ITALIA: UNA SCONFITTA E TUTTI A SENTENZIARE !

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BY ROCCO SABATELLA

La stampITALIA: UNA SCONFITTA E TUTTI A SENTENZIARE !a italiana, in genere, spesso e  volentieri pecca di faziosità e molte volte si dimentica dell’equilibrio nei giudizi. La prova lampante si è avuta con le due partite della nazionale prima con la Spagna e poi con la Germania. Gli stessi che avevano magnificato, sicuramente esagerando,  la prova della formazione di Conte contro gli spagnoli, dopo tre giorni, in preda forse allo sconforto e alla delusione, hanno cambiato parere a 360 gradi. E si è arrivati addirittura a parlare di fallimento, di progetto che non sta in piedi, di scelte sbagliate da parte di Conte. Andiamo per gradi. Quando il presidente Tavecchio ha messo sotto contratto l’allenatore leccese non gli ha chiesto di vincere gli europei o i mondiali, ma semplicemente di ricostruire dalle fondamenta una squadra che era uscita con le ossa rotte dal mondiale brasiliano, di ridarle un immagine più che dignitosa facendole rinnovare l’amore dei tifosi, di farle recuperare qualche posizione nel ranking europeo e mondiale e di portarla alla fase finale dei campionati Europei in Francia. E mi pare che tutti questi obiettivi siano stati raggiunti ampiamente. Ma nessuno deve dimenticare che il gap con le rappresentative più importanti del mondo rimane consistente. E non deve assolutamente trarre in inganno nemmeno il pesante rovescio subito dai campioni del mondo della Germania. Perché è vero che, allo stato attuale, i tedeschi sono una spanna sopra di noi, ma è altrettanto evidente che non si possono regalare a cotanto avversario elementi imprescindibili per qualità ed esperienza come Chiellini, Barzagli, Marchisio e Verratti. Nel calcio non esiste la controprova, ma state sicuri che con questi quattro giocatori in campo la Germania non avrebbe avuto il predominio assoluto che ha avuto martedì scorso. E tutti quelli che hanno fatto a gara a sparare senza pietà sulla nazionale hanno dimenticato la situazione in cui si trova il calcio italiano. Nei due anni di guida della nazionale, Conte ha dovuto fare i salti mortali per riuscire a trovare ogni volta almeno una trentina di giocatori da convocare. Se a questa penuria di qualità e quantità, si aggiungono anche gli infortuni dei quattro pilastri sopra citati, allora la sconfitta pesantissima contro i tedeschi non deve fare scattare nessun campanello di allarme. Primo perché storicamente le gare amichevoli non sono il piatto forte dell’Italia e quindi al posto della Germania non ci faremmo soverchie illusioni di trovare la stessa nazionale di Monaco di Baviera perché i tedeschi sanno benissimo sulla loro pelle che cosa significa incontrare l’Italia in competizioni ufficiali e poi aspettiamo la conclusione degli europei per emettere giudizi sull’operato di Conte. Che al termine della gara di martedì scorso non è sembrato affatto demotivato e demoralizzato come qualcuno ha voluto far credere, ma ragionevolmente e stando ai fatti ha voluto ricordare che il gap con le nazionali più forti è ancora elevato. A meno che, per rendere l’Italia una corazzata, la Federcalcio non decida di ” costringere” i vari Higuain ,Dybala, Bacca, Icardi, Pogba, Morata, Mandzukic, Pianic, Kondongbia, giusto per citare qualche nome, a chiedere la nazionalità  italiana e quindi poter scendere in campo con la maglia azzurra. E’ chiaro che si tratta di una provocazione anche ironica che la dice lunga sul fatto che le critiche costruttive vanno bene e che devono essere indirizzate agli organi che governano il calcio per mettere in atto una serie di provvedimenti che possano essere finalizzate ad innalzare il livello del calcio nostrano. Come ovviamente succede in altre nazioni. Se ciò non accadrà, allora nessuno si potrà più meravigliare o stupire degli scarsi risultati sia della nazionale che delle squadre di club e non ci potrà essere nessun Ct in grado di invertire la tendenza con lo scarso materiale a disposizione. Purtroppo Conte in questo momento deve fare di necessità virtù e i dubbi che si porta dietro per completare il gruppo che andrà in Francia, rimangono sette giocatori da scegliere, non riguardano, per sua sfortuna, l ’indecisione di fronte ad un’abbondanza qualitativa e quantitativa o come si suole dire l’imbarazzo della scelta. I 15 giocatori tra cui scegliere il resto della comitiva azzurra che si imbarcherà per la Francia sono più o meno sullo stesso livello. Il Ct dell’Italia vuole giustamente valutare con attenzione quello che emergerà dalle ultime giornate di campionato per capire chi merita, per tutta una serie di fattori, di salire sull’aereo per Parigi. Chi si diletta a spargere critiche sui destini della nazionale, non ha capito o fa finta di non capire il Conte allenatore: non promette illusioni come fanno tanti altri ma solo lavoro, lavoro, lavoro. Con il lavoro uno abituato a non perdere nemmeno le partite del giovedì, si presenta a Parigi non per fare la comparsa.

 

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