Matera, Keep calm and drink a glass of water

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No niente, abbiamo scherzato. L’allarme è rientrato.

Nel giro di poche ore, il sindaco del Comune di Matera, ha emesso due ordinanze uguali e contrarie. Non era mai successo, a dispetto di chi crede che l’efficienza non appartenga alla Pubblica Amministrazione.

Dall’ordinanza con cui si vietava l’utilizzo di acqua per uso domestico per la presenza di un coliforme batterio – scoperto dall’ASM a seguito di analisi cliniche effettuate su un campione di acqua potabile – alla seconda, immediatamente successiva alla prima, emessa dall’Acquedotto Lucano, dopo che gli abitanti culturali, in preda a spasmi di approvvigionamento tipo anteguerra, hanno presidiato e svuotato i supermercati della città di tutte le confezioni di acqua disponibili.

E’ stato il sindaco che, attraverso il social ufficiale del comune di Matera, ha invitato i cittadini simpaticamente, con un certo humor a “bere un bicchiere d’acqua” e andare a scuola domani (oggi per chi legge).

In fondo Matera è pur sempre la capitale Europea della Cultura, l’humor, quando non è fuori luogo, come in questo caso, sarebbe anche cultura.

Tranquilli però, perché il batterio rilevato nell’acqua materana, è una variante del nostro saprofita fisiologico intestinale. Un batterio che vive regolarmente nell’intestino e che, se presente in una percentuale elevata, può provocare delle alterazioni a livello intestinale. Sarà questa la ragione per la quale il social media manager del sindaco che, con vero humor inglese, una volta appreso che si è trattato di una “svista” ha invitato i cittadini a scusare tutti, e a “bere un bicchiere d’acqua”.

Sicuramente il social media manager di un comune non deve essere anche esperto di biologia molecolare per fare il suo lavoro, ma basta conoscere le tecniche basiche di comunicazione per comprendere, però, che una vicenda così complessa, non può essere licenziata con un linguaggio così tanto basico.

La conseguenze di una presenza di un così importante rilevamento di batterio nell’acqua, infatti, provoca seri scompensi agli immuno compromessi, e molto di più a coloro chei sono in terapia oncologica oppure cortisonica

Altro che “scusateci ma andiamo a bere un bicchiere d’acqua”

Per le prossime volte, comunque, a quali analisi i cittadini devono far riferimento prima di bere un bicchiere d’acqua? A quelle dell’Acquedotto Lucano , oppure a quelle dell’ASM, rilevate attraverso le analisi fatte dall’ARPAB che variano secondo chi le fa materialmente e chi, successivamente, le legge?

Ecco, un consiglio al comunicatore, la prossima volta meglio specificare da quale ente dirama l’allert così, magari, i cittadini si orientano meglio sulle cose da fare.

Nel frattempo, però, tutti i tg nazionali hanno diffuso la notizia della presenza di coliformi batteri nell’acqua materana e in termini di comunicazione, non è proprio quello che serve alla Capitale Europea della Cultura.

Chi si assume la responsabilità di questa vergogna nazionale?

O forse qualcuno crede che i tg nazionali possano chiedere scusa assumendosi la responsabilità di aver creato un ingiustificato allarmismo invitando i telespettatori a restare calmi, andare a Matera e “bere un bicchiere d’acqua”?

Altro che “scusateci, ma andiamo a bere un bicchiere d’acqua”.

Chi dovremmo scusare?

Il biologo dell’Asm che sembra non abbia saputo leggere le analisi allorquando venivano rilevate presenze di coliformi batterici e, contestualmente, quella di cloruri utilizzati per bonificare, appunto, l’acqua da quei contaminanti? Impossibile che un batterio possa coesistere in presenza di agente chimico utilizzato per distruggere, appunto, quel batterio.

Forse dovremmo scusare il sindaco che, una volta ricevuto l’allarme, in buona fede, ha diramato un’ordinanza sindacale che, giustamente, doveva essere disposta alla luce di quei risultati?

Va beh, fateci sapere chi dobbiamo scusare . Ma non diteci che il danno sia stato lieve, almeno in termini di immagine della città.

Dopodiché, Keep calm and drink a glass of water.

Giuseppe Digilio

 

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