LA POLITICA NON RISPONDE E CAIATA GETTA LA SPUGNA

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Giovanni  Benedetto

Caiata utilizza i social per diffondere un videomessaggio indirizzato ai politici, ai lobbisti, ai giornalisti e a tutti coloro che non si sono risparmiati per dividere la città, su un progetto che nelle intenzioni poteva unire e sopratutto  poteva essere un viatico per dare ossigeno all’economia della città e allo sviluppo dello stesso sport.
Visti gli ostacoli, la totale assenza della politica , il presidente del Potenza getta la spugna e comunica che adeguerà i futuri obiettivi societari in funzione delle infrastrutture che avrà a disposizione.
Lascia nelle mani del Comune la soluzione più idonea per dare alla società del Potenza uno stadio adeguato per consentire progetti sportivi che possano aiutare la squadra del Potenza a rimanere nel calcio che conta.
La posizione di Caiata e della società del Potenza è sempre stata chiara e trasparente.
Il Potenza calcio è una società guidata da una programmazione a scadenza per raggiungere dei risultati sportivi ed economici.
Le infrastrutture a disposizione non si sposano bene con le esigenze di una società che vuole investire per incrementare e valorizzare il settore giovanile,  e per conseguire risultati importanti nei campionati professionistici.
Il Viviani è uno stadio che presenta molti limiti strutturali, di sicurezza, dentro e fuori le mura di cinta, la maggior parte dei posti a sedere scoperti e non è sufficiente ad ospitare gli allenamenti di tutte le squadre del settore giovanile.
Necessita una struttura nuova, una nuova ubicazione, condivisa anche dal presidente e dal sindaco rispettivamente della regione e della città di Potenza.
La società del Potenza attraverso una manifestazione d’interesse ha presentato un progetto di massima nel mese di gennaio ai vertici della Regione e del Comune di Potenza che peraltro hanno anche apprezzato.
Il progetto di massima, in ottemperanza alla legge Lotti, è stato redatto per costruire lo stadio, alcuni servizi, un centro medico riabilitativo e un’area commerciale per raggiungere il complessivo equilibrio economico- finanziario e la valorizzazione del territorio in termini sociali,occupazionali ed economici.
La legge per incentivare il privato ad investire, concede il diritto di superficie pluriennale del suolo pubblico e i permessi per costruire attività economiche, tipo centro commerciale, hotel, ristoranti, e il diritto esclusiva del commercio ambulante negli spazi antistante lo stadio.
La stessa legge ha disposto una procedura burocratica semplificata consistente in uno studio tecnico di fattibilità e di un piano economico finanziario.
Il Comune, su richiesta del proponente, previa conferenza di servizi e in presenza del privato o privati proponenti, in caso di parere positivo entro 90 giorni dichiara il pubblico interesse dell’opera.
Dopo il termine di 90 il privato invia il progetto definitivo, al quale segue una conferenza di servizi decisoria alla presenza di tutti i responsabili degli uffici per l’espressione dei pareri, compresa la variazione del regolamento urbanistico per il cambio di destinazione d’uso.
Il Comune potrà legittimamente fare richieste di modifiche del progetto e la procedura deve concludersi entro 120 giorni dalla presentazione del progetto.
La procedura secondo la legge è molto semplificata e si può arrivare alla stesura del progetto esecutivo che poi darà luogo alla canterizzazione dei lavori in tempi relativamente ragionevoli.
La legge Lotti è uno strumento importante perché il partenariato tra il privato e il pubblico possa trovare degli interessi comuni per investire capitali e trarre redditività, il primo, e dare alla comunità opere pubbliche fruibili, il secondo.
Nel caso del Potenza, sembra un matrimonio difficile perché il contraente pubblico, al momento, non ha fatto alcuno sforzo di avvicinamento, rintanandosi in un silenzio tombale sia riguardo alla richiesta sia, più in generale, riguardo al dibattito che pure si è aperto sul modo di togliere dal degrado l’area della ex Cip Zoo.

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Sull' Autore

Mi sono occupato per 40 anni prima in Rai e poi in Rai way dell' esercizio degli impianti alta frequenza della Rai in Basilicata. Per vent'anni in qualità di quadro tecnico sono stato responsabile del reparto di manutenzione degli impianti alta frequenza: ripetitori, trasmettitori tv e mf, ponti radio e tutti gli impianti tecnologici connessi. Ho presieduto tutta la fase della swich-off analogico- digitale della rete di diffusiva della Basilicata. Nel 90 per tre mesi come tecnico della Rai Basilicata ho lavorato al centro , ibc, di Saxa Rubra, per inoltrare i segnali televisivi e radiofonici provenienti dai dodici stadi accreditati ai mondiali 90, attraverso i ponti radio e i satelliti in tutto il mondo. Fuori dal mondo produttivo, mi sento un cittadino libero e curioso, che osserva con attenzione la realtà che mi circonda. Attento al comportamento della politica e delle istituzioni e alle decisioni che esse assumono e che incidono sul nostro destino , sensibile ai fenomeni e ai cambiamenti che attengono la nostra società: comprese le virtù e le miserie che essa esprime; sempre raffrontando il presente col passato per schiarire meglio la visione del futuro.

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