DI BABBO NATALE ME NE FREGO!

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In attesa che al vice premier arrivi la lettera di Babbo Natale, qualcuno del Governo potrebbe fare un’operazione verità, senza violentare la fantasia dei bambini sull’ipotesi che Babbo Natale possa anche non esistere.

La manovra è stata bocciata dall’Unione Europea che ha giudicato, propagandistico, il contenuto dei provvedimenti. Intanto l’asta dei BTP è andata peggio di quello che ci aspettava. Al termine della terza giornata, infatti, le sottoscrizioni si fermano a 140,6 milioni di euro. Poco più di quanto si registrò il giorno nero del 2012 quando lo spread era a 500 punti base.

Si ha il sospetto che, nella lettera natalizia cui fa riferimento Salvini, quella di Babbo Natale, potrebbe esserci la comunicazione della Commissione Europea, di apertura di procedura d’infrazione nei nostri confronti.

Peggioramento del saldo strutturale, deficit eccessivo, mancato rispetto delle regole di bilancio, rischio di deviazione dal percorso di riduzione del debito, ripercussioni sulla crescita economica, stime eccessivamente ottimistiche e non rispondenti alla realtà.

Queste sono le ragioni che la totalità dei membri degli stati Europei hanno individuato nelle motivazioni della bocciatura della Manovra del Popolo.

La linea del Governo, però, è chiara: la Manovra non si cambia e siccome non si sa da dove recuperare le risorse per reddito di cittadinanza, il superamento della legge Fornero ecc., si lascia il tutto ad un più realistico sforamento del deficit.   Il tema da focalizzare è che , nonostante le evidenti preoccupazioni di tutti i cittadini per un futuro che si preannuncia nuvoloso, nulla è cambiato rispetto alla popolarità dei due partiti di maggioranza e il  collante tra elettori e Governo, è ancora molto resistente. Del resto non si vede all’orizzonte nessuna formazione politica che possa minare il campo ai due partner di maggioranza. Da un lato il PD in continua ricerca di “qualcosa” che deve venire e il centrodestro che, privato della leadership di Berlusconi, stenta a stare insieme.

Questa condizione di forza, in un paese normale dove chi vince governa, senza pensare a sempre nuove elezioni dovrebbe consigliare ai due leader, di avviare un’operazione trasparenza. Senza il rischio di perdere consensi. Almeno in questa fase.

Una manovra in deficit non è motivo di scandalo. E già successo con altri Governi. Quello che scandalizza, invece, è che chi dovrebbe rassicurare i cittadini continua a nascondere la verità sui fatti preferendo il linguaggio della propaganda a quello della realtà. Una costante propaganda che non è mai stata abbandonata, fin dal giorno della chiusura della campagna elettorale.

Agli Italiani, però, andrebbe detto con chiarezza quale strategia il Governo ha in riserbo in caso di problemi con l’Europa, quali misure intende prendere, in ogni caso, per salvaguardare i risparmi e la stabilità finanziaria.

E’ peraltro evidente che la soluzione non può arrivare dal cambio di leadership europea con la vittoria dei sovranisti d’Europa perché, anche quelli che oggi lo sono più di quanto lo sia l’Italia, hanno sostenuto la bocciatura della nostra Manovra Finanziaria rivendicando il diritto ad opporsi a qualsiasi stato membro che disattenda le regole.

“Me ne frego” dell’Europa; “me ne frego” dell’aumento dello Spread; “me ne frego” che le banche Italiane piene di titoli di Stato potrebbero limitare il credito a famiglie e imprese; “me ne frego” se le Agenzie abbassano il rating dell’Italia; “me ne frego” se una nuova speculazione si abbatte sull’Italia; insomma Salvini se ne frega di tutto, invece dovrebbe preoccuparsi perché, quest’atteggiamento non può reggere a lungo termine. Magari servirà a fargli conquistare consenso nella prossima campagna elettorale come già accaduto con un altro Matteo che la storia ricorderà come quello del 40% alle europee e la sconfitta alle politiche successive.

Gli Italiani hanno bisogno di più tempo per capire, ma alla fine fanno le loro scelte. Salvini non può pensare che gli elettori si possano continuare a distrarre in eterno con l’immigrazione, la monnezza di Napoli, gli inceneritori e tutte le altre false promesse.

Il tempo non sempre gioca a favore di chi tiene in mano le carte da gioco. Prima o poi, qualcuno chiederà di vedere il punto e quando questo accadrà, ad essere sconfitto, sarà sempre il baro. Il problema è ilcosto di questa attesa.

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