SCIENZA E VIRUS, COME GUARDIE E LADRI

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Giovanni Benedetto

Molte catastrofi naturali avvenuti nei secoli ci hanno dato solo un cenno della forza distruttiva della natura: Terremoti, Alluvioni, maremoti o eruzioni vulcaniche. Una forza distruttiva maggiore è arrivata dall’uomo ,con il suo desiderio di conquista, di sottomissione di popoli, di espansione del proprio dominio: solo nel secolo scorso  due guerre mondiali hanno prodotto milioni e milioni di morti. Ignoranza prima e e mortificazione dell’ambiente poi  hanno prodotto il terzo catastrofico filone delle pandemie , da quella narrate dalla storia fino dai tempi di Tucidite, Boccaccio, Manzoni, fino alla piu’ vicina Spagnola del 1918 che si stima abbia colpito tutto il globo provocando dai 50 ai 100 milioni di morti.

tuta antipeste con becco contro i cattivi odori usata dai medici 

 Paradossalmente, nonostante i vertiginosi progressi scientifici, di fronte a questo terzo tipo di pericolo, il mondo organizzato appare ancora disarmato, perchè, come una perpetua guerra tra guardie e ladri, mentre si organizza la risposta scientifica ad una epidemia, da un’altra parte del Mondo parte un nuovo proiettile sconosciuto , un nuovo agente virale che si prepara a passare di bocca in bocca.


Anche nelle cronache che il Manzoni riporta nel suo romanzo. a Milano si cercava il paziente numero uno identificato presuntivamente in un soldato italiano in visita ai suoi  genitori.
Come pure la nomina di un commissario straordinario, un certo Felice Casati, un frate cappuccino, con pieni poteri organizzativi, economici e giudiziari per gestire il Lazzaretto.
E, paragone non trascurabile- quando i responsabili  locali, quelli che in nome del governatore, avevano la delega a gestire il potere pubblico, in gravi difficoltà, si rivolsero al governatore spagnolo, per avere più aiuti e risorse, la risposta fu di fare i conti con quel poco che disponevano. 
Per lavorare sulle cose comuni tra ieri ed oggi, il coronavirus , proveniente dalla Cina, si è depositato per primo in Lombardia e poi nella Milano e nel Bergamasco, luoghi tanto cari al Manzoni.

L’urina veniva versata sul corpo e anche bevuta dagli ammalati

Ma come sempre accade in queste circostanze straordinarie, dove molti sono costretti a gettare la spugna, c’è sempre una minoranza di uomini pieni di energia e volontà, che animati da ardore di carità, amore per il prossimo, uomini semplici, riescono a sopperire alle funzioni di responsabilità pubbliche che si dimostrano impotenti.

Come ne usciremo?  Vivi ma con le ossa rotte. E c’è da sperare che stavolta l’Unione Europea non si comporti come il Governatore spagnolo, con quel famoso “arrangiatevi”.  Da soli, col debito pubblico che aumenta in maniera esponenziale, senza una Europa che non faccia squadra e non faccia muro alle speculazioni finanziarie,  cadremo in un fosso dal quale sarà difficile risalire.

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Sull' Autore

Mi sono occupato per 40 anni prima in Rai e poi in Rai way dell' esercizio degli impianti alta frequenza della Rai in Basilicata. Per vent'anni in qualità di quadro tecnico sono stato responsabile del reparto di manutenzione degli impianti alta frequenza: ripetitori, trasmettitori tv e mf, ponti radio e tutti gli impianti tecnologici connessi. Ho presieduto tutta la fase della swich-off analogico- digitale della rete di diffusiva della Basilicata. Nel 90 per tre mesi come tecnico della Rai Basilicata ho lavorato al centro , ibc, di Saxa Rubra, per inoltrare i segnali televisivi e radiofonici provenienti dai dodici stadi accreditati ai mondiali 90, attraverso i ponti radio e i satelliti in tutto il mondo. Fuori dal mondo produttivo, mi sento un cittadino libero e curioso, che osserva con attenzione la realtà che mi circonda. Attento al comportamento della politica e delle istituzioni e alle decisioni che esse assumono e che incidono sul nostro destino , sensibile ai fenomeni e ai cambiamenti che attengono la nostra società: comprese le virtù e le miserie che essa esprime; sempre raffrontando il presente col passato per schiarire meglio la visione del futuro.

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