Tutti i media di oggi fanno a gara a magnificare il quinto scudetto consecutivo della Juventus. Del resto, di fronte ai numeri mostruosi dei bianconeri, non possono fare diversamente. E nessuno si sogna di parlare più di aiutini e di favori arbitrali. Meglio tardi che mai. Ma i tifosi juventini non possono dimenticare che qualche mese fa questa odiosa campagna mediatica era ancora una prassi consolidata tra i media italiani. Quando il campionato era
ancora sul filo dell’equilibrio e tutti si auguravano che il il testa a testa tra Juve e Napoli potesse durare fino all’ultima giornata. Non solo. Ma anche facendo chiaramente intendere da che parte andassero le loro simpatie. Ci siamo già tante volte, in epoca non sospetta, soffermati sulle grandi capacità e sui meriti della società torinese e quindi ora che è arrivato, come era nella logica delle cose, il quinto scudetto consecutivo ci preme fare alcune precisazioni. Innanzitutto la Juventus ha conquistato sul campo il suo trentaquattresimo scudetto e non 32 come stabilisce, non si capisce in base a quale norma di cui non c’è traccia, la Federazione Italiana Gioco Calcio. Perché è bene ricordare che nel 2006 fu organizzato scientificamente Calciopoli con lo scopo di far fuori per sempre la Juve. Il processo di Napoli ha sentenziato che il torneo 2004-2005 vinto o per meglio dire stravinto dalla Juve si era svolto nella massima regolarità. E l’associazione a delinquere cardine di quella inchiesta che ipotizzava un complotto di arbitri e dirigenti federali per favorire la Juve si è risolta alla fine con una sola condanna che ha colpito l’arbitro De Santis. Con l’amara constatazione che diventa incomprensibile riuscire a capire con chi si è associato l’ex arbitro romano per delinquere e far vincere la Juve. Anche se le condanne minime subite da Moggi in Cassazione e dall’amministratore delegato della Juve Giraudo con il rito abbreviato, condanna poi annullata per quest’ultimo dalla Cassazione per la sopraggiunta prescrizione del reato imputato di associazione a delinquere e non di promotore, hanno avuto solo l’effetto di lavare e nemmeno tanto bene la coscienza molto sporca di chi aveva messo in piedi Calciopoli. Con la farsa attuata da Guido Rossi, già nel CdA
dell’Inter dal 1994 al 1998 nonché presidente di Telecom, nominato commissario della Federcalcio il 16 maggio 2006 e dimessosi poi dopo tre mesi, di assegnare lo scudetto sottratto alla Juve alla sua squadra del cuore, l’Inter. Che grazie a questo scudetto di cartone si può fregiare di essere una delle tre squadre che in Italia ha vinto cinque campionati consecutivi. Con la differenza sostanziale che Juve, ben due volte e Torino questo primato lo hanno conquistato sul campo. E bisogna anche aggiungere che tra le carte della Federcalci o non si trova nessun documento ufficiale che attesti la decisione di Guido Rossi di togliere due titoli tricolori ai bianconeri e di assegnarne uno alla società della quale era un acceso tifoso. Il tempo sarà galantuomo e siamo sicuri che alla fine verrà fuori la verità sui fatti accaduti nel 2006 e si scopriranno gli autori dell’ignobile attacco perpetrato ai danni della Juve. Per intanto i tifosi juventini possono festeggiare alla grande questo ennesimo trionfo e gioire Ma quello che preoccupa maggiormente le altre società, i media in generale, tutti quelli che non vedono di buon’occhio i successi della Juve, è la constatazione che, purtroppo per loro, questo stradominio bianconero durerà ancora molto a lungo. Perché non si intravede chi possa avere la forza di interrompere questa lunga striscia positiva della Juventus. / foto tratte dala pagina fb MONDOBIANCONERO
