La rendicontazione sui fondi europei ha dimostrato che la Basilicata ha fatto in questi anni i suoi compiti ed è allineata con il crono programma concordato con l’Europa. Cade così un altro argomento di strumentale polemica elettorale che imputava alla uscente classe dirigente una incapacità di spesa. Questo per dire che un buon amministratore che si trovi ad ereditare una situazione deve avere l’accortezza, prima di fare il suo programma di lavoro di capire che cosa ha funzionato e che cosa non ha funzionato, che cosa va cambiato e che cosa va confermato, chi ha lavorato bene e chi non lo ha fatto. E’ come in un cambio di ditta, quando si analizzano i conti, si vedono le cose su cui puntare e quelle che invece non hanno reso . In questa vicenda politica regionale si è partito con il piede sbagliato , con la demonizzazione di tutto quello che appartiene al passato e con il rifiuto pregiudiziale del dialogo fra chi ha lasciato le redini e chi le ha prese in mano. Ne consegue una incomunicabilità che non fa bene alla comunità regionale e che viene vissuta con fastidio da chi si aspetta invece che si producano risultati e non parole. Agire come se si fosse in campagna elettorale permanente può giovare solo ai disegni di chi alza volutamente un polverone per coprire inadeguatezze o manovre . Ora, che tutta questa veemenza dialettica venga dalla Lega , e dai suoi giovani esponenti , può essere spiegato anche politicamente , nel senso che , non avendo il partito di Salvini la responsabilità diretta della guida della Regione, con questo atteggiamento intransigente e di chiusura verso l’opposizione dà un colpo al cerchio ed uno alla botte, nel senso che tiene lontano Forza Italia dal Pd e allo stesso tempo mette sotto tutela il Presidente, obbligandolo a fare i conti con chi è veramente il vincitore delle elezioni regionali, e cioè la Lega al cui traino si è formata la cordata vincente. Il Senatore Pepe , la cui ambizione a fare il presidente della Regione non era affatto dissimulata, nè è improvvisamente sparita, con le sue recenti esternazioni ha mandato un messaggio preciso, e che cioè le cose in Basilicata si debbono fare con chi si è speso elettoralmente e non al di sopra di questi. Roma è andata bene per la costituzione degli organigrammi dell’alleanza, ma adesso gli interlocutori sono quelli che in Giunta e in Consiglio alzano la mano e per alzarla pretendono un consenso…informato. Se si guarda all’importanza delle cose da fare, a cominciare dal petrolio , il richiamo a non passare sulla testa di chi ha prodotto il cambiamento politico in Basilicata appare fin troppo evidente. Come è evidente che , guardando a quello che succede a Roma, tra un Salvini sempre più distante da Berlusconi e un partito. forza Italia, che si sta dividendo tra fedelissimi e rinnovatori, c’è da tenere in conto anche i riflessi che un quadro nuovo può produrre in periferia. Rocco Rosa
IL SENATORE PEPE METTE LE MANI AVANTI
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