
PIETRO SIMONETTI
La Festa della Repubblica, come il 1 Maggio e il 25 Aprile, risente da molti anni di una ritualita’ senza anima, Sono appuntamenti scanditi da modalita’, contenuti e strumenti che richiamano l’esigenza di produrre innovazione, nella continuita’ del ricorso alla memoria, per accrescere interesse e protagonismo. I passaggi storici, le lotte e tutto il percorso dalla liberazione dal fascismo, la costruzione della Repubblica, i successi e le sconfitte non posso trovare spazio solo nei discorsi ufficiali o nei comizi.
Non un ricordo stemperato dalle emozioni, dalle esperienze, dal vissuto dei cittadini, dei lavoratori e dalle loro organizzazioni a tutti i livelli. All’epoca della industria della smemoratezza, della produzione di paura e del falso occorrerebbe, come da tempo avvertono gli intelletuali e non solo, un effettivo processo di rinnovamento nel trattare la storia, la memoria ed i giacimenti di documentazione multimediale presenti nel Paese e nel mondo. Servono molto gli interventi del Presidente della Repubblica, le manifestazioni territoriali, le parate senza belligeranza. Come servono le attività per ricordare i Partigiani, le lotte per il lavoro che hanno trasformato il paesaggio produttivo italiano e quello della condizione degli operai. Forse sarebbe utile, anche in Basilicata, riflettere e provvedere per la riattivazione di luoghi pensanti per valorizzare la memoria e progettare per il futuro, tenendo conto che questo futuro da noi è già iniziato con pensieri debolissimi che svalutano il lavoro, la partecipazione e la buona gestione della pubblica amministrazione. Un pericoloso e gigantesco rituale di delega ai Vertici con un taglio chirugico al confronto ed alla mediazione. Recentemente su un muro ho letto “sei bella come l’antifascismo” . Il punto e’ studiare e contrastare le nuove forme autoritarie, populiste e divisorie in una Repubblica con molti problemi ed incerte prospettive.
La lettura della storia rimane essenziale ed i luoghi di formazione, ricerca e progettazione sono decisivi per comprendere. I Costituenti volevano cambiare le condizioni democratiche, del lavoro e della vita. Il cambiamento degli ultimi anni ha decisamente modificato in peggio l’assetto sociale, economico e democratico del Paese, del Mezzogiono e della Basilicata. C’è molto lavoro da fare . Incoraggiano ad andare avanti i segnali che arrivano dai giovani in difesa dei valori su cui si fonda la Cotituzione Italiana.
Non un ricordo stemperato dalle emozioni, dalle esperienze, dal vissuto dei cittadini, dei lavoratori e dalle loro organizzazioni a tutti i livelli. All’epoca della industria della smemoratezza, della produzione di paura e del falso occorrerebbe, come da tempo avvertono gli intelletuali e non solo, un effettivo processo di rinnovamento nel trattare la storia, la memoria ed i giacimenti di documentazione multimediale presenti nel Paese e nel mondo. Servono molto gli interventi del Presidente della Repubblica, le manifestazioni territoriali, le parate senza belligeranza. Come servono le attività per ricordare i Partigiani, le lotte per il lavoro che hanno trasformato il paesaggio produttivo italiano e quello della condizione degli operai. Forse sarebbe utile, anche in Basilicata, riflettere e provvedere per la riattivazione di luoghi pensanti per valorizzare la memoria e progettare per il futuro, tenendo conto che questo futuro da noi è già iniziato con pensieri debolissimi che svalutano il lavoro, la partecipazione e la buona gestione della pubblica amministrazione. Un pericoloso e gigantesco rituale di delega ai Vertici con un taglio chirugico al confronto ed alla mediazione. Recentemente su un muro ho letto “sei bella come l’antifascismo” . Il punto e’ studiare e contrastare le nuove forme autoritarie, populiste e divisorie in una Repubblica con molti problemi ed incerte prospettive.
La lettura della storia rimane essenziale ed i luoghi di formazione, ricerca e progettazione sono decisivi per comprendere. I Costituenti volevano cambiare le condizioni democratiche, del lavoro e della vita. Il cambiamento degli ultimi anni ha decisamente modificato in peggio l’assetto sociale, economico e democratico del Paese, del Mezzogiono e della Basilicata. C’è molto lavoro da fare . Incoraggiano ad andare avanti i segnali che arrivano dai giovani in difesa dei valori su cui si fonda la Cotituzione Italiana.