
GERARDO ACIERNO
C’è del buono nella fiamma alta, regina delle cene di queste feste natalizie. Intorno ad essa s’è riunita la famiglia. Per quanto mi riguarda, dalla patria delle ‘sardine’ (Bologna e dintorni) un pezzo di noi è ritornato. E’ stato qui, nella terra di sua madre e dei suoi nonni. La terra del petrolio. La terra del ‘ricordo’. La terra dove si misura ‘Il peso del cielo’.
Il suo infantile accento si va sempre più facendo felsineo (termine felicemente usato nelle radiocronache sportive dal grande Sandro Ciotti) ma è ancora troppo presto per parlarle del sorriso di Mariele Ventre, dell’alta professionalità di Pippo Cancellieri, dei fratelli Rosa e della loro ‘Pantera Rosa’ catena di ristoranti e pizzerie, e dei tanti altri validi lucani che in quella ricca terra hanno saputo distinguersi ed affermarsi.
C’è del curioso in quel fuoco che riporta ricordi e tempi giovanili, serate di giochi semplici, innocenti e di titoli di giornali come questo che ho appena visto circolare sul Web: “Corriere della Sera- 2 gennaio 1972” – Soltanto nel 2020 sarà colmato il divario tra Nord e Sud.” Sarebbe oggi? Quest’anno? Diceva Totò: Ma mi faccia il piacere ….-
C’è del vero in quel crepitare del ceppo mentre leggo quel che ha scritto Rocco Rosa, oggi, e che qui riprendo: “Continua l’emorragia dei giovani lucani, dissanguando la Basilicata delle sue energie migliori. Il petrolio non ha cambiato la situazione”.
C’è del drammatico in quella brace che va facendosi cenere, consumata dalle invidie, dalle liti per un concerto, dalle violente manifestazioni per l’una e per l’altra squadra di calcio, dalle notizie false e colme di odio, dal lavoro che manca, dalle aspettative tradite, dalla fine di una solidarietà in noi innata e purtroppo sospinta in un angolo da una indifferenza caparbia e inaccettabile.
C’è della speranza, però, dietro lo sguardo della mia nipotina mentre s’appresta a salire sul Freccia. Allungando la mano sulla mia guancia inumidita da una lacrima, mi dice: ‘ E’ stato bello, nonno, stare con te e con la nonna. Vi voglio tanto bene.’
E il suo accento m’è sembrato più lucano del solito.
Buon Anno.
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