cenere calda del braciere per farne una gustosa insalata con qualche oliva e con olio.

 

Chi frequenta con noi i pomeriggi della maestra sono i compagni della V classe elementare della scuola di via Roma, Rosa Maltoni Mussolini. Ma è ancora Beniamino Gigli che canta una struggente canzone le cui parole tornano nei ricordi e nei sentimenti ancora oggi.

Si è anche riunita la Commissione del Lavoro giovanile, per la trattazione dei principali problemi relativi ai centri di primo addestramento al lavoro e all’Educatorio. in ossequio alla “Carta della Scuola” del ministro Bottai, vuole significare il nuovo spirito e il fervore politico che animano la Scuola degli anni 1940-1941, lo stile militare di cui oggi sono organizzati docenti e alunni e serve a formare – scrive il Provveditore agli Studi Mario Pigni – dei cittadini e dei soldati consapevoli dei propri doveri. Intanto i duecentomila uomini inviati dal Duce il Libia non resistono a lungo senza rifornimenti. I carri armati da tre tonnellate sono fragilissimi al cospetto di quelli inglesi, i potenti Scherman, e le mitragliatrici inglesi perforano le lamiere. Sulle copertine dei quaderni invece si raffigurano scene di guerra vittoriosa, e i moschettieri del Duce cantano a gran voce “vincere, vincere … e vinceremo in cielo, in terra e in mare …”.

 

 

[1] Potenza Fascista – Vinceremo, organo della Federazione PNF di Potenza, del 10 nov. 1942.

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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