LA MIA BASILICATA. Intervista ad Alfredo Trombone

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by Dino De Angelis

Quando ti relazioni ad una persona come Alfredo Trombone, hai subito la sensazione di avere a che fare con un uomo di altri tempi, altra educazione, altra signorilità, altre maniere. Un signore che è riuscito a fare una sintesi invidiabile tra la saggezza che deriva da un’età non più adolescenziale e l’entusiasmo che ancora mantiene ben vivo e saldo per tutto ciò che può racchiudere il potere di una sola immagine. Cosa è, in fondo un’immagine? Uno sguardo a volte troppo distratto che caratterizza le nostre vite. E invece nelle immagini catturate dall’obiettivo di Alfredo, quella immagine esercita un potere davvero notevole che richiede una sola condizione: la capacità di soffermarci un po’ di più di un piccolo istante nel quale non saremmo capaci di afferrare appieno la forza comunicativa di quello scatto che spesso va molto oltre e racconta molto di più di quello che l’immagine può trasmettere. Quando chiesi ad Alfredo di poter usare una di queste sue foto per la copertina di un mio libro, mi rispose subito affermativamente con la semplicità che si riserva ai rapporti sinceri.

Quando hai sentito per la prima volta il bisogno di esprimerti attraverso le immagini ?

            Ho iniziato a fotografare nel lontano 1956. In effetti, però, fotografare non è stata una vera scelta ma un felice ripiego. Da molto tempo prima, infatti, uno dei miei principali interessi  insieme allo sport, alla musica ed ai libri, era rappresentato dal seguire, ammirato, attraverso inserti, opuscoli, libri, le opere dei più grandi pittori. Poiché, per mancanza delle necessarie basi, il conseguente tentativo di trasferire sulla tela le immagini che avevo nella mente fallì miseramente, la scelta della fotografia fu quasi imposta.

Cosa rappresenta per te la fotografia ?

        La possibilità di realizzare indirettamente il mio interesse iniziale. Osservando il soggetto attraverso i vari tipi di obiettivi, infatti, analizzo l’immagine, cerco di interpretarla, individuo la composizione adatta e, successivamente , la fisso sulla pellicola o sul sensore. E’ un mio modo per comunicare, per rendere gli altri partecipi delle mie esperienze. Sostanzialmente, la fotografia rappresenta per me un linguaggio in immagini.

Quando una foto per te è riuscita perfettamente ?

            Nel momento in cui sono riuscito, prima,  a cogliere e poi a stimolare la curiosità del lettore e destare  il lui una reazione emotiva. Il problema, quindi, non è di natura tecnica. Una foto realizzata in modo perfetto può anche essere soltanto una “cartolina” se non suscita un’emozione. Questo è il requisito principale perchè una semplice “foto” possa divenire una “immagine”.  Il momento creativo, pertanto, non coincide con l’esposizione. Esso si sviluppa invece prima, quando pensieri, riflessioni e immagini prendono forma e si decide come esprimere queste sensazioni attraverso dei simboli. A questo punto, poi,  risulta anche non importante se l’emozione suscitata nel lettore è diversa da quella che ho avvertito io.

La Basilicata è sempre presente nei tuoi soggetti. Qual è l’aspetto che più ti lega a questa terra?

            Il forte sentimento di appartenenza dal quale discende il fermo proposito di rivendicare l’identità di una Regione sconosciuta ai più. Pertanto, tentare di mostrarne le bellezze è il mio timido proposito.

Primi piani o paesaggi ?

       Prediligo il paesaggio. Gli ampi spazi disegnati dalle colline mi permettono di interpretare al meglio la profondità di campo e di comporla sfruttando le linee ed i colori. Ma non disdegno i primi piani che, esaltati con una ripresa preferibilmente verticale,  risultano meno descrittivi ma, certamente, più incisivi, diretti, netti.

Preferisci nei tuoi soggetti ritrarre persone o oggetti ?

Le persone, con i loro volti, colti nella loro autentica e semplice realtà quotidiana, mi permettono di raccontare la storia della loro vita; gli oggetti, quella della società a cui sono appartenuti coloro i quali li hanno prodotti. Soggetti molto diversi fra loro ma entrambi molto interessanti.

Che consiglio puoi dare ad un giovane fotografo ? Cosa è importante “vedere” in una foto ?

            La fotografia è un mezzo di espressione personale ed il fotoamatore gode di un vantaggio inestimabile rispetto al professionista: è libero da vincoli. L’obiettivo cui deve tendere, pertanto, è quello di sapersi servire del proprio talento, della propria fantasia e della propria capacità creativa bandendo l’imitazione ed accettando le  critiche ed i consigli soltanto se conformi alla sua personale inclinazione.

Tu hai una collezione di migliaia di foto.  Qual è la foto che non hai ancora fatto e che vorresti fare ?

            In effetti più che immaginare la foto da realizzare io ho, invece,  il rammarico delle immagini che ho colto ma che non ho potuto fissare. Questo perché, per “cogliere l’attimo”, oltre a dover essere presenti in quel momento in quel preciso posto, necessita avere anche lo strumento adatto ed il tempo utile per scattare la foto. Spesso, non mi è stato possibile farlo e queste immagini le ho ancora impresse nella mente a scapito di alcune, anche interessanti, che ritengo di aver realizzato.

Cosa vuol dire vincere un premio da semplice appassionato di fotografia ?       

            Un episodio. Indubbiamente gratificante ma che non aggiunge ulteriori motivazioni.  Tanto, non perché non abbia la giusta considerazione del premio ma perché il mio piacere e la mia soddisfazione non si concretizzano nel realizzare una bella immagine, ma si sostanziano, preminentemente, nel momento in cui decido di partire per fare fotografie, prepararmi, cercare, scoprire il posto giusto, nelle migliori condizioni di luce e comporre l’immagine. Il risultato, poi, se raggiunto, aumenta la gratificazione ma è soltanto un semplice arricchimento.    

E’ vero che la foto è uno spazio dell’anima ?

       Certo. E’ il luogo invisibile che si esplora continuamente tentando di rappresentarlo. Quando si è intimamente e profondamente coinvolti da un soggetto che stimola la nostra curiosità ed il nostro interesse, la personale interpretazione fa emergere, mette in luce i nostri interessi, i nostri sentimenti, le nostre opinioni.  

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