UNA SANITA’ “INCOMPLETA”

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riccardo achilli 

 

 

E’ stato appena pubblicato, dal Ministero della Salute, il rapporto sull’attività ospedaliera, con i dati riferiti al 2017. Detto rapporto analizza l’attività dei sistemi sanitari regionali e, rispetto agli anni scorsi, presenta una novità rilevante, ovvero una analisi differenziale delle performance delle diverse Regioni, su alcune dimensioni, quali:

  • I fenomeni di attrazione/emigrazione sanitaria, che ovviamente assumono la veste di misurazioni indirette del livello di completezza e qualità dei sistemi sanitari regionali (ci si cura in regioni diverse da quella di residenza sia perché una determinata specializzazione sanitaria è assente sul proprio territorio, sia perché essa risulta inadeguata, da un punto di vista organizzativo – ad esempio per la lunghezza delle liste di attesa, o di qualità percepita dell’offerta sanitaria);
  • Indicatori di complessità ed efficienza: il primo è misurato attraverso il cosiddetto “indicatore di case-mix”, ed offre uno strumento di confronto per la diversa complessità della casistica trattata. E’calcolato come rapporto fra il peso (l’incidenza sul totale) del ricovero di un dato erogatore regionale ed il peso medio del ricovero nella casistica standard, nazionale. In questo caso, valori superiori all’unità indicano una casistica di complessità più elevata rispetto allo standard, mentre valori inferiori all’unità rappresentano una complessità minore. Il secondo è misurato attraverso l’indicatore di comparativo di performance, che rapporta la degenza media per singola casistica di un dato erogatore regionale e la degenza media nazionale: se è superiore ad uno, significa che l’erogatore regionale è in una condizione di relativa inefficienza, perché prolunga la degenza oltre lo standard nazionale. 

L’analisi grafica dei valori di detti parametri mostra, per la Basilicata, la seguente situazione:

  • La Basilicata è la seconda regione italiana, dopo il Molise, per “fuga” sanitaria, quindi per emigrazione sanitaria ma, paradossalmente, è anche seconda per attrazione di pazienti non residenti. L’apparente paradosso si spiega con il fatto che il piccolo bacino di utenza della regione non consente di disporre di tutte le specializzazioni medico-ospedaliere, per cui si emigra per cercare dette specializzazioni, oppure perché, quando esse sono presenti, non di rado le liste di attesa sono molto lunghe. D’altro canto, per le specializzazioni ordinarie esistenti, la qualità è migliore rispetto agli altri sistemi sanitari regionali viciniori (segnatamente quello calabrese) inducendo flussi di pazienti in arrivo da altre regioni. Emerge quindi un quadro a luci ed ombre: una sanità “incompleta” in termini di varietà dell’offerta, ma di qualità relativamente buona per l’offerta presente (e con eccellenze di nicchia, come ad esempio l’oncologico del Crob di Rionero in Vulture o le cure palliative del San Carlo);
  • La Basilicata è collocata in un quadrante in cui l’indice comparativo di performance è migliore della media nazionale, cioè in una condizione in cui la degenza media è più breve rispetto agli standard nazionali. Ciò però è dovuto essenzialmente ad un case-mix più semplice rispetto a quello standard nazionale, cioè ad una minore complessità delle casistiche trattate, non quindi ad una migliore efficienza organizzativa. Ancora una volta, emerge la fotografia di un sistema sanitario relativamente “incompleto”, dove ci si concentra sulle attività ordinarie più routinarie e semplici, demandando ad altre regini il trattamento delle casistiche più complesse e necessitanti di più lunghe degenze.

Completano il quadro di dati Istat relativi alla soddisfazione dei cittadini rispetto alla qualità dei servizi sanitari. La qualità percepita di vitto e servizi igienici è superiore, per la Basilicata, alla media del Mezzogiorno e, nel primo caso, analoga alla media nazionale. Invece, la qualità percepita dei servizi medici ed infermieristici rimane al di sotto del dato nazionale.

E’ però interessante notare come, nel confronto con il Mezzogiorno, la percentuale riferita alla Basilicata di utenti “molto” soddisfatti prevale, mentre il contrario avviene per gli utenti che si dichiarano solo “abbastanza” soddisfatti.

Restando quindi fermo il punto per cui la qualità della sanità lucana deve migliorare per raggiungere i livelli medi di offerta del Paese, tale sistema, se confrontato con le altre regioni del Meridione, presenta punte di relativa eccellenza in nicchie specifiche, cioè nelle “punte di diamante” della sua offerta (da questo derivano le percentuali relativamente elevate di utenti molto soddisfatti) mentre il livello più generale ed ordinario del servizio ha margini di miglioramento persino rispetto alle condizioni della sanità meridionale.

Emergono, quindi, alcune indicazioni di massima in termini di politica sanitaria: l’esigenza di completare l’offerta con le specializzazioni di nicchia contrasta con la debole consistenza demografica del bacino di utenza, e richiederebbe quindi accordi interregionali con altre Amministrazioni limitrofe alla Basilicata, per creare reparti interregionali in grado di posizionarsi su bacini più ampi di quello lucano.

Il miglioramento dell’assistenza medica ed infermieristica dovrebbe passare per il tramite di una riapertura dei concorsi, mirata a ringiovanire gli organici, un programma di formazione on the job per il personale paramedico, ed incentivi specifici per far trasferire in Lucania medici specialisti di alto profilo.

Il tema delle liste di attesa è un punto focale dell’organizzazione sanitaria regionale: per la riduzione delle stesse non bastano i servizi on line di prenotazione, né, probabilmente, gli osservatori e gli strumenti di penalizzazione per le prenotazioni che vanno a vuoto. Servono gli investimenti: in posti-letto, macchinari ed attrezzature, perché le liste di attesa segnalano una domanda insoddisfatta. Da questo punto di vista l’accesso ai contributi di cui all’articolo 20 della legge 67 del 1988, che promuove investimenti in edilizia e tecnologie sanitarie, appare necessario.

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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