
Giuseppe Digilio
In principio erano Margherita e Democratici di Sinistra, poi si sono scissi in ex Margherita ed ex Democratici di Sinistra costretti a una dura convivenza sotto lo stesso simbolo. Ora si sono trasformati in Italiani Vivi e Piddini. Finalmente si fa chiarezza su quella strana convivenza che non ha mai convinto gli iscritti e gli elettori.
C’è chi parte e chi resta, chi aspetta di capire con chi proseguire il suo viaggio e chi s’iscrive all’uno e all’altro partito pur venendo da esperienze diametralmente opposte. Ogni giorno si annunciano nuovi arrivi da una parte e nuove partenze dall’altra, proprio come in una stazione ferroviaria. Del resto il manifesto dei renziani lucani così recita: Porte aperte a tutti, donne e uomini che vogliono costruire un futuro per la nostra regione.
Sarà questa la base programmatica per la futura coalizione di centrosinistra?
Il guanto di sfida da lanciare agli avversari sarà la capitalizzazione del successo dell’anno da capitale europea contando esclusivamente sulle proprie forze creative, amministrative ed economiche.
In casa centrodestra sembra che la questione amministrative 2020 non sia ancora all’ordine del giorno. A dettare la linea e i tempi delle alleanze, infatti, è il commissario leghista del Nord in accordo con il Senatore Pepe da Potenza. Del resto si sa, quando si è opposizione, Matera è un affare degli esponenti locali chiamati alle proprie responsabilità, ma quando si è maggioranza regionale, l’affare Matera, si trasforma in una questione di equilibri regionali. Gli elettori materani di centrodestra devono attendere i tempi potentini prima di iniziare a ragionare su coalizioni e capolista perché, queste scelte, avverranno dopo che il Generale Bardi avrà distribuito gli ultimi incarichi negli enti strategici sub regionali ancora occupati dagli uomini di Pittella. Nulla di nuovo. Esattamente come accadeva quando la guida regionale era a trazione piddina.
La lega ha appena incassato, come da accordi e manuale Cencelli, il Consorzio Industriale, l’Ater , ma potrebbe anche chiedere un capolista in forza dei risultati straordinari che il carroccio ottiene negli ultimi tempi.
Nel centrosinistra materano, viceversa, la responsabilità di pensare a una futura coalizione, come di consueto, è affidata al partito Democratico. Partito Democratico che, come da tradizione, pone il suo simbolo sopra ogni cosa e al di sopra di tutti, al netto dei soliti distinguo tra le diverse aree interne del partito. Questa volta, però, nessun distinguo potrà impedire un chiaro e trasparente accordo politico visto che la storia ha voluto che i renziani, accusati in passato di tramare contro il loro partito per tornaconto personale, sono tutti confluiti in Italia Viva. Non proprio tutti, a onor del vero, ma quelli che posseggono il famoso pacchetto di voti, costruito in anni di relazioni interpersonali, sì. E di questi voti ci sarà bisogno più che mai per vincere le elezioni o quanto meno arrivare al ballottaggio.
I Renziani, questa volta, finalmente, potranno decidere in piena autonomia dove andare senza che li si possa essere accusare, a torto o a ragione, di tradimento o doppiogiochismo. E questo è l’aspetto più interessante della questione perchè ci si potrebbe trovare di fronte ad una coalizione di centro, primo esperimento di una politica renziana che non guarda a sinistra. Il segretario plenipotenziario del PD cittadino è impegnato a svolgere un’ indagine di gradimento sull’eventuale candidato capolista da proporre alla coalizione- se ci sarà- del centrosinistra. In città però non sembra che questa circostanza sia ben vista da alcuni di questi partiti. I Verdi, per esempio, hanno già fatto sapere di essere impegnati nella costruzione di una loro lista autonoma; Coalizione Civica ha già proposto delle iniziative che non lasciano intravedere possibilità di accordi con il PD, mentre la strategia di Speranza di una intesa elettorale con i 5 stelle è stata già bruciata da Di Maio
L’unica strada per tentare di mettere insieme quello che resta del centrosinistra materano, è costruire una coalizione completamente rinnovata dove tutti gli attori principali e coloro i quali hanno occupato la scena politica negli ultimi anni sostengano lealmente liste formate da candidati che non siano mai stati protagonisti di altre esperienze precedenti. Ma questa non è politica, bensì utopia..