POETI LUCANI : LUIGI GILIO

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LUIGI GILIO

 

Mia madre, non ha mai visto il mare

Mia Madre, non ha mai visto il mare,
dalle ondulate cime,
delle amate e sorridenti sue colline.

Del mare, nemmeno ha ascoltato la voce, 
anche se nelle rime del vento,
talune volte indugiava la traccia del suo canto.

E la sua pelle, negli anni si scuriva,
sotto un sole duro, 
con la fatica dei campi da arare, seminare e falciare.

Quando, a volte, la nebbia copriva la bassa,
le sembrava di vederlo, il mare,
di un azzurro velato, che s’alzava piano come un incanto.

Il mare, un miraggio lontano,
come l’America nei racconti lontani,
accanto ad un ardente focolare,
una voce calda, sempre tanto familiare.

Il mare, era lo scroscio del temporale,
la piena del torrente,
il lago calmo che guardava ad oriente, oltre i monti.

Là, dove il tempo è fermo da secoli,
si avvertiva la voglia, dentro il sogno,
di affogare, in un mare i mille bisogni.

dalla raccolta “Verso casa”

                                                               FACCE

L’inverno è passato, con tutto il suo peso,
si è riscaldato negli ultimi giorni,
e, sulle strade, invase, da tante facce,
dipingono i muri alla primavera.

Sono facce nuove, facce vecchie,
facce sorridenti e ammalianti,
piene di impegni incerti e abili diluizioni, 
come un dolcino, da offrire all’amaro paese.

È la triste storia dei convincimenti,
che qui si fa la gloria o ci si vende,
che il mandriano ancora si cimenta,
tra le baldanzose storie di chi governa.

Il Popolo è sacro, e, duro si fa il proclamo,
nascosto tra i rivoli di un programma,
che fan del messo errante,
il biglietto da viaggio per un altro continente.

Sono facce che si conoscono, facce dure
che incontri per strada, amici di tuo fratello,
che chiedono un voto con l’allegria di un coltello,
sapendo già che a rispondere non ci sarà nessuno appello.

Dopotutto, è da un mezzo secolo, che si fa la storia,
da allora, la princi-pezza Lucania spera ancora,
di trovar ristoro nella buona gioia,
di un principe nuovo dal cuore d’oro.

Souvenir

Pezzi di stoffe, rovistare agli occhi, ricucite alla mente e dal cuore povero.
Sparsi, tra le rumoreggianti sponde, del piccolo rivolo, fino all’indomita cascatella, della nostra giovinezza,
Lontano, sembrano le risa, e, le grida, di bimbi in festa, nei casolari che avvolgono la collina,

S’ode ancora il canto delle fanciulle, al calar del sole, nelle vigne,
Il tempo, non ha fermato, i momenti belli e tristi, di quel fugace giorno.
Il rumore, del vento, sembra dire che c’è, ancora qualcosa da fare, da scoprire, da conservare.
E poi, del nulla sono, 
i pensieri,
le salite,
I pendii.

Ci vogliono larghe spalle, per non seppellire il passato,
avere il cuore in tumulto. 
per conservare. al meglio. un’agreste presagio.
che dentro ti sembra tanto litigioso.

dalla raccolta “Dove si va incontro al Cuore”

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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