
Giovanni Vaccaro
È forse la prima volta che il Presidente Caiata definisce “vergognosa” la prestazione della sua squadra, una parola dura che però mette il timbro su un momento certamente negativo degli uomini in rossoblù. In questa stagione mai nessuna squadra era riuscita a fare 4 gol a Potenza, ed il fatto che siano arrivati dalla penultima in classifica, che tra l’altro vantava il terzo peggior attacco è tutto dire. Che sia un periodo “no” lo si era capito dall’inizio del girone di ritorno, cioè da quando il Potenza in 6 partite è riuscito ad ottenere una sola vittoria e 3 pareggi, segnando 4 gol e subendone 7. Passi la sconfitta con la Ternana o il pari a Catania, ma contro le ultime tre in classifica (Bisceglie, Rieti e Sicula Leonzio) ci si aspettava molto più dei 4 punti conquistati, 3 gol segnati e 5 subiti. Resta l’atavico problema in fase offensiva, pur salendo a 28 gol fatti (media di 1.12 gol/partita), ed essendosi sbloccato Golfo (14° marcatore diverso), il Potenza per la nona partita consecutiva non riesce a segnare più di un gol, e per la settima volta su sette non riesce a rimontare dopo essere andato sotto. In più, se fino ad ora la difesa era stata il punto forte degli uomini di Raffaele, le quattro “pappine” subite a Lentini fanno precipitare la difesa rossoblù al 5° posto in compagnia di Monopoli e Ternana con 20 gol subiti (media 0.80gol/partita). Se di disfatta si può parlare, almeno la sfortuna non si è accanita del tutto contro il leone: il pareggio tra Bari (+6) e Monopoli (+3) lascia acceso un lumicino per le speranze di alta classifica, anche se il Potenza ha dimostrato di essere comunque inferiore a queste formazioni. Così come la sconfitta del Teramo a Viterbo tiene lontana un’altra pretendente al 5° posto attualmente occupato dal Potenza. Il vero pericolo, però si chiama Catanzaro che a differenza del Potenza non ha problemi in attacco e con 4 gol a partita nelle ultime 2 giornate è riuscito a rosicchiare 5 punti ai leoni. La distanza di sicurezza tra le due formazioni si è assottigliata a 4 punti, così che probabilmente la partita al Viviani tra 4 giornate potrà risultare un vero e proprio spareggio. La prossima sfida per i rossoblù sarà Potenza-Rende. Proprio quel Rende che diede inizio alla gloriosa cavalcata di Mr. Raffaele in sella al Leone, e che ancora una volta potrebbe rilanciarlo, o infliggergli un colpo che decreterebbe la crisi nera per il Potenza. Con 16 punti (media 0.64punti/partita) i biancorossi calabresi occupano il terzultimo posto. Non vincono da 7 giornate e presentano il peggior attacco con soli 16 gol fatti (media 0.64gol/partita), e la seconda peggior difesa con 44 gol subiti (media 1.76 gol/partita). In trasferta fino ad oggi non hanno mai vinto, hanno segnato solo 6 gol e ne hanno subiti 30. Inoltre, il Rende mostra una propensione alquanto marcata a subire gol negli inizi di tempo, infatti, ha subito 13 gol nei primi 25 minuti del primo tempo, e 16 nei primi 25 minuti del secondo, contro i 7 e 8 subiti nelle restanti metà di tempo. Sintomo di una squadra che tende a non avere un buon approccio alla partita, ma che riesce a riprendersi col passare del tempo, infatti, il momento di massima pericolosità è la seconda metà del primo tempo, quando ha segnato 7 gol su 16. Visti i numeri non c’è da aspettarsi un vero e proprio bomber, ma sono 4 i migliori marcatori tutti a quota 2 gol: Scimia, Rossini, Nossa e Vitofrancesco, questi ultimi sono difensori. Insomma, l’avversario che si troveranno davanti i rossoblù, almeno sulla carta sembra abbordabile, ma stavolta i potentini dovranno fare i conti anche con la pressione di dover vincere per forza, e con un pubblico che in parte li ha contestati nell’ultima sfida casalinga, e che dopo la partita di Lentini si aspetta qualcosa di più di uno striminzito 1-0 come quello dell’andata.